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Senza via di fuga

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Houdini morì la notte di Halloween del 1926: come per una strana ironia della sorte, proprio lui che non credeva in una vita nell’aldilà, decise di abbandonare il mondo nell’unica notte in cui i vivi e i morti possono incontrarsi.

Houdini morì la notte di Halloween del 1926: come per una strana ironia della sorte, proprio lui che non credeva in una vita nell’aldilà, decise di abbandonare il mondo nell’unica notte in cui i vivi e i morti possono incontrarsi.

Bastarono tre settimane per convincere Beatrice Rahner che Harry Houdini fosse l’uomo per lei; tre settimane nelle quali Harry, l’illusionista, l’uomo capace di incantare il pubblico con i giochi di carte, riuscì ad ammaliare il cuore di questa 18enne, strappandola alle attenzioni di suo fratello minore. Si sposarono il 22 giugno del 1894 e non si separarono mai più. Proprio lui, Harry, che di lì a pochi anni diventerà famoso come il grande Houdini, l’uomo capace di fuggire da ogni luogo e da ogni cosa, rimase accanto alla stessa donna per tutta la vita. Lei gli faceva da assistente, mentre lui cercava di liberarsi da catene, corde e lucchetti, dentro vasche ricolme d’acqua, oppresso da camicie di forza che gli comprimevano il cuore, fino a togliergli il fiato. Di fiato non ce n’era più in quasi tutto il mondo: qualcosa di nuovo e terribile stava per accadere, se ne avvertiva il rumore ancor prima del suo arrivo, ogni cosa era in fermento. Un fermento mai conosciuto prima, un miscuglio di paura, eccitazione e incoscienza che spingeva gli uomini a rifiutare il corpo e le sue certezze. Il mondo appariva ora come una serie interminabile di inquietanti convergenze, avvertiva Boutroux: inspiegabili attraverso la lente delle scientismo. E il corpo era il primo a pagarne le conseguenze: era ormai un appiglio inutile, che poteva essere legato, imprigionato o ammanettato. Ma la mente, quella, rusciva sempre a liberarsi, a superarlo, a dimenticarsi di ogni oppressione e di ogni dolore. E’ questa la vera magia che Houdini mostra al mondo: il corpo non conta nulla quando la mente è capace di liberarsene, è un pesante fardello del quale il mondo cerca di disfarsi in fretta e senza troppi rimpianti. Eppure proprio il grande mago, colui che aveva regalato a milioni di persone l’illusione che ci fosse qualcosa di più importante oltre la fisicità, durante gli anni ’20 cominciò a svelare a tutti i suoi segreti. In realtà quelle cha apparivano inspiegabili fughe erano solo il frutto di un esercizio fisico accuratamente studiato, di oggetti di scena adattati alle difficoltà, di abilità motorie. La magia era finita e il mondo non poteva far altro che risvegliarsi dal lungo sonno nel quale era caduto: il corpo era di nuovo lì  con tutta la sua ingombrante presenza. Houdini morì la notte di Halloween del 1926: come per una strana ironia della sorte, proprio lui che non credeva in una vita nell’aldilà, decise di abbandonare il mondo nell’unica notte in cui i vivi e i morti possono incontrarsi. Ma l’amore di Beatrice, ben più forte sia del corpo che della mente sopravvisse alla magia e alle sue illusioni. Houdini le rimase accanto tutta la vita, senza mai fuggire.

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