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Su’Damar

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-L’anno scorso, quando ho finito l’università, non mi andava di cercare subito lavoro. Ho deciso di prendermi un po’ di tempo libero. Ho pensato ora o mai più, e francamente non ho troppa voglia di infilarmi in quel vortice capitalista che è il lavoro.-

-L’anno scorso, quando ho finito l’università, non mi andava di cercare subito lavoro. Ho deciso di prendermi un po’ di tempo libero. Ho pensato ora o mai più, e francamente non ho troppa voglia di infilarmi in quel vortice capitalista che è il lavoro.-
-Ah, ah.-
-Capisci? Quelli ti vedono solo come una macchina, non gli interessa niente del tuo lato umano, della tua anima. Non lo sopporto.-
-Sì ti capisco. Io mi ero iscritta al DAMS un po’ per le stesse ragioni, ma poi ho cominciato a lavorare con i metalli, sai, piccola gioielleria, e sento di aver trovato un medium che mi permette di esprimermi a pieno.-
-Ah, wow, fico.-
-Te ti stai dedicando a qualcosa in questo momento? Sono convinta che tutti noi ci dovremmo impegnare per trovare un mezzo d’espressione… È importante esprimersi.-
-Sì, vedi, io… Mi piace molto leggere. Quindi ora leggo molto, e provo a scrivere.-
-Ahh, lo dicevo io, ero sicura che fossi una persona speciale. Hai uno sguardo intelligente.-
Ragazzi, ragazzi! Avete davanti a voi un vero e proprio cecchino. Saranno mesi che non vedevo una ragazza così carina e… BAM! La prima che incontro la faccio secca. Capelli corti e zainetto di pelle. Ho capito subito che con questa dovevo sembrare un grande intellettuale.
-Senti, ti andrebbe di andare a casa mia? In giro fa freddo e i locali dopo un po’ mi danno noia.- le faccio.
-Uhmm…-
-Ho una tisana che viene direttamente dall’Africa, e dei dvd che ancora non ho visto, roba vecchia, degli anni settanta. Che ne dici?-
-Ah, ah, ok, sì ci sto… Sei sicuro che non creo disturbo?-
Che vi dicevo? Non ha retto all’accoppiata tisana-film retrò. Irresistibile.
-Ma quale disturbo! È un po’ che vivo da solo, ho fatto scambio con mia nonna. Io vivo a casa sua e lei nella mia stanzetta.-
-Hai fatto un bell’affare.-
-Sì, bé sai. Considera che nonna ora gode della cucina di mia madre. Direi che siamo pari.-

