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L’amore secondo David Nicholls

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Nicholls conosce le insidie dell’amore, dei rapporti di coppia e della famiglia: ne conosce i dialoghi, i gesti e li anticipa con una sincerità disarmante

Ci sono libri capaci di evocare ricordi talmente dolorosi da impedirci di continuare a leggere. E poi ci sono quei libri dai quali non riesci a staccare gli occhi, libri in grado di inghiottirti, che hanno bisogno di essere divorati, senza prendere fiato. “Noi” (Neri Pozza) di David Nicholls appartiene a entrambe le categorie. La storia di Douglas e Connie, raccontata a singhiozzo, dal giorno in cui lei decide di separarsi, fino al loro primo incontro, è la nostra storia. Dalla prima pagina, da quella meravigliosa lettera di Nathaniel Hawthorne dedicata a Sophia Peabody, che apre l’intero libro e che affonda nei nostri sentimenti, capiamo che quella che Nicholls ci racconterà sarà la nostra storia. La storia del nostro grande amore, del nostro matrimonio, della nostra famiglia: Albie, il ragazzo adolescente, problematico e perennemente in lotta con Douglas suo padre, è un po’il figlio di tutti. La sua storia è la storia di ogni diciassettenne imbronciato, che passa le giornate a scattare foto, ammutolito dalle difficoltà della vita appena iniziata. E Connie, la bellissima, intelligente e disordinata ragazza che Douglas incontra a una festa e di cui si innamora, è una parte di noi. In oltre 400 pagine impariamo a conoscerla, amarla, apprezzarla, detestarla, consolarla. La vediamo crescere, cambiare, trasformarsi in una moglie e in una madre, prima ferita dalla perdita di una bambina, poi disinvolta e moderna. E poi c‘è Douglas, l’uomo buono, impacciato, che non si droga, non fuma, eternamente a disagio con il mondo: che prima si innamora, poi si sposa, poi cerca di diventare un padre, almeno migliore del suo, ma inciampa negli stessi errori. Finchè non precipita nell’incomprensione dell’adolescenza e in quella di sua moglie, quando una mattina gli dice che vuole andare via. E allora Douglas fa quello che ognuno di noi ha fatto e farà per non perdere ciò che si ama: ci si aggrappa con tutte le forze dimenticando la saggezza popolare del “se ami qualcuno lascialo libero e tornerà”. Ma l’amore, pensa Douglas, non è in fondo la negazione della libertà? Non amiamo sentirci legati a qualcuno o a qualcosa? E così decide di intraprendere l’ultimo viaggio con la sua famiglia in giro per l’Europa, un tour artistico e storico che dovrebbe essere un tentativo di riconquistare sua moglie e di costruire un vero rapporto con suo figlio. Tutto andrà male, trasformando un viaggio di formazione in una rocambolesca avventura di errori e perseveranti sbagli disseminati tra le strade delle città europee. Nicholls conosce le insidie dell’amore, dei rapporti di coppia e della famiglia: ne conosce i dialoghi, i gesti e li anticipa con una sincerità disarmante. Perché l’amore, ci insegna, ha la straordinaria capacità di renderci in fondo un po’ banali.

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