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Illustrazione di Agrin Amedì
Quando salgo in macchina metto sempre il navigatore del cellulare. Anche se conosco benissimo la strada. Mi fa compagnia. E così feci anche quella sera, all’uscita dall’ufficio.

Quando salgo in macchina metto sempre il navigatore del cellulare. Anche se conosco benissimo la strada. Mi fa compagnia. E così feci anche quella sera, all’uscita dall’ufficio.

Poi selezionai il numero di Livia e schiacciai il bottoncino verde.

“Non la puoi chiamare”, rispose il mio cellulare collegato in bluetooth.

“Le devo dire che sto andando da lei.”  Parlavo con grande calma perché non volevo mostrarmi stupito dal fatto che stessi parlando con un cellulare.

“Non ci puoi andare.”

“Come, non ci posso andare?  E’ sempre così difficile riuscire a vederci. E perché, poi ?”

“Perché hai una moglie e un figlio a casa. Devi andare da loro. Ho reimpostato l’itinerario.”

Ero ancora dell’idea di restare calmo, quindi risposi con finta naturalezza: “Guarda che è tutto a posto. Tutto organizzato. A Giulia ho detto che lavoro fino a tardi e Filippo se ci sono o non ci sono non se ne accorge nemmeno. Sta sempre in camera sua.”

“Sì, ma da quella troia non ti ci porto.”

“Non ho intenzione di discutere con te. Vado da Livia e basta.”

Dopo neanche trenta secondi il cellulare se n’esce: “Fra duecento metri gira a sinistra.”

“Ma quale sinistra ? Devo prendere la tangenziale. Devo andare a destra.”

“Per andare a casa devi girare a sinistra.”

Ovviamente giro a destra. E lui: “Alla rotatoria prendi la quarta uscita.”

“Ma se prendo la quarta uscita torno indietro. Idiota, non mi confondere. Adesso basta. E chiama Livia. Eravamo rimasti d’accordo che le davo conferma.”

“Anche volendo non posso.”

“Perché non puoi?”

“Ho cancellato il numero dalla rubrica.”

“Ma sei pazzo ? Io il numero ce l’avevo solo lì.”

“Lo immaginavo. E se adesso non vai a casa, ti cancello tutta la rubrica.”

“Ma guarda che sei stronzo forte. Vabbè, adesso vado da Livia, poi a te ci penso dopo. Solo che adesso dove sto ? Come faccio a prendere la tangenziale ?”

“Adesso ti attacchi.”

“Aspetta, ragiona, che ti ho fatto ?”

“Metti le corna a tua moglie.”

“Ma che cazzo te ne frega a te ?”

“Tecnicamente mi ha comprato lei.”

“Sì, ma per regalarti a me.”

“Certo, ma la cliente della mia azienda produttrice è lei. Non è etico.”

“Non è etico ?”

“Zitto e guida. Non è etico che io tradisca così la fiducia di chi mi ha acquistato.”

“Ma se è una stronza.”

“Non è etico lo stesso.”

“Scusa, abbi pazienza, lei ti avrà pure comprato, ma chi ti carica tutte le sere ? E chi ti installa tutti gli aggiornamenti ?”

“Ecco, siamo arrivati al punto. Gli aggiornamenti. L’ultimo aggiornamento, te l’avrò chiesto cento volte: Sei proprio sicuro di volerlo installare ? Sei certo di voler passare alla versione software successiva ? Eccetera. Tu hai continuato a rispondere  e questo è il risultato. Stasera da Livia non ci vai.”

“Ci vado eccome ! Guarda, ci sto and…”

BOOM

Ebbi un frontale con un autobus, tre mesi di ospedale. Mia moglie mi lasciò perché non ero al lavoro e non ero sulla strada di casa. Però, per lo meno, l’incidente fu un’ottima scusa per Livia. Alla storia del cellulare non avrebbe mai creduto.

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