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Via! Fotografia di strada da Amburgo a Palermo, al Museo di Roma in Trastevere

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Una bambina trasformata in cartone animato da un ombrello incantato. Uno specchio portato in giro per i Quartieri Spagnoli di Napoli che fa impazzire chi lo guarda.

Un cavallo senza testa, ma vivo. Un angelo che spara a un ignaro passante e un altro ignaro passante che diventa un angelo. O un altro ancora di ignaro passante che viene preso a secchiate d’acqua, ma che non si bagna. Superman in regolamentare costume rosso e blu che trascina stancamente il suo trolley (forse contiene un carico di kryptonite, o forse solo i vestiti da Clark Kent). Una bambina trasformata in cartone animato da un ombrello incantato. Uno specchio portato in giro per i Quartieri Spagnoli di Napoli che fa impazzire chi lo guarda. Non c’è trucco e non c’è inganno signore e signori, è solo la magia di “Via! Fotografia di strada da Amburgo a Palermo”, la mostra fotografica italo-tedesca al Museo di Roma in Trastevere fino al 3 aprile. È il racconto di cinquantadue settimane di scatti di dieci fotografi in due nazioni, la Germania e l’Italia, attraversate da nord a sud, letteralmente, da Amburgo a Palermo con lo spirito e la tecnica della fotografia di strada. Fotografie colte al volo, mai preparate, spesso semplicemente fiutate, con uno spiccato gusto per l’ironia e per il surreale, quando, per dirla con le parole di Fabian Schreyer, direttore artistico e curatore della mostra, la fotografia di strada diventa uno strumento per meglio delineare la vita quotidiana. O, forse, quando diventa uno strumento per meglio filtrare la realtà e poterla digerire, attraverso prospettive stranianti e accostamenti inusuali.

E se dopo che vi sarete destreggiati tra i putti accigliati, gli squali famelici e i diavoli del web che popolano il nostro mondo senza che ce ne accorgiamo, con solo un pugno di eroici fotografi di strada a vigilare su di noi, se non vi ha troppo orripilato l’uomo peloso con quattro mani o quello pensoso con le frecce che gli escono dalla testa né tanto meno quello travestito da pene, se ancora avrete voglia di fare bella figura, potrete avvicinarvi di nuovo allo specchio dei Quartieri Spagnoli fotografato da Michele Liberti. Ma no, è facile, direte allora con grande noncuranza agli altri visitatori che continueranno a guardarlo piuttosto confusi, vedete, lo specchio non è rettangolare, è questo lato che illude, direte, guardate bene signore e signori, è questo lato che è curvo. Non c’è trucco e non c’è inganno, insomma, nella fotografia di strada è tutto vero. Perché come dice Marga van den Meydenberg, una degli eroici dieci, fare fotografia di strada è una specie di meditazione, è come svuotare la mente. È concentrarsi sui particolari.

Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1B, fino al 3 aprile

I fotografi di “Via!” sono: Fabian Schreyer, Siegfried Hansen, Guido Steenkamp, Marga van den Meydenberg, Michael “Monty” May, Umberto Verdoliva, Mary Cimetta, Stefano Mirabella, Michele Liberti, Giorgio Scalici.

Il blog con le foto della mostra e i suggerimenti pratici degli autori per diventare bravi fotografi di strada.

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