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Ciao TU, non ti chiamo per nome perché, in effetti, tu un nome ancora non ce l’hai. Non so neanche se sei maschio o femmina, è ancora presto. Non voglio farmi sconti e non voglio farli neanche a te. Sei entrato a gamba tesa nella mia vita, non mi hai chiesto il permesso e ora io non lo chiederò a te.

Ciao TU, non ti chiamo per nome perché, in effetti, tu un nome ancora non ce l’hai. Non so neanche se sei maschio o femmina, è ancora presto. Non voglio farmi sconti e non voglio farli neanche a te. Sei entrato a gamba tesa nella mia vita, non mi hai chiesto il permesso e ora io non lo chiederò a te. Ti avverto che non sarò tenera, ti spiegherò tutto perché è giusto che tu sappia tutto. Voglio che il nostro rapporto sia sincero. Sabato scorso, quando ho saputo di te, ho chiuso la porta del bagno a chiave e ho pianto. Non ero pronta, non sono pronta. Dicono che le donne hanno l’istinto della maternità. Stronzate, non credere ai luoghi comuni. Voglio dire che ognuno vive le cose a modo suo. Chi mi conosce da poco pensa che sono razionale, che ho tutto sotto controllo. Mbè se è così diffida di quelli normali, sono i peggiori, hanno iniettato nelle vene il grido di ribellione ma non lo fanno vedere e allora devi sperare che non succeda mai che esplodano, perché, se lo fanno, diventano pericolosi. Ecco, io sono così, una bomba a orologeria con l’orologio inceppato. Ma torniamo a noi, non so chi è tuo padre e questo è un bel problema. Convivo da cinque anni con Lui. È più grande di me di dieci anni e forse è per questo che è più assennato. No, non è vero, ti ho detto una bugia. È più assennato semplicemente perché è fatto così. Hai visto come sono stata brava? Ho resistito al tentativo di sminuire lui ai tuoi occhi, per salvare me dal tuo giudizio. Facciamo l’amore una volta alla settimana, solitamente nel weekend, e quando è stressato una volta al mese. Il nostro è un amore solido, di quelli che possono durare una vita senza grossi scossoni, di quelli che possono finire con uno schiocco di dita se la tempesta ti travolge. Perché vedi, la tempesta ti brucia dentro, è acqua trasformata in fiamme e il fuoco brucia. Io rientro tra quelli che hanno un incendio a un palmo di distanza dal cuore e non lo spengono, non sanno come si fa, e non fuggono neanche, semplicemente hanno imparato a rimanere a un palmo di distanza. Sono scappata di casa a diciotto anni, volevo conoscere il mondo e, a modo mio, l’ho conosciuto. Ma non sono andata molto lontano. Sono finita in un centro di recupero per tossici dopo una overdose. Inizi a capire in che pasticcio sei finito, TU? Ora non mi buco più ma mi faccio le canne. Di nascosto di Lui, non capirebbe, io invece sono per la liberalizzazione e fanculo la morale. Ho parlato con il medico e mi ha detto che sarebbe meglio evitare in gravidanza ma io non ci riesco. Una canna al giorno non dovrebbe farti male e magari ti piace pure, chissà.
Poi, sei mesi fa, è successo che a una cena il calore della fiamma ha bucato la distanza e ho iniziato a bruciare. Così, con L’altro, siamo finiti a letto fin dalla prima sera. Il suo sguardo mi ha stregata, le sue parole erano piene di fascino, ma sarei falsa se ti dicessi che non ho resistito alle parole. Non ho resistito alla pulsione. Siamo animali fatti di carne e se siamo fatti della stessa pelle sentiamo il bisogno di strapparcela e poi creiamo castelli incantati con principi, principesse, fatine e paggetti per giustificare le nostre azioni. Non cadere nella trappola di questo mondo perverso. Scappa dall’ipocrisia. Non siamo tutti buoni e bravi. Siamo noi. Con L’altro ci sentiamo due o tre volte alla settimana e, quando ci vediamo, ci saltiamo addosso pieni di passione, ma non ho mai pensato di lasciare Lui. Non ne ho sentito l’urgenza, almeno fino a quando non ho scoperto che ci sei pure TU. Non cercherò di convincerti della bontà delle mie azioni, quindi pensa quello che vuoi, sei libero. Mentre ti scrivo, mi sta venendo voglia di una mela, la prenderò in prestito dalla fruttivendola sotto casa. Mi piace rubacchiare. Sono diventata cleptomane dopo essere uscita dalla tossicodipendenza. È il male minore, non ti pare? Sono pure finita in carcere per un paio di calze prese al supermercato. Il lato positivo di questo mio hobby è che ti farò tanti regali. Credo di averti detto tutto, o quasi. TU, non sarà facile vivere con me, però vivrai perché ho deciso così. Questa è l’unica scelta che ti impongo. Nascerai, poi, io non sceglierò mai più per te. Non lo trovo giusto. Non lo so fare. E ho deciso un’altra cosa, una scelta che riguarda me, ma è giusto comunicartela. Questa mattina ho lasciato Lui, ho dovuto fare in fretta, tra qualche settimana inizierai a essere visibile, penserebbe che sei suo e io non voglio dare spiegazioni. Domani dirò a L’altro di non farsi più sentire. Voglio stare sola, insomma sola con te. Ti devo ringraziare, perché da quando sei arrivato mi sento forte. Il sole non è più un pugno al cuore ma un raggio lieve che brilla nei miei occhi. Mi chiedo cosa deciderai di fare quando sarai in grado di comprendere. Sceglierai TU se conoscere Lui e L’altro. Ti lascio una bella responsabilità, mi rendo conto. Se vorrai conoscerli, capirai chi è tuo padre, ne sono certa. Siamo animali nella giungla, fiutiamo i nostri simili perché abbiamo un istinto di appartenenza, non farti contaminare. Scalcia, corri libero e combatti la paura. Abbi il coraggio di scegliere, scegli anche di sbagliare, vivi.

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