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Lui torna e getta il soprabito sopra una sedia senza salutare, senza guardare. Fruga sul divano, accende la tv. Lei, in cucina, ha mugugnato una specie di saluto. Sbatte le stoviglie sul piano di cottura. Tintinnano i piatti, vibrano i bicchieri, suonano le posate.

Lui torna e getta il soprabito sopra una sedia senza salutare, senza guardare. Fruga sul divano, accende la tv.
Lei, in cucina, ha mugugnato una specie di saluto. Sbatte le stoviglie sul piano di cottura.
Tintinnano i piatti, vibrano i bicchieri, suonano le posate.
Quella sequenza è la prima avvisaglia. Tommy la scena la sa a memoria.
La voce della mamma stride e dice “è pronto”.
Tommy a tavola gioca con le mani, se ci riesce qualche volta porta un pupazzetto e lo nasconde nella manica, ché la mamma dice che a tavola non si portano i giocattoli.
Ma lui certe volte lui è un mago: piano piano sfila il pupazzetto dalla manica e se lo adagia sulle gambe. Lo guarda mentre mastica. Nella testa ci parla con il pupazzetto. Si dicono le cose. Stanno facendo una storia e il pupazzetto si chiama PyroX. Ha una tuta spaziale e vive lontano, molto lontano, nello spazio delle astronavi.
Tommy mastica, mastica la pasta è sempre lì.
Mastica, mastica e non manda giù.
Beve, beve, beve. Mastica, mastica, mastica.
Che sete, mamma! Beve ma non manda giù.
La mamma non guarda. La mamma non sente. La mamma non risponde.
La mamma è una schiena e sbatte le stoviglie.
Il papà è una faccia e muove tutti i muscoli mentre mastica anche lui. Gli occhi sono le fessure di un salvadanaio e non guardano, gira la polpetta nel piatto come in quel documentario bello in cui lo scarabeo verde spinge la pallina di cacca (si può dire cacca? Vabbé io l’ho solo pensato, non l’ho detto). Bello il gioco di papà, il giro del piatto dello scarabeo.
Prende la forchetta e spinge anche lui la polpetta. Faccio come papà.
Mi vedi papà? No, non puoi. Non mi vedi. Stai dentro gli occhi a salvadanaio.
PyroX salta sul ginocchio. Il ginocchio è piccolo e Gabriele ce l’ha più grosso. Gabriele è più alto e a scuola dà i calci forte forte. Lui lo dice alla maestra, ha deciso. E lo dice pure a PyroX. Con un po’ di fortuna lo porta a scuola e la maestra non se ne accorge. Lo può nascondere nella tasca. Però PyroX non deve parlare. Deve stare zitto, altrimenti Martina fa subito la spia.
Le ginocchia sono magre. Mastica, mastica e le ginocchia forse diventano più grandi, le gambe diventano lunghe e possono correre.
Nel disegno le gambe erano lunghissime come i trampoli del clown. La maestra ha detto che non andavano bene, che erano troppo lunghe. Ma, secondo me, no. Se le gambe sono corte che ci faccio?
Dalla schiena della mamma si sente la voce e la voce si alza. Lei dice delle cose. Sono cose arrabbiate e papà risponde. Forse lei dice che lui non c’è mai. Forse lei dice “quell’altra”.
Lui dice no. Grida no e batte il pugno sul tavolo e i piatti saltellano.
Grida no e gli occhi gli diventano tondi come la polpetta e roteano nel viso.
Il papà ha rovesciato il piatto. Le polpette sono in terra.
PyroX forza avvertiamo tutti gli scarabei!
I vetri tremano come se c’è il terremoto. La mamma rompe i piatti e piange, ma dalla schiena non si vede, si capisce dai rumori e da un movimento di avanti e indietro. Si capisce dai singhiozzi. Papà si alza e parla forte alla schiena e la prende e la scuote e la spinge. Dice ti odio, ti odio, ti odio.
PyroX si arrabbia e se papà non sta attento ora gli dà un pugno sul naso.
PyroX adesso può salire sulla tovaglia.
