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Lettera per la graduatoria nel Cielo

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Illustrazione di Agrin Amedì
Caro Lorenzo, mio straordinario e inseparabile amico, come va? Ti ho lasciato non molto tempo addietro un po’ acciaccato (quanto, boh… qui non si usa l’orologio); poi non ricordo più niente.  Spero comunque  ti stia riprendendo in fretta.

Caro Lorenzo,
mio straordinario e inseparabile amico, come va? Ti ho lasciato non molto tempo addietro un po’ acciaccato (quanto, boh… qui non si usa l’orologio); poi non ricordo più niente.  Spero comunque  ti stia riprendendo in fretta.
Io sto piuttosto bene, almeno credo, anche se a dir la verità mi sento ancora un po’ frastornato. Ti sto scrivendo da uno stanzone molto affollato al pianterreno di un grande edificio di almeno 12  piani,  in attesa della mia chiamata sul numeratore. Detto fra noi, non è un luogo particolarmente accogliente; fa molto caldo e c’è una grossa puzza d’incenso, le seggiole sono piuttosto scomode, la gente si sta lamentando della lunghissima coda e del tanto tempo che trascorre tra l’accendersi di un numero e l’ altro. Di fianco c’è invece una altra sala d’aspetto con l’aria condizionata, i  giornali , le bibite fresche, il wi-fi che prende.  Ci sono poche persone che chiacchierano molto distese.
Ma ti scrivo, mio carissimo e inimitabile amico, non per lagnarmi di questo estenuante attendere ma per chiedere il tuo insostituibile appoggio. Vorrei che tu organizzassi il mio funerale. Sì, esatto, hai capito bene. Le mie esequie, le estreme onoranze, la mia dipartita, l’uscita dal mondo o come le vuoi chiamare… No, non sono impazzito, ho buone ragioni che mi spingono a formularti questa inusuale richiesta. Cercherò ora di illustrarti meglio la situazione.
Sono dunque in lista d’attesa perché mi venga assegnato un lussuoso monolocale nel Residence del Paradiso, ma nella graduatoria occupo gli  ultimi posti: devo perciò  avanzare  in classifica e un funerale ben congegnato mi permetterà di accumulare il punteggio necessario allo scopo. Me l’ha spiegato il mio vicino di sedia, un tipo strano ma piuttosto simpatico, un habituè di questo posto, uno che conosce tutti gli uscieri ; mi è sembrato un esperto del settore  e molto sicuro del fatto suo. C’è una sola possibilità per risalire in fretta la graduatoria,  mi ha detto. «Bisogna preparare per  bene l’estremo saluto…» A ciascun funerale assistono degli ispettori incaricati dalla Commissione Centrale Celestiale, i quali  girano in incognito confusi tra i parenti e gli amici e alla fine delle esequie trasmettono  il proprio rapporto direttamente alla sede. La procedura prevede un punteggio preciso per ogni voce strozzata dal pianto, per ogni lacrima versata o trattenuta e per  ogni anelito di nostalgia: la somma dei punti determinerà  il risultato finale.
Se il defunto viene pianto con commozione sincera, il rapporto proporrà una valutazione elevata e quindi il Consiglio d’Amministrazione del Cielo valuterà positivamente i requisiti deliberando l’assegnazione. A quel punto sarà affidato al vincitore uno degli alloggi dei piani superiori, lussuosi monolocali ristrutturati con vista panoramica e angolo cottura. Nel caso invece in cui al funerale ci sia mestizia e cordoglio solo di circostanza, gli ispettori esprimeranno un  giudizio negativo e il Consiglio boccerà la delibera. Allora rimarranno  a disposizione soltanto dei posti letto nell’ostello del Purgatorio, nel seminterrato nei dormitori  a 16  letti con bagno in  comune. Tuttavia si può porre rimedio.  In un secondo momento si può  chiedere istanza di revisione, mi suggerisce il mio pratico amico, anche se l’iter è molto più lungo. In quel caso occorre verificare che la pratica torni alla Commissione del Firmamento, quella degli Angeli esterni e di nomina ministeriale. Di solito decide con solo qualche lustro di attesa; con il patrocinio del Cherubino legale che redige una nuova relazione. Solo in quel momento sarà possibile fare nuova richiesta, ma prima del successivo accertamento è opportuno contribuire con un adeguato aiutino perché la farraginosa burocrazia celestiale non frapponga ulteriori ostacoli e si perfezioni pertanto tutto il processo con generale soddisfazione.
«Dammi retta», mi ha detto il mio furbo vicino. «Organizza per bene le tue ultime  esequie, da questo dipenderà la tua condizione futura. Occorre a tutti i costi avere nelle graduatorie la migliore posizione possibile, altrimenti gli alloggi saranno già belli che finiti al tuo turno e il Purgatorio diventerà il tuo inevitabile destino.» Mi fa’ l’occhiolino e aggiunge a abbassa la voce: «Poi ti presento qualche amico in cambio di qualche piccolo favore, possiamo guadagnare ancora dei punti in graduatoria».
Mancano ancora  moltissimi  numeri prima di arrivare al mio turno. Nella grande stanza c’è chi piange senza consolazione, chi ride istericamente, chi tenta di addormentarsi ma non riesce, chi finge di leggere ma in realtà è assai preoccupato; in un angolo uno prega sommessamente di esser tra quelli prescelti. Nell’altra sala d’aspetto si bevono calici di vino in una atmosfera festosa. Alcuni sono vestiti eleganti; sono quelli già scelti in attesa di salire negli attici, i più ambiti.

