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Un uomo semplice

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Illustrazione di Agrin Amedì
Il fatto è che io sono un uomo semplice non fraintendermi non sto dicendo che tu sia complicata ma, ecco, io sono un uomo semplice. Ho capito che noi non possiamo più stare insieme,

Il fatto è che io sono un uomo semplice non fraintendermi non sto dicendo che tu sia complicata ma, ecco, io sono un uomo semplice. Ho capito che noi non possiamo più stare insieme, sì lo so cosa stai pensando che l’avevo già deciso da tempo ma non è vero la verità invece è che da tempo mi sto interrogando sul nostro rapporto e oggi ho avuto come una rivelazione, un’intuizione, l’ho capito così, all’improvviso, sono mesi ormai che ci penso e ci ripenso.

Quando ci siamo incontrati per la prima volta ho pensato «Dio quant’è bella!» figurati se può stare con uno come me eppure è successo non so nemmeno io come, il fatto è che vedi io sono semplice, forse troppo, dovevo aspettarmelo che sarebbe stata una relazione difficile siamo troppo diversi, ad esempio quando io dico A tu capisci B e tento di risponderti riprendendo il discorso ma non so perché tu capisci C e non riusciamo mai a comunicare veramente, quando parli tu invece cerco di stare attento per capire i tuoi discorsi filosofici e la maggior parte delle volte ascolto, giuro, ma non ci capisco niente di quello che dici tanto che quando vado a lavoro riavvio il nastro nella mente per rivedere il discorso che abbiamo fatto, quello che ci siamo detti o meglio che mi hai detto, e cerco di sezionarlo e analizzarlo per capire che cos’è alla fine che mi hai detto.

Quando siamo in macchina di ritorno dal fare la spesa, ti metti a guardare fuori dal finestrino e tempo due minuti sei già in un altro mondo in un’altra dimensione e io ti chiedo «Che c’è?» e tu mi rispondi «Voglio di più» ed io non so che cosa intendi per questo di più non me lo dici, rimango zitto e ti aspetti che in un qualche modo io lo capisca da solo ma come faccio?

Io sono un uomo semplice, che esegue il suo lavoro ogni giorno dalle 08:00 del mattino alle 5:00 del pomeriggio che quando finisce di lavorare tempo di cambiarsi mangiare uno snack e va in palestra per una o due ore, giusto per fare qualcosa di diverso per svagarsi un po’ e che quando finisce nonostante la stanchezza è contento perché sa che di lì a poco può rivedere la donna che ama dedicarle il resto della sua giornata, ma io sono un uomo semplice, uno che dopo sei anni di fidanzamento e due di convivenza non dice più ti amo, non è necessario per me lo sai, e quando mi rimproveri per questo io ci sto male non perché non ti amo ma perché io sono fatto così, sono un uomo semplice.

Fare l’amore dovrebbe essere il momento più bello eppure risulta essere il più terribile per me, alla fine tu ti metti a piangere e mi rispondi che il motivo è perché sei sopraffatta ma io lo so che stai mentendo, il motivo è che non ti senti abbastanza amata, non nel modo in cui vorresti almeno, ma io che posso farci! non sono uno di quelli che rimane abbracciato nel letto ti accarezza i capelli e ti sussurra all’orecchio «Dio! Quanto ti amo» e dopo ci sto male, mi sembra come se ti ho fatto una violenza e quando vado in bagno riavvio il nastro nella mente per rivedere il discorso che abbiamo fatto, quello che ci siamo detti, cerco di smembrarlo sezionarlo e analizzarlo per capire, e dico a me stesso «Ma dov’è che ho sbagliato?» perché non posso essere un po’ più come lei, magari riuscirei a capirla e a renderla felice.

Ho deciso di farla finita, davvero questo amore mi sfinisce mi distrugge, ci sono volte in cui vado a lavoro e mi sento uno straccio e non ci si dovrebbe sentire in questo modo almeno così sapevo, così mi han detto, no, ti prego non piangere, non lo faccio perché non ti amo ma perché se non l’avessi fatto io sono sicuro che prima o poi l’avresti fatto tu ed io non lo sopporterei ci soffrirei troppo perché anche se sembro forte in realtà sono debole. Scusami, perdonami se puoi ma non posso, davvero, non posso andare avanti così. È che io sono un uomo semplice, forse troppo semplice, per te.

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