-Non leggi molti classici, te? Conosco pochissimi titoli.-
Non si è neanche tolta la giacca, che già sta ispezionando la libreria. Vuole essere sicura che sia entrata a casa di un autentico letterato, la ragazza.
-Io, bé, no. Non in questa parte della mia vita. Ora preferisco leggere opere contemporanee, anche se meno conosciute e considerate dai critici. Trovo che i critici siano sopravvalutati.-
-Ah, ah-
Ci pensa un attimo, ma poi mi chiede subito:
-Ma questi mi sembrano libri di fantascienza, e forse fantasy, sbaglio?-
Mi sa che non l’ho convinta.
-Ehm, no, non sbagli. Sai, anche la letteratura di genere ha una sua nobiltà.-
-Sei un appassionato di fantasy?-
Sguardo inquisitore. Deve essersi sforzata per non dire: “Sei un nerd?”. Qui devo dare il mio meglio, altrimenti la mia copertura salta subito.
-Appassionato… Non direi. Sto rileggendo il genere in chiave postmoderna, capisci?-
-Ah, ah… Queste sono le cose che scrivi?-
Annuisco. Avrei davvero voluto che la casa fosse più in ordine.
-Cosa sono questi simboli all’angolo della pagina?-
Aia.
-Sono, sono un simbolo che ho scelto, e che mi rappresenti. È un cerchio in cui si intersecano altre quattro circonferenze. Il rapporto tra le lunghezze dei diametri è definito dalla sezione aurea.-
-Uhm… E cosa significa?-
Ma guarda te quest’impicciona.
-È un tentativo di perfezione, ma è un tentativo cristallizzato nel tempo e quindi in un certo senso anche obsoleto e un po’ goffo, e per questo affascinante, capisci?-
Non chiedetemi come mi sia venuta in mente questa risposta.
-Scusa, ma non è lo stesso segno che appare su questo scudo?-
Indica la copertina de “Le cronache di Su’Damar, Il Portale degli Elfi”.
-Nono, è solo ispirato da quello, io sto con la setta degli Orchi Blu.- le rispondo, senza pensarci. Di colpo il suo viso si contorce in una smorfia paurosa. Ma perché l’ho detto? Sono uno stupido, altro che cecchino! Mi ritrovo un gran bel pezzo di fica radical-chic in casa, e mi metto a parlare di Orchi Blu. Qui ci vuole un miracolo, sennò questa mi scarica come fossi un Murloc.
-Che film vuoi vedere? Qui ne ho un paio di Truffaut e uno di Fassbinder.- le dico, cercando di far finta di niente, mentre con noncahalance nascondo le pantofole dell’Alleanza dei Nani Cu’rat, che ho comprato da poco su internet.
D’un tratto il computer prende a lampeggiare alle spalle della mia bella ospite. Cacchio, mi stanno attaccando!
-Posso vedere i titoli?- fa lei.
La fazione B9 deve aver organizzato un raid alle riserve aurifere del nostro clan, maledetti! Devo fare qualcosa.
-La Nouvelle Vague mi ha un po’ scocciato, ora preferisco il New Cinema inglese, hai presente?-
Di cosa sta parlando?
-S-sì, ingiustamente trascurato. Allora preferisci Fassbinder?- butto lì.
Ma quanti sono? E dove sono quelli della nostra fazione? Ci stanno facendo il culo.
-Mah, sì. A te va bene?-
Devo assolutamente sbarazzarmi della tipa per un po’.
-Aggiudicato! Però prima facciamoci una tisana, ti spiacerebbe metterla in infusione? Mi sono appena ricordato di dover mandare un’ application per uno stage che scade oggi. Il pacco della tisana è proprio accanto ai fornelli.-
Non sembra entusiasta, ma che ci posso fare, bella. Mi bastano pochi minuti per preparare le prime difese del villaggio e mandare un messaggio agli altri del clan:

B9 ARE F’ING ATTACKING US! GET ONLINE ASAP

-Usi ancora lo zucchero trattato?-
Cristo! È già tornata? Mi serviva più tempo. Ma si è tolta il maglione? Porca vacca, che pere… Ma mi devo ricordare dei B9.
-No, dev’essere di mia nonna. Io preferisco il miele.-
Sorride. E andiamo. Ragazzi, dev’essere davvero la mia giornata. Lei si è già seduta, beve la tisana con fare compiacente. Non c’è da indugiare: metto il dvd e sparo play. Il film è una palla, ovviamente, ma non la partita sul divano. Per ora siamo ancora ai primi contatti di gomito. Ma cosa avrà mai da scrivere così tanto al telefono? Mi alzo un momento, devo respingere il maledetto attacco…
-Dove vai? È una scena importantissima, torna qui!-
Mi ha davvero ammiccato? Al diavolo il clan, che se la sbrighino da soli. Mi ributto sul divano, stavolta più vicino. Che tensione ragazzi, ci siamo quasi, il bacio è maturo. È davvero un peccato per le riserve aurifere però, ci avevamo messo così tanto ad accumularle. Oddio! Mi ha preso la mano. Ora o mai più. Mi avvicino, inclinando un po’ la testa. La guardò, così come sto, mezzo storto. Sorride ancora. La bacio. Il nostro è un bacio lungo, lunghissimo, ma non me lo godo, ragazzi, perché i miei pensieri vanno al nostro villaggio. Lei invece non mi molla un attimo, e mi bacia ovunque: sul collo, sull’altra parte del collo, su entrambi gli orecchi ma solo su un labbro, quello inferiore. Una furia. E intanto io non faccio che pensare alla migliore scusa per andare al computer.
Finalmente mi lascia andare.
-Scusami, ora devo proprio vedere la mail.- le dico, con un sorriso complice.
-Fai pure, ormai gli altri B9 avranno già preso quello che ci serviva.- fa lei.

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