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Il lato giusto

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Illustrazione di Agrin Amedì
X: Scusa, ma ti sei offesa? Y: No, sono solo stanca. X: Stanca di me? Y: Forse dei tuoi pensieri così negativi, incerti. Capisco che hai mille dubbi, questa è una cosa nuova anche per me, ma dobbiamo affrontarla in maniera adulta, ormai sono quasi nove mesi che ci conosciamo.

X: Non sono sicuro, ma in fin dei conti, cosa abbiamo noi in comune?
Y: Forse il tempo che passa?
X: Perché dobbiamo essere qui, sempre l’uno di fronte all’altro a fluttuare?
Y: Forse è un sentimento fraterno?
X: E cos’è questo silenzio, mentre fuori tutto pulsa di vita, frastorna e condiziona il nostro stato d’animo?
Y: Forse…
X: Oh, basta! Perché rispondi alle domande che sto solo pensando di farti?
Y: Beh, perché siamo…
X: Tu sai sempre tutto!
Y: Sì, ma cerco di non fartelo pesare.
X: Io invece so solo che voglio uscire, sento un forte desiderio di conoscere, fare, andare.
Y: Con calma, tranquillo, ogni cosa a suo tempo.
X: Shshsh! Ascolta! Sembra che litighino.
Y: Forse anche noi.
X: Scusa, ma ti sei offesa?
Y: No, sono solo stanca.
X: Stanca di me?
Y: Forse dei tuoi pensieri così negativi, incerti. Capisco che hai mille dubbi, questa è una cosa nuova anche per me, ma dobbiamo affrontarla in maniera adulta, ormai sono quasi nove mesi che ci conosciamo. Vedrai, quando usciremo allo scoperto, sarà tutto più facile.
X: Già. Quando usciremo. A me sembra passata un’eternità.
Y: Io invece non sono ancora pronta, non me la sento. Tu hai una grande energia, io invece ogni istante che passa mi sento sempre più stanca, stento a respirare…
X: Sono io che invado il tuo spazio? Dimmelo, vedrò di non essere così invadente.
Y: No, non sei tu. Credo. Forse, sto solo nel lato sbagliato.
X: Ma il lato giusto o sbagliato di cosa?
Y: Secondo te? Quando una storia che cresce e prende vita, come la nostra, c’è sempre uno che soccombe e l’altro che emerge.
X: E perché? Non possiamo essere uguali? Pari? Lo sento dire da tutti lì fuori che siamo identici. Anche se tu sei perfetta, intelligente, sempre positiva. Hai tutto insomma, anche se ti manca qualcosa li davanti, ma pazienza.
Y: Beh, grazie sei…
X: Sì, voglio dire che per il resto sei… fortunata a essere così…
Y: Grazie è gentile da parte tua. Anche tu avrai senz’altro un dono, anche se ancora non so bene quale sia.
X: Ah, ecco. Sei anche molto spiritosa. Io ci soffro sai, che ti pensi. Ma cos’hai ora? Sei strana! C’è confusione…
Y: Non mi sento molto bene.
X: Ascolta, le senti le sirene? Credi che dovremmo andare? Mi sento più agitato del solito. Forse è arrivato il momento? Ci prepariamo?
Y: Non so se riuscirò a starti dietro, tu cresci troppo in fretta, io sono sempre più stanca e qui si fa tutto più stretto.
X: Ti prego non mi far preoccupare, seguimi e non ti staccare. Riesci a sentire cosa dicono?
Y: Tu sei più vicino, io…
X: Ti prego non mi lasciare! Senza di te mi sentirei solo e perso.
Y: Tu mi esaurisci, mi consumi l’aria.
X: No scusami, ti prego, seguimi, ti imploro! Noi siamo, siamo…
Y: Uguali, lo so.
X: Dobbiamo andare è ora, non fare la puntigliosa proprio ora, abbiamo una vita davanti!
Y: Vai tu, io resto qui, non riesco a …
X: No! Ti supplico io senza di te… Anche se è buio ti vedo, quando dormi tu vegli su di me, quando penso tu mi ascolti, quando mi muovo e scalcio tu mi fai spazio… Forse sei proprio tu il mio lato giusto.
Y: Vai, vai…
X: Ogni istante che passa ti avverto sempre più debole. Perché non senti come me questa forza che mi traina, tutta questa vita che ci esplode dentro. E cos’è quel nodo che porti attorno? Sento che devo andare, ma tu perché…
Y: Vai, vai… ora lo so: tu hai il dono più bello, non sprecarlo… Addio fratello.

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