Caro Lorenzo, tu capirai adesso l’importanza di pianificare al meglio il mio funerale, ma sono sicuro che mi darai una mano e metterai tutta la tua energia al servizio del mio obbiettivo. È superfluo dire che bisogna fare una bella figura davanti agli ispettori; conto pertanto sulla tua meticolosità che ho sempre ammirato. Serve una celebrazione con tante persone vestite a lutto in preda alla  disperazione, tanta gente commossa e dolente, tutta concentrata sulla mia figura e i sentimenti che mi legano ai partecipanti. Una commemorazione che rimanga nelle menti di tutti e di cui se ne possa perpetuamente serbare memoria; gli ispettori ne devono uscire soddisfatti attribuendo il massimo voto. Ma non ti preoccupare anche se ti sembra una richiesta molto difficile da esaudire, ho riflettuto molto sul da farsi. Ti fornirò qui di seguito le istruzioni per accumulare il punteggio maggiore.

Per prima cosa la Chiesa. Una bella Chiesa traboccante con le persone che aspettano in strada l’uscita della salma perché non sono riusciti a entrare. Non troppo grande quindi, ne’ dispersiva. La Chiesa in aperta campagna è perfetta. Tutti adulti però, non far venire i bambini perché piangono e si  lamentano stancandosi facilmente: concorreranno a distogliere l’attenzione anche ai più partecipi. Gli ispettori noteranno la cosa e questo influirà sul complessivo giudizio.
Poi l’accoglienza. Salutali sull’uscio della Chiesa, stringendogli le mani con molto calore. “Grazie per essere venuti”, e falli accomodare sulle panche; i più alti mettili dietro, perché tutti possano vedere il feretro ai piedi dell’altare.
Poi gli abiti. Raccomandati che tutti vestano in modo semplice anche se non formale.  Colori sobri ma non necessariamente neri: sembrerebbe da occasioni programmate di convenienza. La mia, invece, deve risultare una morte improvvisa che ha colto di sorpresa, deve mozzare lo stomaco, lasciare gli amici e i parenti disorientati.
La musica è un elemento fondamentale. Non scegliere il repertorio di canti tristi e noiosi. Musica pop, invece, di sottofondo. Canzoni che riempiranno i momenti di silenzio intrisi di dolore e malinconia. Ognuno deve concentrarsi solo sul ricordo e il dolore. Non dobbiamo trascurare i particolari , ogni cosa merita la massima cura.
Chiedi a Don Mario di celebrare la funzione, prepariamogli una munifica offerta per metterlo di buon umore. Pronuncerà in questo modo una omelia particolarmente intensa e tutti avranno il fazzoletto in mano mentre una forte commozione circolerà tra i presenti; gli ispettori non potranno che percepirne l’intensità ed evidenziarla nella  relazione.
Fai mettere Giada in prima fila accanto ai miei genitori. Sarà divorata dai sensi di colpa per avermi lasciato il giorno prima dell’incidente. Mostrerà tutta la platealità della sofferenza, renderà ogni momento particolarmente straziante; sono certo che mi farà così acquisire un  buon punteggio.
Poi, dopo il Vangelo, organizza gli interventi degli amici per un ricordo commemorativo: comincia con Giovanni, lavora da sempre nelle pubblic relations; Ha una eloquenza persuasiva ed efficace; fagli accennare ad alcune vicende delle nostre avventure adolescenziali. Ci sarà qualche leggero sorriso che aumenterà il coinvolgimento emotivo e renderà per tutti  ancora più penosa la mia mancanza. Il punteggio crescerà inevitabilmente.
