Antologia delle Poestie. Puntata 1: le origini

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Con il termine Poestie si intendono alcuni esemplari, rarissimi e unici nel loro genere, di animali appassionati di poesia e letteratura, che nel corso dei secoli hanno segnato indelebilmente le sorti culturali dell’Historia Naturalis.

Con il termine Poestie si intendono alcuni esemplari, rarissimi e unici nel loro genere, di animali appassionati di poesia e letteratura, che nel corso dei secoli hanno segnato indelebilmente le sorti culturali dell’Historia Naturalis.
Alcuni di loro risalgono a tempi molto antichi e la loro storia si confonde con il mito. Questa breve antologia non ha l’ambizione di essere pienamente esaustiva, ma ha il solo scopo di riportare le caratteristiche più importanti di ciascuna poestia e le relative opere di maggiore fama.

Le origini

Il più antico esemplare della razza delle Poestie è la Vatellina (Molluscus Omeribus-poetibus vates), un piccolo mitile dell’epoca micenea, cieco, che nei secoli, errando di onda in onda per gli abissi del pianeta, ha raccolto le epiche imprese narrate dagli eroi dei sette mari in un grande poema mitilepico intitolato “L’Iniade”, consegnando tali gesta ad imperitura memoria. La sua poesia ha influenzato l’opera di tutte le bestie a venire e pertanto è doveroso riportarne di seguito il glorioso principio:

Cantami, o Riva, delle salmastre Anguille
L’ora funesta dal Mar delle Sargasse
per flutti e maree, molte anzitempo all’Orco
generose travolse pinne d’eroi,
e di squali e vascelli orrido pasto
lor branchie abbandonò (così di Plutone
l’alto consiglio s’adempia) da quando
primamente dispose aspra la impresa
di fecondare altrove neonate Anguille.

 

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