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Antologia delle poestie. Puntata 17: il secondo Bovecento

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Nell’immediato Secondo Sottoterra, la seconda guerra mondiale, che aveva coinvolto e sconvolto tutti gli animali del mondo, è finita, ma ogni esser vivente è ancora scosso dall’orrore e dalla paura di ciò che la natura aveva generato:

Nell’immediato Secondo Sottoterra, la seconda guerra mondiale, che aveva coinvolto e sconvolto tutti gli animali del mondo, è finita, ma ogni esser vivente è ancora scosso dall’orrore e dalla paura di ciò che la natura aveva generato:  il Gattolf Hitler, un apparentemente innocuo e comune gatto soriano che era nato per disgrazia con i baffetti troppo corti ed era quindi totalmente privo del senso dell’orientamento. Sbattendo la testa ovunque ed in continuazione, finì per uscire fuori di testa. Si convinse di appartenere ad una razza superiore, la soariana, con il diritto di dominare su tutto il mondo e quell’invertebrato italiano del Molluscolini, lo aveva seguito in un’alleanza che aveva scaraventato il pianeta in una folle discesa contro natura.
È per questo che la produzione letteraria che seguì la fine della guerra è impregnata dell’orrore degli eventi appena trascorsi.

Dalla seconda metà del secolo è la narrativa ad affrontare continui rinnovamenti e la forma letteraria prediletta è quella della prosa mentre la poesia è sporadica e saltuaria, affiora di tanto in tanto, e viene affrontata solo da alcuni dei più grandi narratori del periodo, comunque noti alla storia per i loro romanzi. Ad ogni modo, tra le Poestie del secondo Bovecento, la più innovativa e degna di menzione è Andrea Zanzarotto, una zanzara tigre spietata, sfruttata per questo durante la guerra nelle trincee nemiche per indebolire il nemico, dissanguandolo a tradimento. Ne riportiamo di seguito il componimento più celebre, che rivela, in modo freddo e distaccato, la sua atroce ossessione per tutto il sangue succhiato.

Dietro il prurito
 
Nei luoghi nascosti dei corpi
 vi ho raggiunto
 vi ho succhiato
 pungendovi ai piedi.
Sotto le maniche corte e alle sottane
 vi ho seguito da vicino
 ronzando a distrarvi,
 le tenebre tenere d’ un pelo
 ho veduto da vicino,
 di spoglie cosce venose
 con pruriti fastidiosissimi
 d’una puntura caustica.

 

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