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“Adesso ti alzi e mi segui nel boschetto, capito? Devi fare quello che dico, altrimenti ti faccio mangiare tutta la pappetta, la vuoi la pappetta? Te la becchi tutta, capito?”

“Adesso ti alzi e mi segui nel boschetto, capito? Devi fare quello che dico, altrimenti ti faccio mangiare tutta la pappetta, la vuoi la pappetta? Te la becchi tutta, capito?”
Io odio essere una scout. E non è solo perché sono stanca di ridere quando la gente mi chiede se mi pulisco il culo con le foglie dopo aver cagato, sono proprio gli scout ad essere delle merde. E Lucrezia è la più merda di tutte.
“Sarò io a farti il Totem” mi dice” Siccome io sono al terzo anno e tu al secondo, devo sottoporti ad una prova di coraggio per vedere se sei diventata una scout responsabile, se fai qualcosa che non mi piace ti faccio mangiare la pappetta. Capito? “
E’ da quindici giorni che quelli del terzo e del quarto anno mettono tutti gli avanzi del pranzo nel pentolone della pappetta e lasciano macerare. I capi non vogliono che ci si sputi o ci si faccia la pipì dentro ma Fulvio dice che lo ha fatto di nascosto. Ci ha messo dentro anche tre peli del pisello.
Ci sono Fulvio, Michele e gli altri maschi grandi, mi puntano la torcia contro, cosa ci fanno tra gli alberi?
“Michi, cucciolo, gli metti la benda? Non deve vedere niente, capito?” Michele si fa avanti con uno straccio.  Ubbidisce ma non si diverte, lo fa solo perché Lucrezia la merdosa è la prima nella lista delle pisellabili e non si può contraddire. Non la contraddice mai. Neanche quando all’ inizio del campeggio stavamo cantando Leggero di Ligabue e lui suonava la chitarra, mi guardava, rideva e io cercavo di cantare più forte anche se non avevo più fiato. E’ arrivata Lucrezia e gli ha detto “Ma che ci provi con lei? Ha un corpo da cesso a pedali. Non mi fare questi scherzi, capito?”
Mi fanno girare, mi sballottano da qualche parte. Qualcuno mi spalma la pappetta sui capelli. Io odio gli scout, sono proprio delle merde. Un pezzo di frutta o qualcosa del genere mi scivola sulla fronte, puzza di scoreggia di cane.
“Ora spogliati.”
“Oh ma sei ritardata? Le capisci le cose? Levarsi il maglione non significa spogliarsi, via la camicia.”
Parte il coro dei maschi: “VIA LA CAMICIA-VIA LA CAMICIA-VIA LA CAMICIA EEEEE OLEEEEEEEEEE”
Cazzo, mi si vede la pancia, Michele mi sta vedendo la pancia.  Non devo piangere sennò è peggio, quella troia di Lucrezia non mi deve vedere così o è finita. Non devo singhiozzare. “REG-GI-SE-NO REG-GI-SE-NO  REG-GI-SE-NO”  battono pure le mani a tempo quelle scimmie maledette. Lo fa pure Michele.
“Li senti? Forza fallo e non rompere. Tanto sei piatta, non ce le hai le tette, cesso a pedali. Non capiranno manco dove hai i capezzoli col buio”
“No? Ma come no? Non hai capito che non hai scelta?”
No. Non le voglio levare le braccia da davanti la pancia.
Sento la pappetta colarmi sul petto e i rigatoni rancidi del pranzo di martedì infilarsi tra i rotolini di ciccia, siete tutti delle merde.
“Vabbè allora lo faccio io.” EEEEEE OLEEEEEEEEEE. L’unica è buttarsi a terra, rannicchiarsi e coprire le tette con le ginocchia. Smettetela di ridere, vi prego smettetela.
Qualcuno inizia a dire basta. Basta Lù, leva la benda, non lo senti che frigna? Facciamola finita. Questa va a spifferare tutto in giro. Sono nuda, accovacciata dietro un telo cerato appeso tra due alberi. I maschi non mi vedono. I maschi non mi hanno vista. La troia sì però, se la ride.
“Vedi che sei ritardata? Ti pare che ti facevo spogliare di fronte ai ragazzi? I capi mi avrebbero uccisa. Glielo dicevo io quando fare casino. Comunque fai bene a vergognarti, col fisico che ti ritrovi non rimorchierai mai nessuno. Ne parlavo con  Michele prima, quando gli ho fatto una sega in tenda.”
“Sei una merda!”
Sto urlando forte, fortissimo.
“Sei una merda Lucrezia, devi morire! Mangiala tu  questa! Mangiala tu”
“Oh ma che cazzo fai? Smettila di lanciarmi la pappetta”
I maschi alzano il telo e iniziano a urlare eccitati. Sono nuda ma non mi interessa.
Ti odio, Lucrezia, te la faccio pagare.
Fulvio si avvicina con il cellulare in mano: “Rissa fra donne signori! Rissa fra donne! Oserei dire la Bella contro la Bestia”.
Io odio gli scout e tutti quei fottuti ideali che non c’entrano un cazzo con la realtà delle cose. Ti fanno pregare per l’amicizia e l’ accettazione dell’ altro ma se sei diverso ti isolano. Ti lanciano il cibo marcio. Ti umiliano.
“E’ Fulvio Emiliani che vi parla, il vostro commentatore preferito.  La bella ha la meglio sulla bestia! Le sta sopra, le tira i capelli”
Non respiro più. Non respiro più. Levami le mani di dosso. Non respiro.
“Oh!! La bestia ha strappato la camicetta all’ avversaria, sono volati tutti i distintivi. La cosa si fa piccante.”
Sento Michele: “Forza Lulù annientala! Falle male, falle male!”
Eh no tesoro ora Lulù crepa.
“Lucrezia è in difficoltà, il peso piuma Fratini Michele entra nel ring e difende la nostra beniamina a suon di calci.”
Colpiscimi pure, io non provo più un cazzo. Solo odio, io vi odio.
“la bruttona, resiste, prende qualcosa da terra. Prende… ALICE! Cosa hai fatto?”
Il sangue della gola di Lucrezia mi zampilla in faccia e mi riscalda il corpo mentre estraggo la spilletta con il crocefisso dalla sua carotide. Rido.

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