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Il mondo dei calzini scomparsi

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Zino e Calza erano come al solito nel cassetto del comodino, sembrava un giorno come tutti gli altri, ma Zino vide Calza un po’ triste quella mattina. – Cosa hai Calza? Ti vedo un po’ triste oggi. Chiese Zino. – Sì… un po’ lo sono… – rispose Calza a voce bassa e pensierosa.

Zino e Calza erano come al solito nel cassetto del comodino, sembrava un giorno come tutti gli altri, ma Zino vide Calza un po’ triste quella mattina.
– Cosa hai Calza? Ti vedo un po’ triste oggi. Chiese Zino.
– Sì… un po’ lo sono… – rispose Calza a voce bassa e pensierosa.
– Ma cos’hai? Mi sembra un giorno come tutti gli altri. – disse lui.
– Appunto, è proprio questo il problema, un giorno come tutti gli altri… – sospirò lei.
– E quindi? – disse Zino, senza ancora capire niente del discorso. Lui era abituato ad ascoltare lunghi monologhi divaganti di Calza. Ogni tanto lo faceva e temeva che quella mattina sarebbe capitato.
– Ma non te ne rendi conto Zino? – Continuò lei. – Guarda dove siamo. Come tutti i santi giorni, chiusi in questo maledetto cassetto. Io non ce la faccio più! Voglio vedere il mondo, voglio fare una vita piena. Quando ero piccola mia madre mi disse che i calzini come noi avrebbero vissuto grandi avventure, invece? Guarda la coppia di calzini bianchi sportivi, hanno sempre nuove esperienze da raccontare, vanno al parco, in palestra, fanno escursioni, sono perfino stati in Malesia! Lo capisci? Malesia!
– Ma che ne sai della Malesia? – Rispose lui. Magari è un posto brutto e noioso. E sai come devono sentirsi loro? sempre sudati e puzzolenti, prendendosi il fango di Villa Pamphili per poi finire con un buchino e diretti nella spazzatura!
E lei disse: – invece la Malesia sembra un posto fantastico per come lo raccontano… E la coppia di calzini a righe? Loro vanno sempre in giro, alle cene con gli amici ed escono di notte per strada! Noi non siamo mai stati di notte per strada! E i gambaletti? Cosa puoi dire dei gambaletti? Loro raccontano sempre delle cose interessanti che sono capitate in ufficio, vanno a pranzo con gente importante e sono stati perfino in alberghi di lusso. Noi cosa abbiamo fatto di bello in coppia? Dimmi.
– Ma Calza, loro sono giovani, è normale che facciano una vita così attiva. Magari un giorno porteranno anche noi a fare un giro in montagna, chi lo sa? – Rispose Zino provando ad essere un po’ comprensivo con lei.
– E noi? Ma quando mai l’abbiamo fatta una vita così? Nemmeno da giovani. – Disse Calza.
– Ma guarda che non siamo messi così male. – Continuò lui. – Qui a casa si sta caldi, possiamo riposarci, ogni tanto sentiamo la tv da lontano e quando fa molto freddo ci fanno fare un giretto per casa. Non mi sembra così male, altri sono messi peggio di noi.
– Sì? Chi è messo peggio di noi? Io vedo come tutte le altre coppie fanno sempre cose appassionanti. – Protestò Calza.
Zino ci pensò un attimo e rispose – Per esempio, i calzini scoppiati nel cestino dentro quell’armadietto vecchio e puzzolente accanto alla lavatrice. Tutti sanno quanto siano tristi loro, sempre al buio, da soli, senza la loro coppia, insieme ad altri vecchi calzini incattiviti col passare del tempo. Non ti sembra peggio la loro vita?
Calza rimasse in silenzio e abbassò la testa. A Zino non piacque per niente la reazione di Calza a quest’ultima sua domanda. Calza rimase in silenzio e Zino impaurito e con la voce tremante disse:
– Calza, dimmi, non ti sembra peggio la loro vita? Cosa hai in mente? Non mi spaventare.
– Zino, io… io non ne posso più di questa vita. Io sono nata per vedere il mondo, per vivere nuove avventure.
– E quindi? – Chiese affrettato Zino.
– E quindi… ho pensato che quando ci sarà l’opportunità voglio andarmene nel mondo dei calzini scomparsi.
– Zino era terrorizzato. Come? Ma cosa stai dicendo Calza? Sei impazzita? Non scherzare col mondo dei calzini scomparsi, per favore!
– Vorrei che tu venissi con me Zino, ma sta a te la scelta. Io ho già deciso. – Disse Calza con tono molto determinato.
