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Rosso fuoco

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Greta a volte viene ad aiutarmi a portare lo zaino quando arrivo a scuola. Greta viene a portarmi lo zaino più spesso di tutti anche se la professoressa dice che tutti devono essere gentili ma Greta è la più gentile e quando mi porta lo zaino io la sento

Questo racconto è stato scritto durante la full immersion di Baratti 2018

 

Greta a volte viene ad aiutarmi a portare lo zaino quando arrivo a scuola. Greta viene a portarmi lo zaino più spesso di tutti anche se la professoressa dice che tutti devono essere gentili ma Greta è la più gentile e quando mi porta lo zaino io la sento arrivare anche prima che la vedo perché magari era dietro, la sento per il profumo del suo shampoo, che sa di fiori il giorno del compleanno di mia mamma, cioè mia madre, e quando lei mi prende lo zaino dalle spalle e le tocca io sento tanto calore, ed come se da lei uscisse una grande luce che io quasi la riesco a vedere, che viene fuori dai suoi capelli che sono rossi rossi e ricci e fanno una gran massa sulla sua testa.
Greta sa tante cose di me. Come che mio padre se n’è andato e mia madre dice che lui non mi meritava e non capiva niente, e io so tante cose di lei, per esempio so che a Greta piacciono un sacco la pasta al pesto e gli orecchini grandi e colorati, che la sua cantante preferita si chiama Pink e il suo colore preferito è il verde, quello delle lucertole che quando eravamo più piccoli le volevamo catturare, ma non ci riuscivamo mai a catturarle, tranne qualche volta solo la coda che però non è molto una cosa cattiva perché alle lucertole la coda poi gli viene di nuovo e a volte le guardavamo soltanto e dicevamo tutti i colori che c’erano sulla loro schiena.
A me piace tanto giocare con Greta. Io e Greta siamo amici da quando eravamo bambini piccoli e anche adesso che siamo più grandi siamo amici, anche se Greta di giocare non ne ha più voglia e a vedere le lucertole non ci vuole venire. Ma io Greta la amo, e da adulto sogno di sposarla, sogno che faccio un lavoro veramente figo e le posso fare dei bei regali così diventa felicissima e ancor più calda e profumata, e può ridere sempre perché Greta quando ride è così bello che mi viene di ridere pure a me. Se la sposo io con Greta ci faccio le robe tutto il tempo e le tocco le tettine e poi anche più sotto, e anche lei mi toccherà lì giù e sarà bello anche se adesso Greta non vuole mai che la tocco.
Greta da un po’ di tempo è strana anche se è sempre più bella di tutte. Quando mi porta lo zaino, mi sembra che mandi un odore appiccicoso, che sa di aspro e scuro e allora le dico qualcosa su Eminem o un altro dei nostri musicisti, ma Greta in questo periodo non ha mai voglia di ascoltare la musica negli auricolari con me, e allora l’altro giorno le ho regalato il cappellino del baseball verde che mi ha comprato mia madre e le ho preso la mano ma Greta si è tirata indietro e non lo voleva. Io le ho chiesto scusa se non le piaceva il cappello e allora lei mi ha detto che non fa niente e mi ha preso lo zaino per portarlo fuori da scuola. Ma Michele che stava dietro di noi le ha detto “Greta ha il fidanzato scemo” e si è messo a ridere, e io allora mi sono girato verso dove stava e gli ho sputato, gli ho detto “stronzo maiale”, e Greta ha detto “che schifo” e lo zaino fuori dalla scuola non l’ha portato.
A volte quando Greta mi porta lo zaino Michele si avvicina a chiederle se va tutto bene. Le dice qualcosa di stupido sui professori che non capiscono niente o su come è vestita. Quando si avvicina Michele io lo sento che lui mi odia perché sono amico di Greta. Lui secondo me, oltre che essere alto, ha gli occhi cattivi e gialli, come i rapaci, che sono quegli uccelli che, dice il libro, sono gli uccelli che catturano le prede e le mangiano e sono spietati, e puzza come il latte andato a male quando mamma, cioè mia madre, si scorda di buttarlo via in tempo. Quando Greta non lo sente, sennò si arrabbia, mi dice “parassita” e “ritardato”, ma a me non importa perché Michele è un coglione.
Qualche giorno fa Michele mi ha detto “lasciala in pace, mongoloide”, che poi io mica sono mongoloide, e Greta era lì anche lei, ma non gli ha detto niente. Una volta l’altra settimana ho sentito Jessica che parlava con Greta, e diceva che Michele è proprio figo, anche se è un cretino diceva, e ridevano con una risata agitata che frusciava. Anche Greta rideva.
