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Risveglio

di

Data

Illustrazione di Agrin Amedì
È notte? È giorno? Un rumore mi ha strappato al sonno. Rimango ferma sotto il piumone. Al caldo. In ascolto.

È notte? È giorno?
Un rumore mi ha strappato al sonno.
Rimango ferma sotto il piumone.
Al caldo.
In ascolto.

I rumori notturni sono solitari.
Emergono isolati dal buio.
E prima.
E dopo.
Un grande silenzio.

I rumori del mattino amano la compagnia.
Il ritmo della vita che comincia.
Una serranda si alza.
Un motorino parte.
I cancelli automatici si aprono e lasciano uscire la gente.

Rimango ferma. Sospesa.
Ogni giorno, da capo.
Nel riannodare le trame che mi uniscono al mondo avverto ogni volta una sorta perdita.

Ma la vita mi distrae.
Sono in piedi.
Un suono ha riacceso la mia attenzione.
Un richiamo dalla strada.
Un uomo che scende le scale fischiettando.

Sono come una bambina che si dispera
al tintinnio di un mazzo di chiavi.

Sono cieca, ma
Sono in strada.
La mano sinistra sulla borsa a tracolla.
La mano destra impugna il bastone bianco.
Lo faccio oscillare a destra e a sinistra davanti a me.
Tra la paura e la sfida.

Faccio i primi passi.
L’uno dopo l’altro.
E mentre cammino.
Sembra che la strada mi si apra davanti.

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