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Non mi ricordo dove fossi prima di essere qui

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Non mi ricordo dove fossi prima di essere qui. Se navigavo nello spazio, vicino alle galassie. Non mi ricordo se ho viaggiato racchiusa in frammenti di DNA in una sfera trasparente piena di luce attraverso il cielo stellato.

Non mi ricordo dove fossi prima di essere qui. Se navigavo nello spazio, vicino alle galassie. Non mi ricordo se ho viaggiato racchiusa in frammenti di DNA in una sfera trasparente piena di luce attraverso il cielo stellato. Non mi ricordo nemmeno in che forma o dimensione ho percorso l’Infinito. Né se ero sola o in compagnia.
Non mi ricordo se ero oceano gelato o sole arroventato con appigli di stelle. Mi ricordo mia madre. Il suo seno morbido, caldo. Il sapore del latte denso che bagnava le mie labbra e mi riempiva la bocca.
Mi ricordo la cura. I sorrisi. Il pianto. Mi ricordo quando ho toccato le tue labbra. Il sapore di buono.
Mi ricordo quando, quella notte d’estate in Toscana, sulla spiaggia, hai puntato il cannocchiale addosso alla Luna. Mi ricordo il tuo sguardo pieno di stupore. Mi ricordo che quando ho visto nei tuoi occhi l’immagine riflessa della Luna ho capito che sarebbe stato per sempre.
Non mi ricordo quando ho cominciato a cercare nella mia vita i colori dell’aurora boreale. Non mi ricordo quando ho iniziato a vedere altri orizzonti. A cercare di andare oltre. Non mi ricordo il momento preciso in cui ho compreso che la bellezza vera è racchiusa nelle piccole cose. Nei nostri sforzi alla ricerca dell’armonia. Non mi ricordo quando è stata la prima volta che mi sono arrampicata su quella montagna. Non mi ricordo neanche il momento in cui ho capito che la fatica per salire non era niente paragonata alla gioia di trovarsi in cima. Con lo sguardo all’infinito e il cielo per cappello.
Mi ricordo di quando mi sono sentita livida di chiarore. Di quando ero immobile e osservavo la Cornice. Senso della vita. In consapevole attesa. Mi ricordo quando la tenebra fiorì sopra al mio cielo. Gli occhi di mia madre. Le sue labbra immobili. E la sua grande forza.
Non mi ricordo quand’è che ho allargato lo sguardo e ho visto nell’aere morbide onde attraversare la luce liquida.
Mi ricordo quand’è arrivata la Morte e m’ha trovato piena di luce.
Non mi ricordo il momento preciso in cui le mie ali si sono fatte così sottili che la vita ci passa attraverso.
Mi ricordo i colori della Casa Rosada. Quando ho sfiorato le sue trasparenze e sotto i suoi cristalli mi sono tinta di azzurro. Di quando sono diventata un colore cangiante, traslucente. Nuova materia.
Non mi ricordo quando viaggiavo tra le stelle. Quando ero luce pulsante e il silenzio stratosferico mi bagnava il viso. Non mi ricordo nemmeno se qualcuno mi ha dato le istruzioni per tornare al posto dal quale sono venuta. E poi, non mi ricordo proprio, se questo viaggio dovrò farmelo da sola o in compagnia.

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