Er compleanno der Monnezza

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Oggi, 3 marzo 2016, Tomas Quintin Rodriguez, conosciuto come Tomas Milian, compie 83 anni.

Tomas Quintin Rodriguez, conosciuto come Tomas Milian, compie oggi 83 anni. Ripercorriamo insieme i punti salienti della sua storia di attore e di uomo irrequieto.

Ha fatto a pugni per un primo piano di troppo, rubato a Gian Maria Volontè sul set del film western di Sergio Sollima “Faccia a faccia” nel 1967.

Da piccolo ha visto suo padre, un generale dell’esercito cubano di Machado, prima impazzire poi uccidersi in alta uniforme con un colpo di pistola al petto.

Entrava a tal punto nei suoi personaggi da non riuscire più a liberarsene conquistandosi l’epiteto di “ladro d’identità”.

Lo potevi incontrare nella Roma degli anni ’70 con un trench di tre misure più grandi, con gli occhi truccati da una matita nera, con la barba di tre giorni e i capelli spettinati.

Quando arrivò in Italia, alla fine degli anni ’50, era un selvaggio cubano tenebroso ed esotico, come ama definirsi, con i complessi psicoanalitici classici dell’ intellettuale sudamericano.

Sarà solo a metà degli anni ’70 con il personaggio “Er Munnezza” che Tomas arriverà in auge, vestendo i panni indimenticabili – tuta blu, berretto sulla fronte e scarpe da tennis – di Nico Giraldi, ispettore di polizia e ‘de borgata’.

Una vita spesa tra cinema, televisione, teatro e anche musica. Ha recitato in più di 100 film con registi tra i più prestigiosi: Spielberg, Stone, Pollack, Bertolucci, Antonioni, Visconti solo per citarne qualcuno.

E’ stato Jeans Dean interprete del film “La valle dell’Eden” a dare l’abbrivio alla sua carriera artistica. In una delle poche interviste è lui stesso a raccontarlo: “La sera ho visto il film. La mattina dopo sono andato all’ambasciata americana de L’Avana a chiedere il visto”. La conquista del mondo parte da Miami per poi spostarsi a New York.

Dopo sacrifici e mestieri di ogni genere, riesce ad entrare nell’Actors Studio. E proprio nella Grande Mela, Tomas viene notato da Jean Cocteau e Giancarlo Menotti che decidono di portarlo in Italia. I primi anni italiani sono i più difficili della sua carriera perché ogni sogno si sa, porta in sé un demone. E se il sogno è diventare un attore famoso allora il demone è sempre lo stesso: la droga e l’alcol.

Ma nell’eterna lotta contro il male a un certo punto arriva sempre l’angelo che per Tomas ha la faccia di Rita Valletti. Lei lo salverà dai vizi e da se stesso. Gli darà un figlio, Tommaso e resterà al suo fianco fino ad aprile del 2012 quando morirà.  Chissà se adesso, nel vecchio cuore  di Tomas Milian, vive ancora quel giovane cubano che più di 60 anni fa lasciò la propria terra per inseguire il sogno. L’unica cosa certa è che i demoni hanno perso e il sogno è realizzato.

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