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Illustrazione di Agrin Amedì
Lisa osservava il suo volto nello specchio. Questa volta si concentrò sui particolari. Si tolse un pelo nero che faceva capolino da un neo. Spremette un prodromo di pedicello, grattò una bolla appena nata sulla guancia.

Questo racconto è stato scelto dalla Scuola Omero per partecipare alla fase finale del concorso Flash-fiction dell’EACWP, l’associazione europea tra le scuole di scrittura creativa.
Qui si possono leggere e votare tutti i racconti finalisti.

 

Lisa osservava il suo volto nello specchio. Questa volta si concentrò sui particolari. Si tolse un pelo nero che faceva capolino da un neo. Spremette un prodromo di pedicello, grattò una bolla appena nata sulla guancia.
Essere la donna più brutta della Terra richiedeva tantissimo lavoro di copertura. Era la miss Mondo delle persone deformi. Lo vedeva riflesso negli occhi degli altri. La cipria della vergogna impressa sul suo viso.
Prese le chiavi e uscì di casa. Il vento rimescolava foglie secche e cartacce. Mille giravolte colorate nel vortice della corrente d’aria. Sorrise. Quanto cazzo era bello l’Universo?

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