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Caro Babbo Natale, dobbiamo parlare

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Caro Babbo Natale, questa lettera ha lo scopo di chiarire questo nostro rapporto che sembra non funzionare da molti anni ormai.

Caro Babbo Natale,

questa lettera ha lo scopo di chiarire questo nostro rapporto che sembra non funzionare da molti anni ormai. Sono sempre la stessa bambina che conosci bene, solo con molti anni in più, e adesso ho deciso di prendere in mano la situazione e fare finalmente chiarezza con te.
Non mi hai mai portato le cose che desideravo e chiedevo. In pochi anni sei riuscito a deludere ogni mia aspettativa.
Le prime volte che non arrivava il regalo chiesto pensai fosse colpa dei folletti, ma di anno in anno e di delusione in delusione è cresciuta la convinzione che tu fossi solo un vecchio stronzo.
Ma ho deciso di non dartela vinta quindi, dopo tanti anni ho ripreso carta e penna e ho deciso di scriverti una lettera per Natale.
Questa volta non voglio un regalo qualsiasi, voglio che tu venga a casa mia, e che mi dica perché sei stato così stronzo con me.
Voglio che tu mi spieghi, guardandomi negli occhi, cosa cazzo ti passava per la testa ogni volta che leggevi le mie letterine di bambina.
Voglio dirti in faccia quanto siano stati duri tutti quei Natali passati a desiderare un gioco e a trovarmi di fronte a qualcosa che non avevo chiesto.
Quindi Babbo Natale vedi di salire su quella cazzo di slitta e venire qui da me che dobbiamo parlare.

Cara Giulia,

leggo con dispiacere quanto sopra, io sarò anche un vecchio stronzo, ma tu non mi hai mai reso il Natale facile.
Cominciamo con la lettera che mi mandasti quando avevi 5 anni, la prima che mi hai mai scritto. Mi chiedesti un mitra per uccidere Pinuccio, il ragazzino che si divertiva a tirarti i capelli. Se ricordi bene ti mandai un cappellino rosso e blu, con un pupazzo di neve sorridente disegnato sopra. Pensai che indossandolo avresti potuto nascondere i capelli ed evitare così che Pinuccio te li tirasse.
A 6 anni mi chiedesti un vero unicorno azzurro e ti regalai un peluche di unicorno azzurro, che scagliasti nel camino subito dopo aver aperto il pacco, intossicando con i fumi tutti i parenti invitati al cenone di Natale.
A 7 anni ti eri innamorata di Enzo, il figlio della signora che vi abitava di fronte e mi scrivesti una lettera piena di cuoricini in cui chiedevi solo che lui si innamorasse di te.
Cara Giulia, io sono Babbo Natale e non la maga Circe. Ti regalai una barbie ed un ken che di solito piacciono a tutti, ma non piacquero a te.
A 8 anni volevi diventare veterinaria e mi chiedesti un cucciolo di cane.
La tua letterina giunse insieme a quella di tua madre che mi vietava severamente di portare qualsiasi tipo di animale in casa. Ti regalai un cagnolino di legno con le ruote al posto delle zampe, così da poterlo portare a spasso.
Ti arrabbiasti tanto con me e lanciasti il regalo in fondo alla stanza, colpendo e rompendo il vaso di ceramica blu, a cui la nonna era tanto affezionata. Per la cronaca, quel cane di legno giace ancora, integro, nella soffitta di tua nonna.
A 9 anni non mi scrivesti nessuna letterina, perché nonno Gino morì pochi giorni prima di Natale.
Ti feci lo stesso un regalo, ti portai un caleidoscopio perché potessi, guardandoci dentro, recuperare la forma e il colore che quella morte improvvisa sembrava ti avesse portato via. Nessuno ti disse mai che quel caleidoscopio, lo stesso che conservi ancora sul comodino perché ti ricorda il nonno, fui io a regalartelo.
A 10 anni volevi il motorino come tuo fratello Enrico, cito dalla tua letterina: “per sfrecciare veloce e fregare quella cicciona di Martina che tutte le mattine arriva prima di me a scuola e scrive sulla lavagna -Giulia scema-. Così se arrivo prima io posso scrivere – Martina brutta cicciona – sulla lavagna”.
Giulia, a 10 anni nessuno può guidare un motorino, quindi ti portai una bicicletta, e devi ammettere che un po’ ti piacque, anche se pochi giorni dopo per sfrecciare a scuola e scrivere -Martina brutta cicciona- sulla lavagna, cadesti e ti rompesti un braccio.
A 11 anni nacque Marisa, tua sorella, e mi scrivesti una lettera piena di rancore e lamentele perché quella neonata si agitava, sbavava e piangeva sempre. Odiavi quel fracasso continuo, facevi di tutto per evitare quella cosa rumorosa che si ostinava a sorridere solo a te, nonostante le tirate di capelli, i pizzichi e le boccacce che le facevi di nascosto. Ricordo che mi chiedesti una corda resistente, della colla per incollarle il ciuccio alla bocca. Ti regalai allora un bambolotto biondo come tua sorella, per aiutarti a capire i neonati, ma non servì a nulla. Legasti il bambolotto alla sedia della cucina e gli incollasti il ciuccio alla bocca, meritandoti una serie di sedute dallo psicologo, dato che i tuoi genitori si preoccuparono per il tuo atteggiamento aggressivo.
Dai 12 anni non ricevetti più lettere dato che Olga, tua cugina, ti disse che non esistevo e adesso dopo 28 anni ritrovo questa lettera sulla scrivania.

Adesso hai 40 anni e mi scrivi vecchio stronzo?
Giulia, aprimi la porta che dovrei già essere sotto casa tua con in ordine:
– un mitra, modello AK-47, con il quale dovrai uccidere Pinuccio, che nel frattempo è diventato Pina, una famosa transessuale e che a causa dei medicinali per la transizione ha perso tutti i capelli.
– un unicorno azzurro (e non sai quello che ho dovuto fare per averlo), dal nome Crispino, che si ciba solamente di carote rosa e foraggio arcobaleno. Non so dove si possano trovare, prova a vedere su Amazon.
– Enzo. Te lo ricordi il bambino silenzioso e riccio che ti piaceva tanto? Ecco, è qui sotto, ma ti segnalo che è cambiato parecchio fisicamente. Ha due divorzi alle spalle, 3 figli e vive ancora con la madre. L’ho ho dovuto pregare di venire con me e vedi ora se non ti piace più che succede.
– un cucciolo di cane, un maremmano per l’esattezza ( nella tua letterina non hai specificato quale cane volessi). Abbaia alle mosche, non è educato e sopratutto non è indicato per vivere in un appartamento come il tuo.
– un motorino che mi è costato un occhio della testa. Un ‘Ciao’ per l’esattezza. Un classico degli anni novanta, con quel bel sellino spacca chiappe. Ti ricordo che il Ciao va a miscela, che non si vende più nei distributori, ma su internet troverai dei meravigliosi tutorial che ti insegneranno come fare la miscela in casa.
-una corda e della colla resistente per tua sorella Marisa che ora ha 29 anni, un marito, una casa con il giardino ed un ottimo posto di lavoro. Tutte cose che tu non hai.
Chi è lo stronzo adesso?

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