Data

Era la cassata più grande e bella che avesse mai preparato e si divertiva perfino a darle un nome: Cassie, la chiamava. Aveva un che di provocante, lei, in quel vestitino verde succinto che le aveva cucito addosso e che le metteva in risalto le forme.

Era la cassata più grande e bella che avesse mai preparato e si divertiva perfino a darle un nome: Cassie, la chiamava.
Aveva un che di provocante, lei, in quel vestitino verde succinto che le aveva cucito addosso e che le metteva in risalto le forme.
Quella sua pelle bianca profumata di mandorle lo mandava in estasi, ma furono i capezzoli di ciliegia sporgenti a fargli perdere la testa.
Adesso era a pochi centimetri da lei, provando a immaginare il suo sapore, a occhi chiusi, mentre sentiva montare in lui l’eccitazione.
Fu un attimo. Con un balzo le fu dentro, aveva oltrepassato quella stoffa verde elegante, “reale”, dal sapore di pistacchio.
Era di scorza dura, aspra come il limone, ma dentro vi trovò un’anima di burro, di cui s’innamorò all’istante. Ne assaporò ogni millimetro, dalle parti più cremose a quelle più fondenti, a gocce.
La pelle a buccia d’arancia le donava quell’aroma che, con un velo di zucchero, lo riportava a quelle atmosfere mediterranee che tanto adorava della Spagna. Pan, si sentiva come Peter Pan, eterno bambino, senza pensieri e padrone del mondo. Nuotava in quella ricotta dolce e sognava di rimanervi per sempre.
– Oh, Cassie…
Non si accorse che le interiora di lei si addensavano con velocità intorno a lui. In poco tempo lo aveva immobilizzato e spinto verso il punto più profondo. Lui annaspava, ma si beava del suo dolce annegare, non sarebbe riemerso più, il suo posto era lì, con Cassie.
Si sentiva amato, lei d’altronde gli aveva dato il permesso di entrare e adesso lo avvolgeva, lo teneva stretto a sé.
– Oh Cassie, sì, tienimi con te.
Ma lo diceva solo nella sua testa, perché il ripieno gli ostruiva già la bocca e gli impediva di parlare. Pochi secondi e cominciò a occupargli le narici, fino a sprofondare nel naso e giù, a ostruirgli i polmoni.
Finalmente l’aveva trovato, quell’amore che toglie il respiro.
Si abbandonò ai sensi, gli occhi annebbiati, si lasciò andare completamente. L’ultimo ricordo beato fu quello dei capezzoli di ciliegia.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'