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Faccio presto

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Illustrazione di Agrin Amedì
Non pensavo mi chiamasse il direttore. Io, cosa è successo? Non lo so sono sicura di aver fatto tutto bene ma il sudore mi scende mi dimentico sempre che mi sale la pressione se mi agito forse sono gli ormoni o forse è perché non vedo bene ecco la collega mi aiuta ma gli occhiali sono quattro,

Non pensavo mi chiamasse il direttore. Io, cosa è successo? Non lo so sono sicura di aver fatto tutto bene ma il sudore mi scende mi dimentico sempre che mi sale la pressione se mi agito forse sono gli ormoni o forse è perché non vedo bene ecco la collega mi aiuta ma gli occhiali sono quattro, uno per ogni cosa che faccio gli occhiali da vicino quelli gialli per lo schermo e poi quelli da lontano e poi ancora quelli da vicino e insomma Sara ha già finito e io invece no metto giù metto su rimetto giù mi fanno male le gambe sotto la scrivania il collo la cervicale non avevo visto le mie mani così sciupate e rugose e mi viene sempre da vomitare la mattina ma non posso uscire se non mangio un tozzo di pane e marmellata e non va bene perché ci ho messo troppo a finire quella lista su Excel e devo chiamare la signora delle pulizie perché la pianta nella stanza è arsa e io invece sto appassendo qui in ufficio e nessun mi dà acqua, mi sforzo per respirare per rincorrere sei anni e trentacinque giorni se tutti i conti compensano la pensione e non mi becco una malattia. Davanti questa porta aspetto sono convocata come quando mi chiamò Sandro per dirmi che mi lasciava e piangeva e mi diceva che non mi amava più e che non mi meritava perché tanto dicono tutti così quando si vedono con un’altra io ne ho vendute solo mille cinquecentocinquanta di macchine che nessuno presto userà più ma devo essere ancora più veloce continuare a fare finta di essere allegra e magra di non parlar di malattie o della solitudine che attanaglia le mie giornate se voglio arrivare alla pensione, sei anni e trentacinque giorni lo so che devo vendere tutte le auto della rimessa prima di quella legge disonesta sì lo so che devo venderle in fretta mi ha detto il direttore che là dietro si sta fumando le ultime sigarette prima di scoparsi la signorina Ricciardi e aspetto e sudo e aspetto e sudo e me la faccio quasi sotto ma poi verrà la segretaria che gliela ha data anche lei che mi dirà signora Franca entri pure il direttore la vuole vedere io gli dirò buongiorno direttore vaffanculo se mi vuoi trasferire tu non lo sai con quanti soldi campo al mese, certo se mi fossi sposata come dice padre potevo dividere l’affitto vaffanculo anche tu papà, certo se avessi messo da parte i soldi come dice mia madre vaffanculo anche tu mamma, certo se mi fossi laureata prima vaffanculo anch’io, certo se mi fossi svegliata stamattina e ci fossi stato tu ma non c’è mai nessuno e posso garantire che è roba di un secondo io faccio presto presto senza chiedere il permesso alzo la tapparella della finestra e dio mi aiuti volo giù.

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