“Declino e caduta di praticamente tutti”

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Will Cuppy, con una meticolosità maniacale, ricostruisce luci ed ombre dei grandi della Storia, ricordandoci che l’unica qualità degna del genere umano è l’ironia.

Mark Twain diceva che “la Storia non si ripete, ma fa rima”: vale per la Storia dell’umanità, ma anche per quella di ogni singolo individuo. Quanti sono stati gli scrittori incompresi? Quanti di loro non sono stati apprezzati come meritavano? Quanti sono stati dimenticati? La storia di William Cuppy è una storia che fa rima con molte altre: umorista, scrittore, collaborò con il New Yorker e l’Herald Tribune negli anni ruggenti del giornalismo. Di lui si diceva che fosse un asociale, troppo timido per questo lavoro, che avesse un pessimo carattere e che preferisse restarsene nel suo appartamento del Greenwich Village piuttosto che coltivare amicizie ambiziose. Ed era quasi tutto vero: nonostante i suoi scritti fossero pieni di battute, Will Cuppy era spesso di cattivo umore e depresso. Morì suicida prima di vedere gli anni ’50. Il suo ultimo libro, incompleto, venne pubblicato un anno dopo la sua morte. “Declino e caduta di praticamente tutti” (add editore) non è solo il racconto ironico di oltre 22 personaggi storici: è un modo diverso di guardare la Storia. Lucrezia Borgia, Nerone e Alessandro Magno sono uomini e donne pieni di vita, a volte dotati di una forza comica degna del miglior Chaplin, altre volte noiosi e frivoli. Non tutto quello che ci è stato raccontato è reale: la verità spesso è poco brillante al punto da aver bisogno di essere arricchita da leggende, aneddoti e particolari accattivanti. E Will Cuppy, con una meticolosità maniacale, ricostruisce luci ed ombre dei grandi della Storia, ricordandoci che l’unica qualità degna del genere umano è l’ironia.

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