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“Brutta lo ero e tuttavia capace di creare bellezza”

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Moacyr Scliar, affabulatore effervescente e agile, ci ha lasciato in dono un serbatoio di storie capaci di generare altre storie. Arnesi sempre utili nel cassetto di ogni fabbricante d’intrecci.

Moacyr Scliar, come del resto altri grandi autori, ci ha lasciato in dono un serbatoio di storie capaci di generare altre storie. Arnesi sempre utili nel cassetto di ogni fabbricante d’intrecci.  Moacyr fin da bambino adorava ascoltare i racconti della sua comunità ebrea immigrata a Porto Alegre che si riuniva la sera per chiacchierare e narrare storie della terra d’origine, la Bessarabia.  La passione del racconto è profondamente radicata nella tradizione giudaica caratterizzata, secondo Moacyr, dalla venerazione del testo scritto: l’eredità degli ebrei, del resto, non sfoggia i vanti archeologici dei greci, dei romani, degli egiziani ma è tutta concentrata in quel Libro capace di condizionare i destini del nostro mondo. Moacyr, che si dichiarava un lettore letterario, e non religioso, della Bibbia, è incantato dalla sintesi e dalla precisione che caratterizzano i testi dell’Antico Testamento. Come scrittore considerava la Bibbia e il tasto cancella suoi grandi alleati e coadiutori. Tre romanzi di Moacyr Scliar, Manuale della passione solitaria, La donna che scrisse la Bibbia e I mercanti del Tempio prendono spunto da temi biblici e i primi due esprimono una gustosa satira della radice patriarcale che li attraversa. Tutte le opere giocano in maniera sottile con i temi sociali e di convivenza della recente attualità. Nell’evidente radice tragicomica delle storie Moacyr stesso riconosce la malinconica ironia che la sua comunità oppone alle contrarietà.

Sela, protagonista di Manuale della passione solitaria, Manual da paixão solitária, è il fratello di Onan, che tutti ricordano grazie all’insolita ribellione consistita nello spargere il seme al suolo. Sela è motivato a narrare la storia dal suo punto di vista, conflitti di parentela a parte, per lasciare traccia affermando la propria versione. La storia del patriarca Giuda, dei suoi tre figli Er, Onan e Sela, e della giovane e bella Tamar, che conobbe in senso ‘biblico’ tutti e tre, fa parte del Libro della Genesi. Tamar, vedova del maggiore dei tre, non potrà ereditare a meno che non dia alla luce un figlio concepito da un altro dei fratelli. Sarà il bambino, considerato come figlio del primogenito, a ereditare i beni di famiglia. Onan, consapevole di ciò, compie il dovere coniugale solo a metà.  Tamar, per conseguire l’obiettivo di diventare madre ed ereditare, smetterà il lutto e, avvolta in un velo che le copre il volto, si confonderà tra le prostitute sacre, conseguirà l’obiettivo di restare incinta e quello di ereditare dal suocero ormai vedovo e vittima dell’inganno.

La donna che scrisse la Bibbia (A mulher que escreveu a Bíblia) Una donna, aiutata da un ‘terapeuta di vite passate’, scopre di essere stata una delle settecento spose del re Salomone, la più brutta di tutte ma anche l’unica in grado di leggere e scrivere. Incantato da questa facoltà inusitata, Salomone la incarica di scrivere la storia dell’umanità e in particolare del popolo ebreo, impresa alla quale un collegio di scribi si dedica da tempo senza esito.

Minha vida tinha agora um sentido, um significado: feia, eu era, contudo, capaz de criar beleza. Não a falsa beleza que os espelhos enganosamente refletem, mas a verdadeira e duradoura beleza dos textos que eu escrevia, dia após dia, semana após semana – como se estivesse num estado de permanente e deliciosa embriaguez.

La mia vita aveva adesso un senso, un significato: brutta lo ero e tuttavia capace di creare bellezza. Non la falsa bellezza che gli specchi ingannevolmente riflettono ma la vera e duratura bellezza dei testi che scrivevo, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, come se fossi in stato di permanente e deliziosa ebbrezza.

I mercanti del Tempio, Os vendilhões do templo, narra l’episodio del Vangelo di San Matteo e delle sue ripercussioni in varie epoche della storia.  La prima parte del libro ripercorre la parabola ed è ambientata nella Gerusalemme dell’epoca di Cristo. La vicenda è narrata dal punto di vista di un recente venditore, ex contadino fallito, il quale abbandona le campagne per individuare nel commercio nel Tempio il trampolino di lancio verso un mirabolante futuro.

Moacyr Scliar, nato nella città di Porto Alegre Rio Grande Do Sul nel 1937 e morto nel 2011, è uno dei più importanti e prolifici scrittori della letteratura brasiliana contemporanea. La sua opera si estende a una quantità di generi, infantile, racconto, cronaca e giornalismo pur praticando la sua professione di medico per tutta la vita.

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