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Diario di guerra #6

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Ultimo incontro con l’11 settembre vissuto da Mimosa Martini e raccontato giorno per giorno nella corrispondenza con una amica immaginaria.

Venerdì 28 settembre

Non ci crederai Fatima, ma ti sto scrivendo dall’aeroporto di New York!
Sto partendo per Washington dove sono previste le prime grandi marce dei pacifisti. Dal pianto straziante si è passati alla rabbia feroce. Adesso qui si parla solo di guerra. E il rullo dei tamburi ha risvegliato i vecchi ragazzi di Berkeley. E i loro figli, anzi i nipoti. Da domani saranno tutti nella capitale federale. E ci sarò anch’io stasera, quando avrò terminato lo stillicidio di controlli, mi sarò tolta altre venti volte le scarpe per farne esaminare le spesse suole di gomma, il portatile e la sua batteria, le pinzette per le sopracciglia e le lamette usa e getta per depilarmi le ascelle.
Ma non è che un passaggio, l’ennesima tappa attraverso aeroporti e alberghi, attraverso il mondo. Mi ha chiamata il direttore: “Oramai da quelle parti è diventato noioso, non credi?”.
E io: “Bè, dipende dai punti di vista”. E lui: “ Molto meglio in Pakistan. E lì che ti voglio, e subito”.
Tempo di coprire le due grandi manifestazioni, domani e dopodomani, Fatima. Poi mi imbarco per Islamabad…..Ti scrivo da lì.
Un abbraccio, la tua amica Mimosa.

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