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Semiotica dell’autorità

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Illustrazione di Agrin Amedì
Il suono acuto e isterico ci raggiunge mentre siamo sdraiate, a dare forme alle nuvole. L’uomo, il fischiatore, sfila dai denti un gran bel fischietto luccicante, per urlarci che non possiamo stare sull’erba.

Questo racconto è stato scelto dalla Scuola Omero per partecipare alla fase finale del concorso Flash-fiction dell’EACWP, l’associazione europea tra le scuole di scrittura creativa.
Qui si possono leggere e votare

 

Il suono acuto e isterico ci raggiunge mentre siamo sdraiate, a dare forme alle nuvole. L’uomo, il fischiatore, sfila dai denti un gran bel fischietto luccicante, per urlarci che non possiamo stare sull’erba.
Mamma si solleva, avviando la conversazione:
– Sì? E chi lo dice?
– Io!
– Lei è?
– Chi sono? Io sono il guardiano.
– E come faccio a saperlo?
– Beh… ma… io… io ho il fischietto!
Caro guardiano magro, non è colpa tua. Trionfante estrae dalla borsa il mio fischietto di plastica rossa, trovato nell’uovo di Pasqua:
– Ce l’ho anche io il fischietto.

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