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Il pacco

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Finalmente il pacco è arrivato, ci ha messo due mesi ma alla fine è arrivato. E del resto l’imbalsamatura è una tecnica lenta che richiede tempo e pazienza. Ma ora è arrivato.

Finalmente il pacco è arrivato, ci ha messo due mesi ma alla fine è arrivato. E del resto l’imbalsamatura è una tecnica lenta che richiede tempo e pazienza. Ma ora è arrivato. E Anna, mia moglie, è di nuovo qui, tra queste mura, proprio come quel giorno prima che uscisse di casa e si rompesse l’osso del collo in quel tremendo incidente. Quando ho aperto la scatola però ci ho trovato la donna sbagliata. “Non te ne va dritta una” ho pensato. “Non solo hai speso un capitale per pagare il migliore imbalsamatore di Populonia, ma ora ti tocca anche rimandare indietro la merce”. Poi ho guardato meglio quello che mi avevano spedito: la tipa aveva una cascata di capelli biondo naturale che le arrivavano fino alle spalle, leggermente arricciati sulle punte ed un paio di occhi verdi dalle ciglia lunghissime. Anche la bocca era carnosa e ben disegnata. Allora l’ho tirata fuori dal pacco e l’ho messa seduta: i seni sodi sporgevano dalla scollatura sotto il vestito attillato e le gambe lunghe ed affusolate, leggermente incrociate terminavano in un paio di piedini da fata. “Forse non ti è andata poi così male” mi sono detto “perché diciamo la verità Anna era una donna in gamba, intelligente, una con cui potevi parlare di tutto, ma cavolo certe volte con quei quattro peli in testa e l’occhio leggermente strabico facevi quasi fatica a guardarla. E negli ultimi anni era ingrassata parecchio tanto che a volte a letto ti toccava pensare ad un’altra per non fare brutta figura. Quella smania poi che le era presa l’ultimo anno: se mi dovesse succedere qualcosa amore, ti prego fammi imbalsamare perché io voglio restare sempre con te, qui in questa casa, anche dopo la morte. Io pensavo che scherzasse ed invece era andata dal notaio a mettere tutto per scritto. “Ho riguardato meglio la tipa: il vestito a scacchi, bianchi e neri fa pendant col tappeto di sala, davanti al divano dove Anna guardava a serate intere quei film noiosissimi in bianco e nero degli anni ’50. “Sai che ti dico” mi sono detto “io mi tengo questa”. Ed ho ridacchiato pensando a quel povero Cristo che si è trovata Anna nel pacco.

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