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La lingua

di

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Mi vuole sempre tenere a freno.. non ne posso più di queste convenzioni sociali, sono una lingua e voglio dire tutto quello che mi pare. Ma la signorina no! Lei vuol sempre fare la persona “a modino”, non vuole che dica le parolacce, non vuole che mandi la gente a quel paese..

Mi vuole sempre tenere a freno.. non ne posso più di queste convenzioni sociali, sono una lingua e voglio dire tutto quello che mi pare. Ma la signorina no! Lei vuol sempre fare la persona “a modino”, non vuole che dica le parolacce, non vuole che mandi la gente a quel paese..
Allora mi fa mordere dai denti per farmi star zitta. Fa un male terribile. Quegli stronzi dei denti, sono dei veri e propri venduti..
Quando era piccola, qualche soddisfazione me la sono tolta.. lei era una bambina e quando si arrabbiava, a volte, mi lasciava dare libero sfogo.. così andavo a cercare tutte le parolacce più zozze che ricordavo e le gettavo al di là del recinto dei denti.
Allora i grandi gridavano tutti allo scandalo e qualche volta arrivava anche qualche ceffone. Ma chi se ne fregava, mica arrivava a me, arrivava a quel suo bel faccino.. Però, dai oggi e dai domani, a furia di ceffoni e di romanzine, la signorina ha deciso di tutelare quel suo bel faccino e così mi sono state messe le briglie. Ogni volta che la signorina aveva paura che dicessi qualche parola di troppo, arrivavano i denti che me le davano di santa ragione: mi mordevano. Un male terribile che durava per un bel pezzo.
Quei denti erano dei veri e propri sicari che agivano agli ordini diretti del cervello; e non solo mi costringevano con le brutte a non dire quello che sentivo in animo, ma, sempre ubbidendo alle direttive del cervello, a dire anche delle cose di convenienza che assolutamente non pensavo.
Allora tutti i grandi sorridevano e facevano piccoli cenni di approvazione perché tutto ciò che avevo detto era in linea con le convenzioni sociali…
In questo modo eravamo arrivati fino alla settimana scorsa: lei si era trasformata in una signorina conformista e a modo e tutto quello che faceva e mi faceva dire veniva approvato da genitori, familiari, conoscenti e benpensanti tutti.
Ma la settimana scorsa finalmente è successo qualcosa che le ha proprio fatto perdere le staffe: lo ha trovato mentre baciava un’altra, una sgallettata.
Questa volta i denti non si sono proprio fatti vedere.. è stato il mio grande momento: sono andata a cercare tutte quelle parole relative al mondo suino per lui ed al mondo della prostituzione per la sgallettata, e ne ho dette tante, ma tante.. dopo ho dovuto pure farfugliare anche qualcosa sul tema “tutto è finito”, “non ti far più vedere”, “è tutta colpa tua” eccetera eccetera.
Ero proprio contenta di aver svolto egregiamente il mio lavoro e, francamente, mi aspettavo un po’ di riconoscenza da parte della signorina. Invece niente! È seguito un lungo periodo di inattività in cui ho dovuto solo rispondere per monosillabi alle domande che i genitori rivolgevano alla signorina.
Ho pensato che se la cosa fosse peggiorata, da questa situazione di inattività che mi faceva quasi sentire una pensionata anzi tempo, si sarebbe potuti arrivare ad uno stato di mutismo assoluto. Allora sì che sarebbero stati guai! A me piace parlare. Se devo scegliere tra non dire parolacce e il mutismo assoluto, scelgo sicuramente il non dire parolacce perché il mutismo significa la morte civile.
Per fortuna le cose sono migliorate. Ieri, lui, con la coda tra le gambe, si è ripresentato e la signorina ha voluto fare la sostenuta per un po’, ma non troppo. Così ho parlato poco e anche con una sfumatura ed un tono un po’ sprezzante, ma poi è arrivato uno di quei momenti magici che a me piacciono tanto: il momento del bacio.
Collaborare per la risuscita di un bacio è una cosa che mi piace moltissimo, mi piace anche più che parlare. Così, ieri, non ho parlato più, ma mi sono divertita moltissimo lo stesso.

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