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Fuori l’autrice!

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Pelo Telephone, registrato il 27 novembre 1916, è il samba indicato come fondatore del genere musicale di cui il Brasile festeggia il centenario

Il samba, pur centenario, non si rassegna alla sua vera età. Infatti, quel 27 novembre 1916, giorno in cui la biblioteca nazionale lo registra come genere musicale insieme al disco Pelo Telephone, non è il primo della sua storia movimentata. Da dove viene, quale energia lo materializza? Si manifesta, corpo e anima, durante improvvisazioni spontanee e collettive, riunioni in cui uomini e donne, seduti attorno a un tavolo, alternano strofe, inseguendo l’emozione del momento, sfidandosi a turno con incisi e a solo musicali, fino a confondere le loro musiche in una.

Primeiro samba pelo telefone

Sono feste segrete nelle comunità di ex schiavi che, liberati di recente, sono a Rio de Janeiro in cerca di occupazione. Amici anonimi e dilettanti che, oltre a suonare, spartiscono piatti profumati, rituali religiosi del candomblé, suggestioni, danze, immagini, nostalgie. E’ così che la nuova cadenza nasce, in una simbiosi di ritmi e di emozioni. Il nome di samba, in questa epoca, identifica sia il genere musicale, sia le riunioni in cui il ritmo si esegue, sia le sfilate musicali che possono durare anche due o tre giorni consecutivi. Il samba è, insomma, un modo di vivere, uno spirito comune. Una delle case in cui ci si riunisce più volentieri è quella di Hilária Batista de Almeida, detta Tia Ciata, punto di riferimento prediletto dai migliori musicisti come Pixinguinha, Sinhô, Donga, João da Baiana, Mauro de Almeida, e dal pittore Heitor dos Prazeres, che lì si sono conosciuti. E il  samba diventa presto anche fenomenale creatore di nuove professioni tra cui quella, invidiabile, di cronista carnevalesco. Uno di questi giornalisti, Vagalume, pseudonimo di Francisco Guimarães, con il suo libro Na roda do samba racconta le tradizioni e l’arte della propria gente di origine africana e sottolinea quanto la nascita del samba debba alle donne che partecipano alla composizione e alla fondazione dei primi Ranchos de Samba, sfilate carnevalesche. Sono molte le padrone di casa famose come abili sambiste e organizzatrici, pur impegnate a mantenere la famiglia con il loro lavoro di domestiche e cuoche.

Vagalume ci parla, in particolare, di una straordinaria animatrice culturale, Tia Ciata. La casa di Tia Ciata, nella rua Visconde de Itaúna 117, è il centro del quartiere ribattezzato Piccola Africa.  Tia Ciata lavora senza sosta per arrotondare il bilancio, non fa che cucinare e vendere dolci in strada, eccetto che in alcuni giorni speciali: nei giorni di candomblé, perché Tia Ciata presiede ai riti,  nei giorni di samba, perché partecipa alla roda, e  nei giorni di carnevale, perché Ciata dimentica ogni altra cosa per  organizzare la sfilata che prende il via dalla sua stessa casa.  Sambista dal passo lieve e agile, la sua grazia e bellezza non passano mai inosservate quando balla nelle feste e nelle sfilate di carnevale. E’ eccelsa nel miudinho, di cui ha tramandato i passi danzati a piedi uniti. In questi giorni dedicati alla festa, Ciata accantona il ruolo di ballerina solo per sedersi attorno al tavolo dove si suona, si compongono ritornelli e s’improvvisano variazioni.  Gli appuntamenti a casa di Tia Ciata sono un punto di riferimento per i musicisti più abili e lì il samba è una contaminazione musicale in cui il ritmo incontra la musica colta europea.

Carnaval nos arcos da Lapa

Ed è proprio a casa di Tia Ciata che viene composto il samba Pelo Telephone, poi inciso su  disco il 27 novembre 1916. Pelo Telephone, nel carnavale 1917 ottiene un tale successo da trasformare la sua data di registrazione in atto di nascita ufficiale del samba negli annali della biblioteca nazionale. È il primo samba a uscire dai quartieri popolari per sedurre una Rio de Janeiro, capitale del Brasile coloniale e post-schiavista, che s’ispira ai modelli urbanistici e culturali europei e nutre l’ambizione di somigliare a Parigi.

Donga, compositore che nel novembre 1916 ha registrato a suo nome Pelo Telephone

I primi samba sono difficili da fissare sul pentagramma perché hanno forma variabile e ricca di improvvisazioni e, in quanto opere  collettive, la loro attribuzione è assai complessa. Quando lo spartito di Pelo Telephone viene associato al nome di due singoli autori, Ernesto Dos Santos, detto Donga, e di Mauro de Almeida, si scatenano subito polemiche e contestazioni che esplodono in modo ancor più acceso quando nel carnevale 1917 la canzone ottiene grande successo commerciale.  Si sparge la voce che la sua diffusione abbia reso molto denaro e mentre da un lato Donga, risentito, si rifiuta di rispondere alle accuse, d’altro canto spuntano molti opportunisti a registrare la stessa melodia usando titoli diversi.  Tia Ciata, additata come una delle autentiche autrici di Pelo Telefone sebbene non ne abbia rivendicato i diritti, non si rassegnerà mai alla assegnazione  a Donga dei diritti dell’opera creata nella sua abitazione.

Il 27 novembre 1996 è il primo giorno in cui il samba conquista la scena, inizia a vagabondare da protagonista e, fiero di incamminarsi da solo, esce dal calore affettuoso e amniotico dove è germogliato. E il samba, musica popolare, appena fuori dal cerchio magico degli affetti, diventa territorio maschile e le donne, al contrario, dovranno faticare a lungo per affermarsi come autrici, per legare a un brano il proprio nome e cognome.

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Acreditar, di Dona Ivone Lara, eseguito insieme a Nilze Carvalho. Dona Ivone è la prima autrice di motivi eseguiti durante le sfilate di scuola di samba.

Il samba, ormai adulto, sa da dove viene, conosce la sua identità. E dove va? Il samba, quello di buon sangue, avventuroso e sincopatissimo, evita di imboccare strade ovvie e banali e, per non smarrirsi nelle smanie commerciali, torna sempre alla sua anima popolare, all’energia comune che l’ha nutrito, al ‘terreiro’ da cui proviene e in cui le sue note trovano risposta e suonano davvero giuste. E le donne, che non hanno mai smesso di sedersi attorno al tavolo della roda de samba, di unirsi alla sua anima corale per comporre musica insieme agli uomini, hanno affermato la loro identità di autrici, e oggi i riconoscimenti sono sempre più frequenti per molte apprezzate autrici. Cento di questi giorni, Tia Ciata.

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Il recente Shimbalaie, motivo firmato da Maria Gadù.

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