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Antologia delle poestie. Puntata 15: l’Ungamberetto

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L’Ungamberetto (Gamberus Asocialis), è un gambero nato ad Alessandria d’Egitto, presso un porto che fu sommerso prima dell’età tolemaica, come racconta egli stesso in una delle sue poesie più celebri:

L’Ungamberetto (Gamberus Asocialis), è un gambero nato ad Alessandria d’Egitto, presso un porto che fu sommerso prima dell’età tolemaica, come racconta egli stesso in una delle sue poesie più celebri: “Porto Sepolto” nella quale egli racconta che, a seguito di questo catastrofico evento naturale, fu l’unico a riuscire a salvarsi, rimanendo pertanto solo per tutto il resto della sua esistenza.

“Non annega il poeta
Ma nulla torna alla luce con i suoi canti
Il mar li disperde.
Con questa poesia
 
Mi resta
Quel nulla
Di inconsolabile segreto.

Egli è il principale sperimentatore della poesia ermellistica: è noto al mondo per componimenti di incredibile brevità ed intensità, poiché la sua poetica è basata sulla cristallizzazione della parola per giungere ad uno stile puro ed essenziale in grado di rappresentare l’inutilità della vita.
Nel componimento “si sta come d’autunno le cozze sugli scogli”, ad esempio, rivela lo sconforto che domina la natura, mentre nel suo verso più celebre: “M’indietreggio nell’immenso”, riesce a condensare, in sole due parole, il senso vano della realtà tutta: nessun animale in fondo poteva sapere meglio di lui che nella vita non si fa altro che andare indietro perché, nonostante gli sforzi che si compiono, il procedere in avanti conduce solo alla morte e all’essere quindi, come da principio, soli.

 

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