La finale non disperata parata d’una pera

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Una mela e una pera giocano a carte. – Pesca. La mela pesca. – Ah, hai abboccato. – Pera, però pure tu. – Dai mela, me la sono appena inventata. – Permettimi di chiederti cosa.

Una mela e una pera giocano a carte.
– Pesca.
La mela pesca.
– Ah, hai abboccato.
– Pera, però pure tu.
– Dai mela, me la sono appena inventata.
– Permettimi di chiederti cosa.
– La malinconica e smielata maledizione di un malridotto melasso.
– Ah però! Pera, pare bello! Pure il titolo!
– Mela, chiedimelo.
– Melo?
– No, non chiedi melo, chiedimelo.
– Ah, perdono pera, di che parla?
– Di un malmesso e malato melo che miete moltitudini di mele, malamente, formando molto melasso mollo, mela.
– Parte forte pera! Pare un portento! E le parti?
– Mah, momentaneamente le ho messe da parte, ma le spartisco a parte prima di partire.
– Parti pure, pera?
– Me la squaglio, mela.
– Cosa?
– Che?
– Cosa squagli, pera.
– Io da sola, niente pere tranquilla.
– Porca puttana, pera. Ma hai sentito?
– No mela, cosa?
– Pare Pietro il patata prete perisca.
– Pietro il patata prete?
– Così pare.
– Me l’ero persa questa, mela.
– Pare pure però che senza pene, a Pietro il patata prete, gli portino proprio via il pène!
– Povero Pietro il patata prete. Era anche ambasciatore?
– Sì, del patrocinio pubblico, pera!
– Ah, per questo allora, mela.
– Cosa, pera?
– Ambasciator non porta pène!
– No pera, è pene.
– Eh, pène.
– Pene, di pena, non pène di uomo!
– Pene pene, ho capito bene.
– Bene.
– Bene.
– A proposito di pène, guarda pera, c’è banana!
– Oh, bene bene, mela!
Entra banana.
Mela pesca un asso rosso.
– Ciao ragazze, come va, posso giocare?
– Ciao banana, pesca.
– Pesco mela, tu pera tutto pène?
– Banana, hai detto pène o bene?
– Ho detto “bene”, pera.
– Non ho capito “bene”, banana.
– Non ho detto male, ho detto “bene” bene, mela.
– Me lo sono immaginato forse. Te come va banana?
– Va tutto storto, pera.
– Come mai?
– Non avete sentito?
– No, cosa?
– Anna la banana nana ha bannato il Buon Benito dal ballo!
– Ma quale buon Benito, banana, ben gli sta a quel mango di Benito!
– Perché pera?
– A quel bastardo benestante di Benito, tanto benevolo ma ben munito di beneamata beltà, gli è balenata la bell’idea di benedire un baobab con un babà a Bobbio! L’ha fatto senza mango avvertirmi quel manco.
– La sapevo sta storia, pera. Voi eravate amanti vero?
– Sì banana, ma non deve saperlo nessuno, sennò siamo nei guai!
– Pera, però, devi imparare a portarti più pensieri dentro.
Silenzio in cui Banana gioca una carta, un set di quadri.
– Mela, pera, ma la sapete la novità?
– No, cosa?
– Cosa, banana?
– Arancia si è messa a recitare!
– Ah però!
– In che senso, banana?
– Una storia lunga, mela.
– Raccontala banana, ma arriva subito al succo.
– Va bene, pera. Pino il mandarino aveva fatto un provino, ed era andato benino, infatti il postino Ciliegino gli ha lasciato una lettera sopra al comodino. Il fratello maggiore, Isaia l’arancia, che si crede un attore, mentre mandarino era su un trattore è andato come un truffatore a rovistare sul comodino del futuro recitatore, ha rubato la lettera ed ecco che ora sta su un televisore!
– Che malfattore!
– È proprio un traditore!
– E mandarino Pino?
– Pare sia all’oscuro di tutto, visto che l’arancia Isaia ha minacciato con un vermicino il povero postino Ciliegino.
– È un birichino!
– Banana, chi è il regista?
– Viene dalla fattoria qui vicino, Frank la Capra.
– Ma è bravo quello!
– Ah sì mela, infatti Isaia ha recitato anche in un film famoso!
– In che film, banana?
– Arancia meccanica.
– Non lo conosco, tu lo conosci pera?
– Ne conosco il succo, dal quale ci hanno fatto un altro film.
– Che film pera?
– Aranciata meccanica.
– Era una battuta vero?
– Sì, mela, ho spremuto le meningi e me la sono inventata ora!
– Ragazze è sempre bello stare con voi, mi fate rigare dritto! Per questo mi spiace lasciarvi, ma devo andare a farmi frate!
– Ti fai frate, banana?
– Sì, mela.
– E come ti chiamerai?
– Indeciso fra Fra Ppè e Fra Tello!
– Fra Ppè è buono, banana!
– Grazie mille mela, forse fra quelli scelgo proprio Fra Ppè!
– Quando vai, banana?
– Fra poco, per questo vado dritto dritto per la mia strada!
– Va bene, mi raccomando, sii sempre un duro, banana!
– Grazie pera, ciao a tutte e due!
Banana si ferma un secondino da pera, poi se ne va dritto dritto per la sua strada.
– Hai visto mela?
– Cosa pera?
– Mi ha palpato la polpa!
– Ti ha palpato a polpa?
– Sì, mi ha palpato la polpa!
– Che brutto colpo palparti la polpa, pera! E dove?
– Mi ha palpato la polpa del polpaccio, melo sono sentito dentro!
– Sei verde dalla rabbia, pera! Siamo alla frutta!
– Me la sono vista male, banana ha due palle enormi!
– Sì pera, però ti do quest’ultima notizia e vado da mio marito melone. Hai sentito dei tori della fattoria del nostro stesso padrone?
– I tori attori pure loro, mela?
– Sì, raccomandati da Frank.
– No, perché?
– Pare che siano nati due tori, ma i genitori sono anch’essi due tori!
– Ma dove? Nella fattoria?
– No, sono andati a Torino!
– E ora?
– I geni dei tori genitori tornano utili per provare che i tori non sono i genitori, e i piccoli tori a Torino torneranno tra un toro e una vacca!
– Mi stai dicendo che i tori erano maschi e hanno adottato due tori a Torino illegalmente?
– Ma la cosa peggiore sai qual è?
– No, dimmi mela.
– Li hanno uccisi tutti!
– Che macello!
– Però pera, pare io debba lasciarti qui, sennò Melone mi fa due cocomeri enormi!
E mela cala un poker di Jack chiudendo la contesa.
– Mela, mi batti sempre! Me lo saluti melone?
– Si spera, pera. Tante angurie per tutto!
– Grazie mela, anche a te, angurie per il futuro!
E pera rimane da sola, e sola, pera, perirà mangiata.

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