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Il giardino e gli odori (prima parte)

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Sandro Russo è persuaso che chi domina gli odori, domina il cuore degli uomini. Prova a convincere anche noi in due articoli: questa settimana la prima parte

Con l’estate ci piace riproporre ai nostri lettori alcuni articoli di una rubrica tra le più seguite del nostro Magazine, che tiene insieme Arte e Natura. Contando che saranno apprezzati anche dai nuovi lettori del Mag O. Questa settimana pubblichiamo la prima parte di una riflessione sul dominio sensoriale degli odori.

 

30 aprile 2007

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 “…Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli
uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo
scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente
la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio.
Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.”
[Patrick Süskind (op. cit.)]

 

Si entra in un giardino, e si è sopraffatti da una quantità di sensazioni; soprattutto visive.
È la novità che attrae, a colpo d’occhio: forme e colori.
Poi ci vorrà altro tempo per soffermarsi sui particolari, le associazioni, i tempi e i modi della vegetazione, delle fioriture.

Questo vale in genere per tutti i giardini. Ma se è del proprio giardino che si parla, quando si è in un luogo che si conosce bene, si potrà anche provare a fare a meno di quel senso esclusivo e sopraffattore che è la vista e lasciar andare gli altri; aprire la mente, le orecchie, il naso.
Non bisogna avere capacità fuori del comune, o sensi particolarmente affinati. Solo, riesce più facile se si chiudono gli occhi.
Allora come scaricati da un eccesso di informazioni, diventiamo consapevoli degli altri aspetti del mondo intorno a noi.
La pelle ci informa della temperatura, della direzione del vento… Se c’è il sole o se il cielo è coperto; potremmo dire se il tempo è asciutto o ha piovuto da poco. Facciamo attenzione al terreno che stiamo calpestando, alla morbidezza dell’erba sotto i piedi. Possiamo appoggiare le mani ad un tronco e lasciarle scorrere. Sentiamo bisbigli, fruscii…

Poi apriamo la mente agli odori. Non ci sono giardini senza odori; solo può essere difficile (…ma anche stimolante!) esserne consapevoli,
separare nel torrente di sensazioni che ci giunge attraverso il naso, i rivoli e la provenienza.
L’odore dell’erba tagliata di fresco e il profumo pungente della menta su cui ci si trova a camminare. Si può, con le mani, sfiorare il riquadro delle erbe aromatiche, per farne uscire una folata: di timo (un tappeto di piccole foglie appuntite), di maggiorana vellutata, di salvia (cercarne le spighe fiorite in questa stagione); di rosmarino o di ruta, untuosa e soavemente maleodorante.

Dall’odore dei fiori si riconoscono le stagioni, si richiama la consapevolezza del tempo che passa; ma è solo uno degli aspetti. Nessun altro senso come l’olfatto smuove associazioni e ricordi.

Lilium candidum (Fam. Liliaceae). Conosciuto come giglio di S. Antonio o giglio della Madonna. Fiorisce ai primi di giugno. Il suo profumo è stato variamente associato alla santità e ad apparizioni divine
Philadelphus virgineum (Fam. Hydrangeaceae). Comunemente conosciuti come fiori d’angelo o ‘petti d’angelo’. Fioriscono a maggio; hanno un profumo che somiglia a quello dei fiori d’arancio
Mughetti (Convallaria majalis o giglio delle valli di maggio. Fam. Liliaceae). I piccoli fiori bianchi campanulati dal profumo penetrante sono tra i componenti più usati dei bouquets delle spose

Phallus impudicus (Basidiomiceti, fam. Fallaceae). Fungo dal cappello olivastro (che tende poi a liquefarsi), di odore putrefattivo
Mutinus caninus (Basidiomiceti, Fam. Fallaceae). Di odore nauseabondo, penetrante, sulfureo

Clathrus cancellatus (Basidiomiceti, fam. Fallaceae). Di odore sgradevole, simile al precedente

Il profumo della santità. Il puzzo dell’inferno. Tra questi due estremi si dipana l’infinita gamma degli odori di un giardino e l’ostinazione a voler interpretare la natura secondo criteri antropomorfi; laddove l’odore – celestiale o mefitico – serve ad attirare i rispettivi insetti impollinatori: api, farfalle o falene in un caso, mosche nell’altro.

Sfrondato il campo da implicazioni metafisiche, a noi rimane il grande mistero rappresentato dagli odori, che nel regno vegetale, in un giardino, trovano la loro massima espressione.
Sul potere evocativo degli odori si sono scritti fiumi di inchiostro; l’industria degli odori, naturali o artificiali muove affari di miliardi.
Ciononostante, i ricercatori nel campo delle neuroscienze hanno tuttora un’idea vaga delle loro implicazioni e correlazioni neuro-fisiologiche; per esempio chi saprebbe dire se gli odori affiorano nei sogni? Un intero universo di sensazioni, una scelta estetica e, ancora, il problema di partecipare la conoscenza di questa particolare sensazione, l’olfatto: il più negletto dei cinque sensi.

