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Se è ancora vivo

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L’assegnazione di un premio particolarmente prestigioso a un cantautore invece che a un romanziere ha fatto nascere tante discussioni, che hanno a che fare soprattutto con le definizioni. E tutto questo riporta alla mente i ricordi di quando un ragazzino di quindici anni se ne fregava altamente.

Ma le canzoni di Bob Dylan sono letteratura oppure no? E il premio Nobel che gli è stato assegnato è uno scandalo? Altri lo meritavano di più? È il destino di tutti i premi scatenare polemiche? Tanti ne parlano, qualcuno si ricorda…

Era il 1976 e un ragazzino di quindici anni leggeva Baudelaire e Hemingway, Marquez e Rimbaud, di lì a poco avrebbe scritto poesie chiuso in una stanza con la sua amica Anna. Con i suoi primi soldi comprò i suoi primi due dischi, uno era Automobili con la musica di Dalla e le parole di Roberto Roversi, l’altro era Desire, l’ellepi di Dylan che contiene Hurricane, ancora poco e Loredana gli avrebbe fatto conoscere Paolo Conte e Dickens, Lou Reed e Foscolo, lui aveva deciso di non tagliare la barba perché sentiva che stava arrivando il momento del progressive rock. Lei leggeva ad alta voce García Lorca seduta sui gradini del colonnato di San Pietro. Anna ascoltava Leonard Cohen e lui traduceva Agatha Christie con Loredana. Qualcuno si era appena fatto un acido e sul giradischi adesso girava David Bowie. Inutile chiedere a quel ragazzino, se è ancora vivo, un’accettabile definizione di letteratura. Le definizioni sono per i morti.

Così il ragazzino di una volta si lascia andare e ascolta due Nobel mancati…

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