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L’Aquila Volta la carta: il Mediterraneo e le sue storie

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Foto di Antonella Finucci
Esistono luoghi capaci di raccontare storie.

Esistono luoghi capaci di raccontare storie senza bisogno di ricorrere alle persone, alle voci o alle immagini. Luoghi che con la loro forza e il loro passato sovrastano i confini ed elargiscono un’identità, con una generosità che a volte si trasforma in condanna. Che il mare sia uno di questi luoghi ce l’ha insegnato gran parte della letteratura mondiale, ricordandoci  che non tutto quello che si allontana dalla terraferma è prevedibile: spesso ciò che  appare familiare, in acqua si trasforma, e ciò che fa paura diventa il nostro miglior alleato. C’è chi decide di affogare nelle contraddizioni delle acque, come Martin Eden, chi di combatterne gli orrori, come il Capitano Achab e c’è infine chi, davanti alle sue ambiguità, decide di arrendersi e di stare a guardare, come Montale nella sua dedica al Mediterraneo, il più complesso dei mari.

E proprio il Mediterraneo è il tema del concorso letterario Volta la carta, la cui premiazione avverrà in occasione della quarta edizione del  Festival delle Letterature L’Aquila Volta la Carta, la rassegna che dal 7 al 9 ottobre, ospiterà libri, autori e storie. Storie che vengono dal mare, come quella di Ermal Meta, compositore albanese arrivato in Italia a 13 anni; o come quella dei Marò e delle sue inevitabili derive internazionali raccontate da Tony Capuozzo. Racconti di mare che si perdono nella Storia, di un Mediterraneo bacino di tradizione, di esplorazioni, di mitologia, raccontato da Alessandro Vanoli nel suo “Quando guidavano le stelle” (Il Mulino). Storie di terra come quelle dei migranti che dalla Siria, dall’Afghanistan e dall’Iraq raggiungono l’ Europa attraverso la rotta balcanica,  in cerca di un futuro migliore, o semplicemente di un futuro, come ci ricorda il fotoreporter Stefano Schirato nella sua mostra fotografica promossa da Caritas. Niente mare, niente montagne: lo sguardo si sposta sulla capitale, sui migranti di Via Cupa e sui diritti sempre più labili nelle testimonianze  dell’Associazione Diritti al Cuore.

Ma il mare non è l’unico luogo capace di raccontare storie, come ci ricorda questa rassegna: esiste infatti una città i cui confini sfuggono alla mappatura geografica e  di cui tutti ci siamo sentiti cittadini. L’Aquila raccontata dal libro “L’Aquila degli altri, come l’hanno vista viaggiatori e forestieri” ( L’Una Editore) è il ritratto storico e sociale di un luogo che è stato capace di incantare e ammaliare quei viaggiatori che nei secoli scorsi decidevano di avventurarsi nel cuore dell’Italia, in territori estranei alle consuete mete. Ma, come ci ricorda la frase di Giovanni Verga, che ha ispirato il tema del concorso letterario “il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare”: e l’Aquila, con le sue meraviglie, la sua storia, il suo dolore è il paese di tutti e appartiene a tutti coloro che vorranno ascoltarla.

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