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Antologia delle poestie. Puntata 11: il Vespetismo

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Contemporaneamente al Decadenticismo in Europa si diffonde un’altra corrente artistico-letteraria, il Vespetismo. Così come una vespa cela nelle sue minute dimensioni una bellezza ed una perfezione che restano celate agli sguardi distratti del mondo,

Contemporaneamente al Decadenticismo in Europa si diffonde un’altra corrente artistico-letteraria, il Vespetismo.
Così come una vespa cela nelle sue minute dimensioni una bellezza ed una perfezione che restano celate agli sguardi distratti del mondo, così il Vespetismo crede che la forma esteriore delle cose prevalga sulla virtù, perché la verità resta nascosta ed è impossibile andare oltre le apparenze.
L’edonismo invita pertanto a godere la vita e tutti i suoi piaceri, ma lo fa in modo morboso, perché la vera bellezza è legata anche alla corruzione ed alla decadenza.
Il principale portavoce di questi principi è la Moscar Wilde (Insettus Omoscosessualis), un moscone di origini irlandesi, considerato immondo e tacciato di innaturalità poiché inutile ai fini della procreazione, non essendo attratto dalle femmine della sua specie. Per cercare di essere accettato dai suoi simili, non volendo più essere emarginato, Moscar Wilde impiegò la sua arte letteraria per cercare di sottrarre le mosche dal giudizio di bestie sporche, causato della loro morbosa ma involontaria attrazione per i rifiuti. I suoi aforismi rivelano quanto sia invece bella la natura tutta, anche nei suoi aspetti indecenti e decadenti, perché anche nella fine dimora la bellezza.
Ecco quindi che il suo principale capolavoro, Il Ritratto di Scorian Grey, parla di come l’arte possa nobilitare tutto, ma proprio tutto. Il romanzo racconta di un camaleonte di incredibile talento imitativo, il quale, notando l’indifferenza schifata con cui tutti gli esseri viventi scansavano un grigio escremento, decise, per salvarsi la vita e vivere tranquillo, di assumerne le sembianze. L’imitazione non era maleodorante, non si seccava, non si decomponeva, ma rimaneva sempre giovane e fresca, come appena creata. La scoria, credendo quello il suo riflesso, non si rendeva conto che nel frattempo invece lei imputridiva. Alla fine l’illusione fu svelata quando uno Stercorario dilaniò il camaleonte, rivelandone l’impostura.
Per via del triste finale, settanta anni dopo, un artista italiano volle vendicare la dignità della Scorian Grey, inscatolando le proprie feci ed esponendole in tutti i musei del mondo, a dimostrazione del fatto che l’arte veramente rende degna ogni cosa.

 

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