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Illustrazione di Agrin Amedì
Sì, oggi sto meglio. Non ci penso come ci pensavo fino a ieri. Ieri ci pensavo tanto, ma tanto sul serio. Ma così sul serio che quasi ci ripenso anche ora.

Sì, oggi sto meglio. Non ci penso come ci pensavo fino a ieri. Ieri ci pensavo tanto, ma tanto sul serio. Ma così sul serio che quasi ci ripenso anche ora. No, no oggi non ci penso, oggi va meglio. Tanto che penso di riuscire persino ad alzare la testa dal cuscino. Non pesa come pesava ieri e tutti gli altri giorni. E siccome pesa meno forse davvero la tirerò su, assieme al collo s’intende. O forse assieme a tutto il busto. Ecco, sì, non ci penso e mi tiro su con la schiena. Mi tiro su e mi poggio sulla testiera del letto. E siccome sto tirata su potrei persino pensare di mangiare qualcosa, l’intestino sta dritto e così si può fare. Un pezzo di pane credo basti, magari con un po’ di miele; io il miele lo adoro. E poi fa bene. Mangiando miele prenderei poi le forze di muovere le gambe. Ci giocherei un po’ sul letto, nulla di più. Se poi il miele fa effetto per bene provo a mettere i piedi a terra e resto seduta, senza poggiarmi. Magari prendo un libro, un libro che però non sia d’amore. Assolutamente no, seno ci ripenso. Un libro thriller o comico o giù di lì. Meglio comico, ridere fa bene e da forza. E se è bello e rido per bene mi verrà voglia di tirarmi su in piedi, ben dritta sulle spalle. Sì una gran risata e poi in piedi a petto in fuori. Gran respiro e starò bene, senza pensare. Ma così bene che metterò quel vestito rosso che tengo nell’armadio e che non indosso mai perché è per le occasioni speciali, ma ogni giorno deve essere speciale e oggi ancor di più oggi che sto così bene e non ci penso. Vestito rosso e scarpe con il tacco. Quelle più alte che ho perché con quel vestito ci stanno da dio. Il rossetto abbinato è già nella borsetta sul comò, una goccia di profumo, di quello che ho pagato un centinaio d’euro che però sono stati euro ben spesi perché quel profumo fa svenire chiunque, e oggi che sto così bene devono svenire tutti quanti. Mi trucco e corro fuori. Io con i tacchi ci corro davvero. Ci correrò giù per le scale e salirò sul primo autobus che incontro per la strada, che mi lasci chissà dove, in un posto mai visto. Starò così bene che non farò fatica a trovare qualcuno che mi dica dove sono arrivata, tanto da orientarmi un po’ e tornare a casa a piedi. E l’uomo a cui lo chiederò starà così bene anche lui che sentendo quel mio profumo così zuccherato, guardandomi muovere le gambe leggere su quei tacchi e il vestito rosso e quel rossetto dello stesso identico rosso, si innamorerà di me, così in un secondo e follemente e mi seguirà fino a casa, a piedi, mentre io non lo guardo e cammino dritta con le spalle aperte e arrivata sulla porta mi girerò facendo finta d’essere sorpresa ma invece ho rallentato ogni volta che lui rischiava di perdermi di vista, perché con la coda dell’occhio lo seguivo come lui seguiva me e senza dire nulla mi ci avvicinerò lentamente con le labbra un po’ aperte e gli sussurrerò “vieni con me” nell’orecchio, perché sono innamorata anche io e l’ho scelto apposta, non ho chiesto a caso e allora gli metto le mani sul viso e lo bacio, lo bacio forte perché sto bene, sto in piedi leggera e bellissima, perché sono una donna viva e calda e saliamo su in casa a far l’amore perché non penso, non penso più e sto bene. Non ci penso. Non ci penso per davvero. Ma lui sì, in quel momento proprio penserà a me e verrà a citofonarmi a casa ed io starò con quest’uomo nel letto, bello come il sole ed io più bella di lui e andrò ad aprire senza vergogna, sapendo che sarà lui alla porta.
Ma non ricordo se ho il miele in casa. È un po’ che non vado a far la spesa.

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