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Le lacrime sono una cosa seria: le emozioni secondo Jerome Neu

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Che cos’è il dolore? Che ruolo ha nella nostra società? C’è posto per le emozioni nella vita intellettuale e politica?

Che cos’è il dolore? Che ruolo ha nella nostra società? C’è posto per le emozioni nella vita intellettuale e politica? Per rispondere a queste domande il filosofo americano Jerome Neu ha scritto un libro capace di svelarci le intime relazioni tra emozioni e società, dal titolo “A tear is an intellectual thing. The meaning of emotions” (Oxford University). Come ogni buon libro di filosofia comincia con delle domande: perché gli animali non piangono? E perché noi, invece, piangiamo? La risposta che Neu fornisce è semplice: noi piangiamo perché pensiamo, perché le esperienze della nostra vita sono complesse e molteplici e questo può causare sofferenza. La felicità non è una cosa semplice da trovare perché le scelte che dobbiamo fare sono difficili e numerose. Il pensiero porta sofferenza, come scriveva William Blake nei versi ripresi da Neu: una sofferenza che è espressione di emozioni individuali e collettive. L’odio, l’amore, il dolore e il disgusto non sono solo un atto privato, bensì un costrutto culturale e sociale. Ma non solo: Neu analizza temi diversi come l’omosessualità, l’incesto, la psicanalisi, la magia, per svelarci le emozioni che sottostanno a questi concetti. Le emozioni non sono monadi, ma sono unite da complessi legami che travalicano la dimensione intima per ottenere un posto in prima linea nella nostra vita sociale. Le emozioni governano la vita politica e intellettuale, si nascondono nelle notizie, nei discorsi pronunciati dai capi di Stato, nel gossip e nella religione, contribuendo a costruire la nostra identità individuale e sociale.

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