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Uvetta e pinoli

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Illustrazione di Agrin Amedì
Il sole spacca le pietre. Nora trascina il carrello della spesa verso l’auto. Si ferma con un sospiro di sollievo e mette tutto nel portabagagli. Ha un flash. Uvetta e pinoli!

Il sole spacca le pietre.
Nora trascina il carrello della spesa verso l’auto.
Si ferma con un sospiro di sollievo e mette tutto nel portabagagli.
Ha un flash. Uvetta e pinoli!
Se n’è dimenticata. Seccata, torna indietro. 

I colori del mercato la riaccendono.
A destra un banco di frutta.
Le mele rosse.
Il giallo delle banane.
E sopra, al centro, un grosso grappolo di uva nera.
Nora sente in bocca il sapore degli acini dolci.
A sinistra il chioschetto dei fiori. Passando, annusa quel profumo.
Al ritorno prenderà un vasetto di roselline per ornare la tavola imbandita.

Si sente chiamare. Ma lei ha fretta, non può fermarsi.
Stamattina c’è un gran chiasso.
Le voci sono concitate.
Poi grida.
Adesso paura.
Un gruppo di persone arriva urlando.
Si sparpaglia.
Nora si specchia in quegli occhi spalancati.
C’è chi si nasconde sotto un banco.
Una donna la urta.
Nora è impietrita.
Il figlio del portiere le viene incontro.
Le afferra le mani.
Vuole portarla via, ma inciampa.
Cade.
Viene calpestato dalla folla.
Un rombo ad intermittenza si avvicina.
Adesso anche Nora grida.
È un furgone che corre a zig zag.E punta.
E mira.
E uccide.
Una madre strappa il bambino dal passeggino.
Lo stringe a sé.
Cerca un varco tra i banchi.
Ma il furgone fa marcia indietro.
Prende più velocità.
La madre col bambino corre.
Sale sul marciapiede .
Trova un portone.
Entra.
Lo chiude.
Il furgone accelera.
Butta giù banchi.
Investe furioso le persone.
Semina morte.
Lascia una scia di sangue.
Nora si è nascosta dietro un banco.
Ferma.
Vuole essere un camaleonte.
Il furgone la punta.
Sta arrivando.
Nora sente un liquido caldo scenderle tra le gambe.
Tra il rombo sempre più vicino e lo schianto si infila un ricordo.
Chiude gli occhi.
Vede.

Il sole spacca le pietre.
Una grossa auto Diesel sale tra i tornanti di strada bianca.
La piccola Nora riconosce quel motore. Dal muretto guarda giù nella valle.
Segue quel puntino che scompare E quando ricompare è sempre più grande.
Corre con i suoi amici all’imbocco del paese.
Papà è arrivato. Resterà con lei per il resto della vacanza.
L’auto rallenta. Poi accelera piano. La sfiora. Nora guarda spaventata il papà.
Lui ride. Li carica su.
E via tutti in piazza.

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