Condividi su facebook
Condividi su twitter

La primavera arriverà

di

Data

Illustrazione di Agrin Amedì
Corro Bello e non ci vedo niente freddocane e a Bello di più non  riesco a dirgli urla Katia non riesco a prenderla ma con le Converse nella neve è mica facile ho il cuore a mille e st’aria gelata brucia i polmoni però se non la prendo si ammazza se arriva al vallone

Corro Bello e non ci vedo niente freddocane e a Bello di più non  riesco a dirgli urla Katia non riesco a prenderla ma con le Converse nella neve è mica facile ho il cuore a mille e st’aria gelata brucia i polmoni però se non la prendo si ammazza se arriva al vallone si ammazza perciò corro dietro di me c’è Jarro ma lui pesa e da qui non passa e rimane lontano lei va come una freccia ogni tanto mi pare che cada ma poi schizza e allora corro ho i jeans zuppi e duri come il saio di San Fabiano quando gli tirano l’acqua di rose dai balconi che si gela prima di toccare terra sto come all’allenamento del giovedì quando siamo sotto la pioggia e il mister mi fa fare cento piegamenti perché qualcuno ha fatto lo stronzo e io gli dico “non ce la faccio più mister…” ma io sono il capitano e lui mi canta in faccia “i più forti siamo noi, e chi cazzo siete voi” corro e sto dietro a Katia perché urla altrimenti l’avrei già persa grida “E’ morta, è morta” e parla di Cristina che le luci del paese non ci sono più così corro e penso quando a Bello gli è venuta st’idea geniale della mano “cazzo” gli ho detto è una figata pazzesca e a quella smacchiosa di Crisitna e alla sua amica Katia minizinna le facciamo schiattare ora però corro e il buco non lo vedo solo la caviglia fa il rumore di una tela strappata ma che minchia ci faccio qui a inseguire ‘sta pazza ma già sarà un problema con Cristina che è andata lunga sulla soglia di casa figuriamoci se questa si schianta nel vallone ci arrestano tutti ora il male mi sale come quella volta quando il 3 della Maccarese mi ha preso di lato perché facevo sempre il solito errore invece di guardare alto ero fisso sulla palla e quello scivola alza i tacchetti e mi apre lo stinco che si vedeva l’osso ora però forse Katia sta rallentando si sta strozzando con l’aria ghiacciata corro se smette di gridare la perdo la caviglia è un fuoco ma adesso sento la puzza aveva ragione Carlo quando ha scavalcato Cristina svenuta sulla porta di casa Katia prima di partire a mille nella neve come un’ossessa se l’è fatta addosso corro “i più forti siamo noi, e chi cazzo siete voi” spingo di più sulla gamba buona la neve alta si scioglie sui polpacci e s’infila nelle scarpe ho due stivali di ghiaccio ai piedi “Cazzo Bello” non la sento quasi più è buio sento la puzza che potrebbe essere a un metro ma non la vedo la voce però non è vicina corro che cazzo di idea grandiosa rubare le chiavi di casa alle due fighette e mandare Gino a mettere una mano ghiacciata sull’interruttore della luce della porta d’ingresso che la prima che entra quando ci mette la sua mano sopra le prende un colpo corro il vento mi spinge gli aghetti di ghiaccio negli occhi e piango ma anche rido a ripensarci un colpo le era preso davvero a Cristina svenuta lunga sulla soglia di casa senza un suono corro il legamento è partito e il ramo non lo vedo proprio il ramo mi prende sopra l’occhio come il pugno di Andrea quando lo sfottevo perché perdeva a bigliardino il collo mi fa una scossa annaspo tossisco mi esce il fiato e non rientra rido vado giù come un sacco bestemmio e il nero diventa nero stavolta la traversa l’hanno messa più bassa “non ce la faccio più mister…” “i più forti siamo noi e chi cazzo siete voi”.

Mentre volo, giro, e sento forte la puzza.

Atterro su Katia e la gonna sporca di merda; era meglio la neve.

Ora il respiro è lento, lento.

“Visti da qui sembriamo due stracci, Katia”.

“Come quando i cretini si perdono le giacche a vento dalla seggiovia,

che restano lì per giorni, alle volte fino a primavera.”

Sembra la nostra vita Katia: due mucchietti di stracci coperti di neve e di merda.

“Andrà così anche per noi Katia?”

Ci troveranno a primavera?

A primavera ci troveranno.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'