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Arrivederci ragazzina

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Seduta davanti alla scrivania, Lisa comincia a scrivere sul suo diario. Roma, 12 Aprile È il giorno del mio compleanno e sono sola. Beh, con due fratelli più grandi, un cane e una tartaruga, dire “sola” forse è esagerato… ma senza di lui è così che mi sento.

Seduta davanti alla scrivania, Lisa comincia a scrivere sul suo diario.

Roma, 12 Aprile
È il giorno del mio compleanno e sono sola. Beh, con due fratelli più grandi, un cane e una tartaruga, dire “sola” forse è esagerato… ma senza di lui è così che mi sento.
Alza lo sguardo. I suoi occhi si posano sulla foto sopra il comodino. C’è lei che sorride felice abbracciata a un ragazzo piuttosto comune che a lei sembra bellissimo.
– Mi manchi amore mio, mi manchi da morire – sussurra tra sé e sé. Posa la penna e, coprendosi il volto con le mani, scoppia a piangere. Poi, con rabbia riprende a scrivere.
Credevo mi amasse. Credevo che il nostro amore fosse unico. E, invece, gli sono bastati due occhi azzurri e una gonna giro-culo per mandare tutto a rotoli, spezzandomi il cuore.
Un nodo alla gola la costringe ad alzare la testa per respirare meglio.
Vorrei odiarlo, ma non ci riesco e piuttosto che continuare a vederlo sbavare dietro a quella gallina, preferisco morire… allora sì che questa mia vita senza più un senso finirebbe una volta per tutte, portando via con sé questo dolore insopportabile.
Si asciuga le lacrime perché la mamma non la veda in quello stato; strappa la pagina appena scritta e la getta giù dalla finestra della sua stanza. Sa che lei sbircia spesso il suo diario e non vuole farla preoccupare.
C’è molto vento fuori, così quella pagina accartocciata volteggia nell’aria per un po’ prima di posarsi su una panchina poco distante. Qui seduta, avvolta in una lunga tunica nera c’è lei, la Mietitrice, intenta a cercare qualcosa da fare per ammazzare il tempo in attesa della sua prossima vittima. Incuriosita, raccoglie quel pezzo di carta arrivato dal nulla e comincia a leggere.
Poi guarda l’orologio. Ha ancora molte ore davanti prima di poter compiere il suo dovere quotidiano e così decide di allontanarsi portando con sé quel foglio.
Quando Lisa apre la porta, si paralizza.
– Sei sola in casa, ragazzina?
Lisa fa su è giù con la testa, senza riuscire ad emettere alcun suono dalla bocca.
– Sei stata tu a scrivere questo? – chiede la Mietitrice sollevando il foglio stropicciato.
– Sì – risponde la ragazza con un filo di voce e, abbassando la testa, aggiunge: – Eccomi, sono pronta. Portami via con te!
In quell’istante, la Mietitrice alza con la mano sinistra il lembo della sua tunica e con la destra sembra cercare qualcosa.
Lisa inizia a tremare e chiudendo gli occhi pensa: – Ora tirerà fuori la sua falce e sarà tutto finito.
– Oh, eccolo finalmente! – esclama la Mietitrice.
La ragazza apre prima un occhio e subito dopo l’altro.
– Cosa significa? Cos’è questo? – chiede delusa.
– Venendo qui, ho noleggiato un film. Prendi qualcosa da sgranocchiare e vieni a sederti sul divano insieme a me!
Mentre cerca in dispensa la ragazza comincia a fantasticare: – Forse vuole farmi addormentare davanti ad un bel film e uccidermi nel sonno. Oppure tenterà di farmi morire di paura obbligandomi a guardare un horror. Oppure…
– Forza ragazzina. Sta iniziando! – urla dall’altra stanza la Mietitrice.
– Ecco i popcorn – dice la ragazza posando la ciotola sul tavolino di fronte al divano. Poi con estrema diffidenza ed evidente angoscia prende posto accanto a lei.
È molto difficile per Lisa seguire il film in sua compagnia. Non fa altro che guardarla con la coda dell’occhio nella speranza di anticipare le sue mosse. Ma la Mietitrice è immobile, apparentemente interessata a seguire quell’orribile film in bianco e nero e, per giunta, muto.
– E meno male che si intitola Tempi Moderni! – pensa sarcastica Lisa incrociando le braccia. – Bel modo di uccidere una ragazzina… – e sbuffando si arrende a quella triste visione.
Nonostante la sua resistenza, però, presto comincia ad appassionarsi alle disavventure di quel bizzarro protagonista, basso con i piedi sproporzionati e un buffo cappello a bombetta. Quando poi, durante il monotono lavoro di avvitamento dei bulloni, perde il ritmo e finisce negli ingranaggi, Lisa si lascia andare ad una risata di quelle contagiose che tolgono il fiato. In quel momento, la tristezza dei suoi occhi lascia spazio a lacrime di gioia pura e semplice.
Allo scorrere dei titoli di coda, la Mietitrice si alza di scatto dal divano.
– È giunta l’ora! – sentenzia e voltandosi si dirige verso la porta d’uscita.
– Dove vai? – chiede Lisa.
– L’ora sta per compiersi e io non posso fare tardi.
– Ma io credevo fossi venuta per me; per dare sollievo alle mie sofferenze una volta per tutte!
– E così è stato – risponde severa la Mietitrice. – Sei riuscita a ridere davanti ad un film con la Morte seduta accanto a te – e sparendo nell’oscurità aggiunge: – Arrivederci, ragazzina.
Un brivido percorre tutto il corpo di Lisa. Chiude la porta e si appoggia esausta contro lo stipite. I suoi occhi guardano il vuoto per un po’ prima di riuscire a mettere a fuoco ciò che vedono. La custodia del dvd è ancora lì, sul tavolino di fronte al divano. Lisa ripensa alla scena del film che l’aveva divertita come non mai e scoppia a ridere ancora una volta.

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