La schiena di mamma e la faccia di papà fanno il giro degli scarabei e vanno in camera da letto. Continuano e urlano forte. Papà dice le parolacce. Papà è come Gabriele e ha i muscoli sulle gambe. I suoi calci fanno i lividi.
PyroX non deve sentire le parolacce che sennò le ripete. Forse è meglio andare sotto il tavolo con le mani sulle orecchie e gli occhi chiusi.
Ma gridano, gridano troppo forte e gli scarabei non arrivano e PyroX vuol andare in camera da letto per fare una cosa da supereroe, ma cosa bene non lo sa.
PyroX fa le mosse e i muscoli e mi tira la mano.
PyroX apre la porta.
“Non aprire PyroX, è pericoloso”. Ma lui vuole aprire per forza e vede il buio e gli occhi a salvadanaio e la schiena della mamma sta in terra e si vede pure la faccia e gli occhi sono blu intorno, come quelli dei panda.
La mamma si copre gli occhi e il papà si ferma.
Tommy stringe gli occhi forte forte e PyroX cade dalla sua mano. Tommy si ferma, come in quelle scene dei film che sembrano disegnate. Vuole dire qualcosa, ma gli esce fuori un urlo. Un urlo fortissimo che forse rompe la barriera del suono. Un urlo da supereroe.
Il papà pure si copre gli occhi e forse si vergogna.
Poi vede PyroX in terra, ma Tommy svelto svelto lo raccoglie.
PyroX sta per attaccare, ma invece no. Si ferma e guarda papà negli occhi a salvadanaio.
E’ a quel punto che PyroX inzia a parlare. Gabriele e Martina direbbero “te lo sei inventato”. E invece no. Io non me lo sono inventato. PyroX parla e ha la mia stessa voce e dice alla mamma e al papà: “Basta. Basta. Basta e ancora basta. Basta perché stanno per arrivare gli scarabei e voi non potrete vincerli nel giro della morte”.
Pyro X poi si volta verso di me e mi dice: “Scappa scappa, andiamo all’astronave”.
Io non la sapevo questa cosa dell’astronave, cioè la sapevo ma non che fosse fuori della finestra ad aspettarci. Lui dice che ci dobbiamo sbrigare e quindi mi giro e vado verso il terrazzo.
Mamma è ancora sul pavimento e piange e papà forse non sa cosa fare, perché li ho visti.
Ma io non ho tempo per pensarci e scappo scappo scappo verso il terrazzo.
Spalanco la finestra e PyroX mi dice che non ci devono prendere. Mamma non mi prende di sicuro, ai giardinetti non mi prende mai. Papà io non lo so perché ai giardinetti mica ci viene.
Abbasso la maniglia che è un po’ alta, ma PyroX mi aiuta e fuori fa un mucchio di freddo e io non ho il mio cappottino. La terrazza è lunga lunga e io corro corro corro perché devo arrivare alla fine e poi quando arriva alla fine scavalco e salgo sull’astronave.
Corri corri corri. Scappa scappa scappa.
Io ci sono alla fine della terrazza.
Chiedo a Pyro X come faccio senza cappottino, farà freddo nello spazio? Lui mi dice non ti preoccupare. Allora salgo sul vaso grande del limone e poi alzo la gambetta e sento il vento forte e forse vedo l’astronave, ma non sono sicuro.
PyroX dice che è invisibile e quindi mica la posso vedere, ma c’è.
Vedo la strada in fondo in fondo e vedo le macchine piccole piccole. Dal settimo piano le persone sono formiche.
Tiro su il sederino e sto per scavalcare, ma poi sento una cosa forte che mi tira giù e mi giro, ma mentre mi giro PyroX è andato e grida: “Maledizioneeeeeeee dovevamo andare assieme….”. E poi non lo vedo più.
Quella cosa forte è il braccio di papà.
Mi ha raggiunto.
Caspita, corre forte.
Chi se lo immaginava.
Ai giardinetti non viene mai.
Resto fermo e mi sento un ghiacciolino pieno di freddo e non so bene cosa dovrei fare.
Resto fermo e penso che vorrei un gelato: cioccolato e fragola. Senza panna.
Papà mi guarda e mi abbraccia e dice una cosa.

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