Particolare perché non è un senso della distanza, come la vista e l’udito; non è un senso di contatto, come il gusto e il tatto, ma ha una posizione distinta e intermedia tra gli altri. E’ evanescente e sfuggevole come nessun altro; presenta enormi difficoltà di catalogazione, riproduzione e trasmissione. Parlavo con un amico e cercavo di spiegargli che è prossima la fioritura dei Philadelphus. Lui non li conosceva.
Insistevo: – Ma come no? …Da queste parti li chiamano ‘petti d’angelo’… Fanno dei fiori bianchi di un profumo inconfondibile: tra quello dei fiori d’arancio e del pitosforo..
Macché! Se pure è possibile descrivere e mostrare le foto di una pianta o di un fiore, molto difficile è ‘spiegare’ un odore. Mi scontravo una volta di più con la difficoltà di spiegare un profumo a chi non ne ha avuto una precedente esperienza o non ne conosce la fonte. Si può procedere per associazioni, richiami. Non è una difficoltà da poco, descrivere e partecipare un odore.

Si parla tanto dei feromoni, dell’importanza delle motivazioni inconsce, anche olfattive, nella scelta del partner. È stata dimostrata la loro importanza nella differenziazione dei comportamenti degli insetti, ma è solo ipotetica la loro importanza nella specie umana.
Nondimeno, l’industria dei profumi non è mai stata fiorente come in questi tempi di appiattimento e scarsa attenzione agli odori. Proprio mentre si cerca di eliminare con estrema cura la maggior parte degli odori naturali, se ne cercano altri per surrogare le stesse funzioni!
La pubblicità e le parole si adeguano (*).
Questa la descrizione di un nuovo profumo:

Xxxxxx Xxxx’: pronti a perdere la testa per un profumo?
Foglia di tabacco, patchouli dell’Indonesia, rum, noce moscata, peperoncino piccante della Giamaica, vaniglia del Madagascar, ambra e amarena, X Y crea un profumo onirico, avvolgente e ipnotico…

La pubblicità del profumo Xxxxxx Xxxx’ (l’etichetta è stata cancellata)

Foglia di tabacco, patchouli dell’Indonesia, rum, noce moscata, peperoncino piccante della Giamaica, vaniglia del Madagascar, ambra e amarena: per creare la sua ultima, preziosa fragranza, X Y parte come sempre da ingredienti nobili, rari e purissimi, selezionati personalmente nei paesi d’origine, ma li miscela questa volta con essenze top secret e un pizzico di magia.
Il risultato è Xxxxxx Xxxx’ l’ultimo nato della collezione “Gold Label”, la più preziosa della linea Parfums – X Y: un chypré onirico, avvolgente, ipnotico e “addictive”, con un bouquet raffinato e intriso di note misteriose che tradisce la maniacale ricerca della perfezione e della qualità da parte del suo creatore, il geniale ed eclettico “cool hunter” francese X Y. Perfino il packaging (rigorosamente fatto a mano in Francia), rappresentato da un elegante coffret laccato nero con finitura a specchio, è un capolavoro di design (…) in grado di evocare sensazioni ed emozioni infinite.
Essenziale e non più accessorio, Xxxxxx Xxxx’ incarna la persona che lo indossa e la contraddistingue, come un abito d’alta moda tagliato su misura. Che lascia nell’aria una nota misteriosa e dark
“Quando mi sono immerso in questa avventura emozionante e affascinante che è il mondo della moda, il profumo mi sembrava già un must che andava ben oltre il semplice ruolo di un accessorio”.

La vita senza odori è forse meno dura di quella associata alla mancanza di un altro dei cinque sensi; certo ha una profondità diversa. Tra l’altro gli stessi sapori sono alterati, in mancanza dell’olfatto.

Ma insomma… Vogliamo crederci o no, all’importanza degli odori? Un mio amico ci credeva, eccome!
Con una storia di riniti e adenoiditi recidivanti fin dall’infanzia, una ‘facies adenoidea’, praticamente anosmico, sosteneva di riacquistare come per miracolo la sensibilità agli odori quando era innamorato!
Nell’esperienza di ognuno c’è la conferma che gli odori sono potenti evocatori di ricordi, anche sepolti nella memoria, anche ad enorme distanza di tempo…

(*) – La pubblicità di un nuovo profumo. Aggiornamento attuale (luglio 2018) al testo del 2007.


[9. Il giardino e gli odori (prima parte) – Continua]

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