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Il ragazzo che non smette di piangere

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Illustrazione di Agrin Amedì
Luca piange. Piange con gli occhi chiusi mentre viene poggiato con cura tra le braccia della madre. Luca muove dolcemente braccia e gambe. Fa su e giù, non sta fermo. Grida. La mamma inizia a coccolarlo, si addormenta. La madre lo bacia, lui quasi sorride nel sonno.

Luca piange. Piange con gli occhi chiusi mentre viene poggiato con cura tra le braccia della madre. Luca muove dolcemente braccia e gambe. Fa su e giù, non sta fermo. Grida. La mamma inizia a coccolarlo, si addormenta. La madre lo bacia, lui quasi sorride nel sonno.
Luca piange. Non ha ancora detto una parola, solo qualche mma mma o gga gga. Ha fame. Piange. Il padre lo mette sul seggiolino. Luca è intelligente. Smette di piangere, lo sa che quella è l’ora della pappa. Luca mangia soddisfatto. Sorride. Il padre batte le mani. Luca replica, ma le manine sono troppo tenere per produrre un rumore. Però ride, si diverte. Luca piange durante la notte. Non riesce a dormire. Grida. Non gli piace il buio. La madre si sta alzando per prenderlo in braccio, il padre la precede. Luca è contento, in pochi minuti si addormenta. Luca gattona. Va in giro per tutta casa. I genitori gli devono stare dietro come poliziotti. Lo chiamano ma lui vuole esplorare. Luca cammina, ondeggiando, ma cammina. La madre prova un misto di sentimenti tra felicità e paura. Luca si infila in bocca qualsiasi cosa. Gli dicono «No» ma Luca piange e lo fa lo stesso. È parte di lui.
Luca piange. È caduto. Si è sbucciato un ginocchio. Chiama la mamma. Urla dal dolore. La madre con cura disinfetta la piccola ferita e la bacia. Luca non sente più tanto dolore. Riprende a giocare. Adesso corre come un pazzo. Va su e giù sull’altalena. La madre è preoccupata, il padre sorride. Luca ha ripudiato il latte e le pappe. Preferisce molto di più la pizza e la pasta con la salsiccia. 
Luca piange. Non vuole dividersi dai genitori il primo giorno di scuola. Grida. Allunga le mani verso di loro. Il padre lo consola, la madre si commuove. Luca si fa forza. È il suo primo giorno di scuola. Luca è contento. Ha trovato molti come lui. Corre, gioca e piange. Luca fa impazzire le maestre, non più solo i genitori. Luca è vivace dicono, troppo vivace.
Luca piange. Non gli viene un esercizio di matematica. Chiede aiuto. A Luca piace la matematica, ma è estate non vuole fare i compiti. Luca vuole giocare. Ma sa bene che può farlo solo dopo i compiti. 
Luca ha un talento per il basket. La passione gliel’ha trasmessa il padre. Luca entra a far parte della squadra EBK. È il più giovane. Luca piange. I compagni di spogliatoio sono cattivi. Lo prendono in giro, lo picchiano. Luca non vuole più andare a giocare lì. Luca sta in silenzio. Non parla. La madre inizia a preoccuparsi. Decide di parlargli. Luca le racconta. La madre diventa una furia. Luca inizia a giocare con la squadra del quartiere. Non è il massimo, ma Luca è felice.
Luca piange. I compagni di classe lo hanno pestato nel vicolo che divide la scuola dalla strada principale. Lo accusano di essere un secchione. Lui ha cercato di difendersi ma con quattro contro uno non poteva fare niente. Luca torna a casa, nasconde il viso, corre in camera e chiude la porta. La madre bussa. Luca urla. Luca non vuole farsi vedere così. Quella sera non cena. Non esce mai dalla camera se non per andare in bagno. Luca studia, fa sport. Gioca a basket al campetto della chiesa e va a nuotare la domenica. Luca impara e si difende come meglio può dai colpi che gli tira la vita. Quei colpi hanno la forma di un pugno o di risatine alle sue spalle, hanno la forma di un cuore spezzato o il sapore del sangue. Luca è un ragazzo forte. Le prende. Piange, ma non si arrende.
Luca inizia il liceo. Liceo scientifico, la passione per la matematica non l’ha persa. Luca non rimpiange le medie. I compagni di classe ora sono diversi. Più maturi, più simili a lui. Luca conosce una ragazza, si innamora. È il suo primo amore. Luca piange. Lei ha preso il suo cuore e l’ha gettato in un cassonetto. Luca si chiude in sé stesso. Ha paura. Paura di dover soffrire. Luca si difende. Ha eretto barriere contro la vita. Luca termina il liceo a pieni voti. Decide di continuare il suo percorso di studi. Sceglie matematica. Vuole diventare professore. Vuole poter insegnare la materia che più gli dà gioia. Luca si innamora di una sua compagna di corso. La loro storia dura un anno e mezzo. Lei se ne va con un altro. Luca piange. Aveva deciso di fidarsi ancora per una volta, ma ora basta. È stanco. Stanco di credere nell’amore. Non ci sarà una terza volta. La vita non lo prenderà più alla sprovvista.
Luca viene assunto come tirocinante all’università. Impara dal proprio professore di analisi. Luca sa che la sua strada è quella. Luca ringrazia i genitori per tutto quello che hanno fatto per lui. Va a vivere da solo, adesso può permetterselo. Luca conosce una ragazza. Cerca di evitarla. Non si fida. Sa quanto ha dovuto soffrire in passato. Luca non vuole darle ascolto, ma lei è intelligente, è dolce, e le piace tanto. Lei riesce a disarmarlo. Riesce a prendere quel suo cuore fatto a pezzi e ricomporlo. Glielo porge e le mostra il suo. Sono simili. Entrambi hanno ricevuto colpi duri dalla vita. Entrambi hanno dovuto imparare a difendersi. Grazie a questo entrambi si sono trovati. Entrambi sanno che cosa vuol dire soffrire. Entrambi vogliono continuare a soffrire, ma vogliono farlo insieme. 
Luca si innamora.
Luca è professore di analisi matematica all’università. È felice. Gli piace vedere tutte quelle nuove facce, ognuna desiderosa di apprendere. Luca si rivede in ognuno di quegli occhi. Luca è in ginocchio. Ci stava pensando da un po’. Le fa la proposta. Lei impazzisce. Dice un sì, forte. Luca sta piangendo. Piange di gioia.

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