E stamattina quando sono entrato nella classe Michele che stava lì vicino ha dato un calcio forte a una sedia che è venuta verso di me con molto rumore e io non ho fatto in tempo a fermarmi, così sono andato a sbattere contro la sedia e ho inciampato e poi sono caduto per terra e sono scoppiate tante risate, e Michele rideva più forte di tutti, la sagoma che mandava l’odore acido davanti a me, rideva una risata grande e grossa, ma non importava, non mi importava finché non ho sentito la risata che mi piace tanto e mi sono girato a guardare e mi sono sentito che mi spaccavo in due, e Greta vicino a lui aveva la bocca che andava in su e gli ha dato un colpetto sul braccio ma proprio piano e ha detto “dai, coglione”, ma c’era ancora un suono di risata nella sua voce e allora, mentre mi accorgevo che mi salivano le lacrime come ai bambini e non le potevo fermare ho girato la faccia e ho alzato il braccio, ho appoggiato la mano sul banco vicino per tirarmi su, e mentre mi alzavo Michele ha detto “’sto mongolo di maniaco sessuale” che non lo so bene cosa vuole dire ma mi sono sentito come quando mio padre mi ha dato lo solo rosso fuoco e mi è venuto su nella gola un grido che grattava e un gusto amarissimo in bocca, come quando ho mangiato troppi gnocchi al formaggio e ho vomitato, e mentre gridavo mi sono spinto dal banco fortissimo che nemmeno mi ero ancora bene alzato e mi sono buttato avanti per andare addosso a quel coglione di Michele perché volevo fargli male, e ho sentito la mia testa incontrare il morbido della pancia e poi il corpo è volato indietro, e la voce di Michele e la voce di Greta hanno fatto due suoni tipo dei gatti e poi mentre cadevo ho sentito là davanti un colpo forte, tump, e poi un rumore come fa lo straccio bagnato quanto mia madre lo lascia cadere per lavare il pavimento.
Io ero di nuovo per terra perché avevo perso l’equilibrio e mi reggevo con le mani, non parlava nessuno, c’era un odore di sudore e allora sono stato contento perché finalmente a Michele forse gli avevo fatto paura, e avevo fatto paura a tutti, che sono dei fifoni e si lamentano sempre se li spingo ma io mica li spingo per fargli male, e ho guardato su mentre respiravo forte perché lo sapevo che non bisogna fare queste cose, lo dice mamma e anche la professoressa, solo che Michele invece non era caduto, era caduta Greta, che stava sdraiata per terra ferma e c’erano tutti i suoi capelli rossi sparsi intorno alla testa ma anche sotto era rosso, e c’era una macchia rossa rossa che si allargava e un odore come quella volta che ho sbattuto contro la finestra e il vetro si è rotto e mi sono tagliato la mano.
Allora mi sono alzato a sedere ma appena ho iniziato a muovermi una delle mie compagne ha urlato con una voce acuta, e tutti hanno iniziato a muoversi che li vedevo agitarsi, una delle ragazze si è messa a piangere fortissimo e uno diceva mio dio, mio dio come una cantilena, Michele stava lì vicino a Greta e ha detto “quel mostro cazzo” e credo che piangeva, ma io non ero contento che piangeva anche se lo odio perché vedevo che Greta stava ferma ferma e non si muoveva, e c’erano passi di corsa e respiri rumorosi e singhiozzi e le ragazze stavano abbracciate e nessun altro veniva vicino, e poi c’è stata la voce di Vito che profuma sempre di gesso e detersivo che mi è passato di fianco e ha detto una parolaccia terribile e si è chinato lì davanti a me, vicino a Greta, ed era bianco bianco e anche io le volevo andarle vicino, a Greta, le volevo dire che mi scusasse se si era fatta male, ma c’era un gran movimento e tutte le voci dicevano è stato lui, è stato lui, e c’era quell’odore di ruggine e quello profumato e buono di Greta e poi uno che non avevo mai mai mai sentito che non lo so cos’era, e mi volevo alzare ma se mi muovevo urlavano tutti e mi facevano spavento, volevo spingere anche loro come Michele ma solo per poter andare da Greta e dirle scusa, ma Vito mi è venuto vicino e ha detto non ti muovere, non ti devi muovere, e alla fine è arrivata la professoressa e poi lei, e poi siamo venuti qua che è la stanza dove lei lavora e lo so che non va bene quello che ho fatto e che dovrete chiamare mia madre però non mi importa se mi sospende, signor Preside, ma adesso ci posso andare da Greta?

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