Sono morto

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– Sono morto, eppure se mi residua questo livello di autocoscienza è segno che potrei essermi sbagliato. Magari sono ancora vivo, sono in ospedale, tutti i miei amici e parenti sono al mio capezzale… sai che figura di merda, sto parlando da solo!

– Sono morto, eppure se mi residua questo livello di autocoscienza è segno che potrei essermi sbagliato. Magari sono ancora vivo, sono in ospedale, tutti i miei amici e parenti sono al mio capezzale… sai che figura di merda, sto parlando da solo!
– È tutto buio, non vedo niente. È dunque questa la morte? Un buio infinito?
Una voce tuona tutt’intorno a me.
– Apri gli occhi, coglione!
– Ah, sì, in effetti così va meglio.
Ogni cosa intorno a me è bianca e ha la soffice consistenza delle nuvole, anche l’enorme cartello che mi si para innanzi.
– Dove mi trovo?
La voce di prima:
– Leggi, coglione!
Sfera n.1: Settore Assegnazioni e Indirizzamenti.
– Che cosa significa?
– Significa che qui assegniamo e indirizziamo, coglione! Tu dovresti avere un ciondolo con la lettera C, dico bene?
Verifico.
– Sì, ma come fa a saperlo?
La voce trattiene a stento una risata.
– Allora devi andare al girone C.
Silenzio.
– Dunque vediamo, ah sì, Girone C da questa parte, bene. Un’altra indicazione, un’altra, un’altra ancora… certo è veramente a prova di idiota questo percors… mi sorge un dubbio… ma vuoi vedere che C sta per…
Qualcosa attira la mia attenzione. Tre donne stupende, con enormi e soffici ali, fanno cenno di avvicinarmi.
– Chi siete? – Faccio io.
– Io sono Angela, io Angelica e io Angelina.
Resto un attimo in silenzio per seguire il corso dei miei pensieri.
– Ma allora, allora… sì, voi siete tre, tre… sorelle!
Le ragazze cercano di reprimere uno sghignazzo, poi sorridono e mi invitano a entrare nella sfera.
– Si goda il suo Paradiso, signore, se lo è meritato! – E svaniscono.
È strano, sono piombato in un enorme cinema 3D, dove trasmettono continuamente partite di calcio della mia squadra del cuore, la Molisana Cani Stracci, che peraltro non fa che vincere!
Una signorina in tanga mi offre una birra gelata e dei salatini e più avanti intravedo una poltrona comodissima dove potersi svaccare in grazia di Cristo.
Non capisco, nonostante tutto mi innervosisco e divento polemico.
Vado dal custode. Ora gliela faccio vedere io!
– Scusi, io sono trattenuto qui contro la mia volontà, lei capisce che ci sono gli estremi perché si configuri l’ipotesi di seques…
– Ma nessuno la trattiene. Mi interrompe lui.
– È assolutamente ininfluente, io non so dove mi trovo e pertanto…
– Ma lei è nel settore C! – Mi risponde lui con una calma serafica.
– Ma dove cazzo si trova questo sett…
Il custode mi punta un bastone metallico e mi folgora con una scarica da trecentomila volt.
– Signore non si dicono le parolacce. Il settore C è quello che viene dopo il settore B.
– Basta. È troppo. Voglio parlare con il responsabile! Su-bi-to!
– Deve riempire il modulo.
– Quale modulo? Sono esasperato.
– Ma il modulo C, è ovvio!
Il tutto in effetti ha una sinistra coerenza. Mi giro e vedo: “Ritiro Moduli B” e “Ritiro Moduli D”.
– Ehi, ehi, qui non ci sono i moduli C stronzett…
Altra scarica.
– Si volti signore.
Ritiro Moduli C.
– Non c’era prima!
– Sì che c’era!
– No, non c’era!
– Le dico di sì, invece.
– Tu sei un portinaio rotto in culo, lo sai?
Scarica da un milione di volt.
– Signore, la prego, non mi costringa a usare l’elettrificatore.
– Ma lo hai appena fatto…! Che cazz…
All’improvviso riappare la ragazza in perizoma, mi prende la mano e sorridendo benevolmente mi accompagna alla poltrona-bivacco. Mi fa cenno di accomodarmi.
Crollo letteralmente sui cuscini imbottiti, afferro la bottiglia di birra e comincio a scolarmela senza ritegno. Pochi istanti e comincio un solfeggio di rutti che ha del soprannaturale. Ci prendo gusto, modulo la ruttanza sul tema della nona sinfonia, personalizzandola con contaminazioni punk-rockettare, non solo, alzo il braccio e mi auto dirigo… un vero schifo… il tutto mentre tocco oscenamente il culo alla cameriera in topless.
Bevo, rutto, culo; culo rutto bevo.
Altro gol!
Dio grazie!
Dio Grazie!
DIO GRAZIE!
Tempo.
Scorre.
Tempo.
Gioia.
Poi accade qualcosa.
Dal nulla si materializza l’orribile custode.
– Mi dispiace signore, ma c’è stato un errore, debbo pregarla di lasciare il settore C.
– Ma levati stronzo, fammi vedere la partita! Dai Cani Stracci, dai!
Botta da un gigawatt.
Convulsioni, tremiti, brividi.
Riesco a stento a parlare, ma si può sapere che vuoi?
– Sono davvero mortificato signore, ma c’è stato un disguido nel settore Assegnazioni e Indirizzamenti, lei deve proprio andarsene.
Mi dà una spinta.
Cado a parte indietro.
L’ultima cosa che vedo prima che la nuvola si chiuda è la ragazza seminuda che mi manda un bacio alla Marylin Monroe.
Riemergo in un punto imprecisato della ionosfera, allargo le braccia e… inizio a volare.
No.
Non funziona.
Direi di no.
Precipito!
Mi schianto al suolo con un orrendo rimbalzo.
Muoio.
– Sono morto, eppure se mi residua questo livello di autocoscienza è segno che potrei essermi sbagliato. Magari sono ancora vivo, sono in ospedale, tutti i miei amici e parenti sono al mio capezzale… sai che figura di merda, sto parlando da solo!
– È tutto buio, non vedo niente. È dunque questa la morte? Un buio infinito?
Un momento… ma questa scena l’ho già… stavo per dire “vissuta…!”
Riaccade tutto nella stessa sequenza: la voce, il settore C, l’orribile custode con annesso elettrificatore, il cinema, la rutteria, la spinta, il bacio…
Precipito.
Volo!
Anzi no.
Schianto.
Muoio.
No, di nuovo! Cazzo!
Ah, ci sono! Dopo soli centomila anni capisco…
Sono all’inferno!
Cazzo.

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