Poi fai salire sull’altare Tonino. Anche se non lo hai mai confessato, è pazzo per Eleonora che da stronza non se lo fila per niente. Gli ha scritto un sacco di lettere d’amore che lei non ha mai letto, me lo ha detto davanti a una birra l’altra sera prima dell’incidente. Non gliene frega niente di me, ma è molto depresso: i convitati scambieranno il suo stato d’animo con infinito dolore; saprà toccare perciò le corde del turbamento e così inganneremo gli ispettori.
Non far parlare Giovanna anche se si offrirà volontaria; indosserà quell’abito stretto con le tette di fuori, i maschi saranno tutti distratti, gli ispettori annoteranno la cosa.
Infine, all’uscita del feretro dalla Chiesa, conduci assieme a Don Mario una preghiera raccolta come estremo saluto. Aggiungi un tocco teatrale: appoggia la testa sulla bara e grida la tua disperazione. Sarà di sicuro effetto e ne trarrò giovamento.
Poi la strada  fino al cimitero. Predisponi un corteo di automobili  lungo e ordinato, avvia il percorso a piedi per l’ultimo viaggio terreno, poi fai in modo di assistere alla tumulazione in silenzio insieme a tutti gli animi vibranti e sconvolti dalla dolorisssima perdita. Alla fine non dimenticare di accommiatarti con aria assai triste: «A nome di Roberto è stato bello avervi qui stasera», generando così ulteriore afflizione. La relazione sarà completata sicuramente con un altissimo voto.

Se riuscirai a realizzare tutto questo non potrò che esserti grato per sempre Lorenzo (credimi, visto da qui la parola ha un grande significato). Nel frattempo, per non correre rischi, proverò a ingraziarmi qualche membro della Commissione Centrale offrendo qualche piccolo aiuto.
Ti terrò informato costantemente. A mia volta attendo con molta ansia un resoconto dettagliato del mio funerale.

Un affettuosissimo saluto,
Roberto

 

PS.
Caro Lorenzo, mentre stavo chiudendo la busta, accingendomi a spedire la lettera, ti ho visto arrivare in portineria ma non ti ho potuto parlare perché ti hanno fatto accomodare subito nell’altra sala di aspetto senza passare da qui. Ho capito allora che anche tu non ce l’avevi fatta. Il botto era stato troppo violento. Tuttavia la gioia nel rivederti si accompagna alla sensazione di una grande ingiustizia. Non trovo molto corretto che tu possa aver saltato la fila scavalcando chi aspetta da tempo, ma giochi bene a pallone e si è liberato un posto nella squadra dell’Eden e la prossima settimana c’è il derby con gli Inferi. (Purtroppo l’ala sinistra si è ubriacato ed è andato a donne prima della partita perciò lo hanno fatto scendere di piano: è quello che prega ora in sala d’aspetto).

E adesso a chi scrivo la lettera? Giulio. Ah ecco, Giulio! Ma anche lui non è che stia tanto bene, speriamo che sia almeno in grado di leggermi…

Caro Giulio,
mio straordinario e inseparabile amico, come va? Ti ho lasciato non molto tempo addietro un po’ acciaccato (quanto, boh… qui non si usa l’orologio); poi non ricordo più niente.  Spero comunque  ti stia riprendendo in fretta…

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