Di amore e ostinazione

di

Data

Chi ama non può tacere, non ci riesce. L’amore sa essere ostinato quasi quanto la scrittura. È questo ciò che ci insegna la storia tra Ingeborg Bachmann e Paul Celan

L’amore è un’avventura ostinata” scrive Alain Badiou nel suo “Eloge de l’amour”. La sua forza, in fondo, è tutta lì: nel riuscire a radicarsi nelle nostre vite in modo quasi impercettibile, per poi insidiarsi in ogni spazio dell’azione umana. E in un attimo le nostre esistenze sono segnate e plasmate da amori non corrisposti, da dolori silenziosi o da relazioni felici. Difficile vedere il limite tra serenità e dannazione quando una storia d’amore ci accompagna per tutta la vita, a volte prendendosi delle lunghe pause, dei silenzi dai quali stentiamo a riprenderci. Per poi cadere di nuovo nei discorsi, nelle parole dette e scritte, nei sentimenti ostentati e dichiarati. Chi ama non può tacere, non ci riesce. L’amore sa essere ostinato quasi quanto la scrittura.

 

 

È questo ciò che ci insegna la storia tra Ingeborg Bachmann e Paul Celan:  una storia fatta di lettere, di messaggi di comprensione e di delusione, di addii e riavvicinamenti, di dolori e passioni durati quasi vent’anni. “Troviamo le parole. Lettere 1948-1973” pubblicato da Nottetempo edizioni è la testimonianza di un amore, della voglia di raccontarlo, sviscerarlo e renderlo reale attraverso le lettere e i vocaboli, che stanno lì, ammassati, nel tentativo illusorio di esprimere cose che probabilmente verranno fraintese, distorte, a volte neppure capite. Ma la scrittura è ostinata. E quello che vuole fare, così come l’amore, è riempire un vuoto: non basta cercarsi, amarsi. A volte neppure le parole giuste sono abbastanza. Ma quando Celan scrive alla sua Bachmann, tutto appare straordinariamente chiaro, almeno per noi, che a distanza stiamo a guardare. Cosa sarebbe stata la vita della scrittrice austriaca senza l’incontro con Celan? Come sarebbe stata la sua morte? Forse diversa da quella avvenuta il 25 settembre del 1973 a Roma. O forse uguale, visto che si trattò di una fatalità, di un incendio scatenato da una sigaretta. Celan si era suicidato tre anni prima, chiarendo una volta per tutte che il loro amore non era così forte da cancellare il dolore che lo lacerava dentro e che mai avrebbe smesso di perseguitarlo. Cosa sarebbe stato della loro vita se lui non si fosse sposato con la pittrice Gisele de Lestrange? Forse nulla sarebbe cambiato o forse ogni cosa sarebbe stata diversa. Sì l’amore è un’avventura ostinata, dice Badiou. Ma non sappiamo né come finirà né dove ci porterà.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'