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Bus-stress

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[Bologna. Autobus 20 all’ora di punta.] Dio mio, guarda questa tipa. [Pensa il manager tra sé, guardando la passeggera con i capelli arruffati e un cappello in mano che siede al suo fianco.] Mi fa sedere?
Guarda quelli là fuori, non hanno niente altro da fare che litigare?!

[Bologna. Autobus 20 all’ora di punta.] Dio mio, guarda questa tipa.
[Pensa il manager tra sé, guardando la passeggera con i capelli arruffati e un cappello in mano che siede al suo fianco.] Mi fa sedere?
Guarda quelli là fuori, non hanno niente altro da fare che litigare?!
Daiii, qua c’è gente che ha fretta.
[borbotta impaziente ad alta voce mentre guarda con interesse ciò che avviene fuori dall’autobus.] C’è un traffico esagerato in giro, ci sarà sicuramente una di quelle manifestazioni di comunisti, sfaticati perditempo. Cavolo sono già le dieci!
[esclama stupito mentre si guarda il suo Rolex scintillante.] Proprio oggi si doveva rompere l’auto. Che sfiga, devo assolutamente comprarne una nuova! Ma nessuno lavora più?!
Cosa mi è passato per la testa di prendere l’autobus, lo sapevo che avrei dovuto prendere un taxi. Oddio, questa che fa?
Non è che mi si siede addosso, no?
E cosa spinge questo, non vede che non riesco a respirare?
Quell’altro non si è accorto che gli manca un bottone? Che straccioni!
Guarda un po’ quanti perditempo su questo autobus.
Ma quello si è guardato allo specchio prima di uscire? Non gliel’ha detto nessuno che la bombetta non si usa più?
Oddiooo…
[(lungo sospiro) mentre si agita senza sosta come assalito da un prurito sociale.] Questa è una gabbia di matti, chissà da quale circo sono scappati. Che gente!
E senti quanto puzza quest’altro. Non ce la posso fare.
Mio Dio, che ore sono?
 È tardi. Basta, scendo e chiamo un taxi.
 Sì sì, farò così. Questo non è un luogo adatto a me. Basta, basta.
 Scusi, mi fa scendere?
 Signora, ci senteee? Devo scendere.
Pure la sorda ci mancava.
[Spinge. Strattona. Scende. Corre verso un taxi, pretendendo che voli sopra le macchine. Già pronto a dirgliene quattro.]

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