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Il libro dei brevi amori eterni

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Siamo tutti vittime della Storia, ma a ucciderci non è tanto l’opprimente e puntuale manifestarsi degli eventi, quanto la rassicurante illusione che si cela dietro di essi.

 

Siamo tutti vittime della Storia, ma a ucciderci non è tanto l’opprimente e puntuale manifestarsi degli eventi, quanto la rassicurante illusione che si cela dietro di essi. Andreï Makine è nato in Unione Sovietica, in un giorno di settembre siberiano del 1957 e per lui il fardello della Storia è stato così soffocante da decidere di lasciare la sua terra per raggiungere la Francia. Leggere i suoi libri non significa immergersi nella Storia, bensì assaporarne degli attimi; guardarli con la stessa intensità con cui guardiamo i ricordi riaffiorare. Frammenti nitidi che improvvisamente diventano opachi e confusi, lasciando solo una traccia delle sensazioni che abbiamo provato. Ebbene, Il libro dei brevi amori eterni (Einaudi) è la raccolta di otto puntuali frammenti della vita di un uomo che tornano in superficie con apparente delicatezza. Siamo nella Russia degli anni Sessanta, segnata dalle ideologie e dalle figure imponenti e ingombranti dei suoi leader; ombre che si aggirano tra le strade di un Paese cambiato. La Storia ha le sue vittime e le sue ingannevoli narrazioni: lo sa bene la donna che ha visto Lenin, che vive ormai in isolamento, disturbata solo dai curiosi che la cercano, per vederla, toccarla e ascoltarne i ricordi, bisognosi di rassicurazioni. Ma la verità ha il volto luminoso e bellissimo di Maja, la nipote della donna, che svelerà al protagonista la violenza nascosta dietro il mito. «Il nostro errore fatale è di cercare dei paradisi senza fine. Piaceri che non si consumino, attaccamenti tenaci, carezze vitali come liane»; e la Storia ci illude di trovarli in pensieri, ideologie, uomini che crediamo essere eterni. «Questa ossessione della durata ci fa perdere una quantità di paradisi fugaci, i soli a cui possiamo avvicinarci durante il nostro fulmineo tragitto di mortali.» L’amore, a volte breve, inatteso e accecante, è il solo a rimanere eterno, quantomeno nei nostri ricordi. A svelare la verità in questo libro sono le donne: belle, dolci, tenaci, a volte volgari e grevi, capaci di occupare con il loro corpo e le loro idee la mente degli uomini, di ossessionarli, quasi. Sono presenze implacabili, eppure delicate, come respiri. Le uniche capaci di contrapporsi alla violenza della Storia e alle sue aporie.

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