– Ma da lì non è più tornato nessuno! Dopo la centrifuga: ciao! Arrivederci! Mai più! Capisci? Non sappiamo cosa ci sia lì. Ci sono andati solo i calzini malati di mente e nessuno è più tornato. Per tutta la vita i nostri genitori ci hanno detto di tenerci forte durante la centrifuga in lavatrice per non scomparire, ci sarà una buona ragione se ce l’hanno detto, no? E adesso tu vuoi andartene lì?
– Zino, preferisco un mondo terribile che questo in cui viviamo ogni giorno. Sono depressa, ho bisogno di nuove emozioni. Tu no? Dimmi, tu sei veramente felice della vita che facciamo?
– Non so cosa dirti Calza… A me la vita che facciamo piace… mi serve soltanto una cosa per essere felice e ce l’ho sempre vicino a me… – In quel momento Zino guardò Calza con tenerezza sperando che lei avesse capito.
– Cosa sarebbe? – Rispose Calza. – L’odore di naftalina? Sentire il programma di calcio la domenica sera? Ma per favore Zino! Non sei felice, hai solo paura. Sei sempre stato un fifone.
– Io non ho paura! E non c’è niente di male ad ascoltare il calcio la domenica sera. Anzi, a te piaceva questa vita. Guardare le commedie romantiche sul divano i giorni di pioggia, le serate davanti un bel libro letto a voce alta sotto la coperta e dormire di fianco a me vicini alla stufa. Non capisco cosa ti è preso adesso. E comunque non è il calcio e nemmeno l’odore di naftalina che mi fa felice! Quello che mi rende felice….
Calza non lo lasciò finire.
– Certo, lo hai detto tu, quelle cose mi piacevano, per un po’ vanno bene. Ma ogni volta le facciamo di meno. Non usciamo quasi mai. Ho avuto persino dei brutti pensieri… ho addirittura pensato di mettermi all’interno delle pieghe di una coppia di calzini a pois per provare un po’ di emozione.
Zino scandalizzato disse:
– Cosa? Con i calzini a pois? Io non ti riconosco Calza. Infatti, vattene al paese dei calzini scomparsi. Preferisco vivere in quel cestino puzzolente che passare un solo minuto in più vicino a te.
Mentre Zino e Calza litigavano, Anna (la loro proprietaria) aprì il cassetto ed inavvertitamente li prese.
Zino non ci poteva credere, stava per perdere la sua dolce metà. Calza era impazzita. – E se la perdessi veramente? – Pensò. Zino da quel momento pregava perché non facesse freddo quella sera, così Anna non li avrebbe indossati e il giorno dopo messi in lavatrice.
Anna, però, li indossò la sera stessa.
Mentre erano sul divano, Zino piangeva, non voleva perdere Calza. Per un attimo guardò lei e vide quella faccia entusiasta, era veramente emozionata della sua scelta.
– Calza, ho pensato che se ti rende veramente felice te ne devi andare. Ma io non posso accompagnarti, sai che solo un calzino alla volta può scomparire. Non si è mai visto che ne scompaiono due di una stessa coppia, lo sanno tutti.
– Ma Zino, se non vieni con me, finirai nel cestino dei calzini scoppiati. Cosa ne sarà di te?
– Non fa niente Calza, me la caverò. Sai che a me piace fare una vita tranquilla, non ho grandi pretese. Magari non si sta così male come dicono. Credo che dalla cucina si senta comunque la tv e ogni tanto, quando accendono il forno, si sta al caldo.
Il giorno dopo, la lavatrice iniziò a centrifugare. Zino fece l’ultimo tentativo: teneva Calza ben stretta, come avevano fatto tante altre volte prima. In quell’occasione, però, Calza si lasciò andare e la perse in mezzo a tutte quelle bollicine. Pensò che magari si trovava da qualche parte, anche prima si erano spaventati per essersi separati durante la centrifuga. Ma quella volta non c’era più Calza. Zino aveva capito il suo triste destino, ma lo fece perché la amava. Si pentì soltanto di non averglielo detto, magari le cose sarebbero andate diversamente.
La sera dopo, Zino si trovava già nel cestino dei calzini scoppiati, triste e spaventato dagli altri calzini che erano diventati pazzi col passare del tempo in quel cassetto puzzolente e buio. Con sua sorpresa, vide Anna prendere il cestino e appoggiarlo sul letto. Ma cosa succede? Pensò Zino. Anna aveva preso tutti i calzini scoppiati per crearsi una borsa, così come aveva visto qualche giorno prima su internet. Una borsa che diventò la sua preferita. La portava in ogni uscita, in ogni viaggio. Così, per volere del destino, Zino fece la vita che Calza aveva tanto desiderato. Ma pensava sempre a lei, immaginandola nel mondo dei calzini scomparsi vivendo grandi avventure.

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