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Come muore una regina

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Les derniers jours des reines, un libro di Jean Sévillia e Jean- Christophe Buisson che racconta gli ultimi momenti delle sovrane più celebri.

Che la Francia sia da sempre affascinata dalla monarchia e dalle sue derive mitologiche è una realtà talmente evidente da essere diventata parte costitutiva della sua stessa anima. Quanta seduzione abbia esercitato la traduzione politica del potere monarchico rispetto agli individui che lo incarnavano appare invece un conflitto irrisolto, nelle cui maglie intricate si perdono vite e gesta di figure quasi divine. Se la fascinazione per il re ha conosciuto il suo apice nella narrazione delle  glorie politiche e leggendarie, creando una sovrapposizione quasi totale con il potere stesso, le regine hanno incarnato la forza assolutistica nei loro stessi corpi, perfetti e fragili fino alla morte. È proprio nei momenti finali della vita delle regnanti, infatti, che il mito si rafforza, la leggenda prende vita, il potere si concretizza: nella rassegna degli ultimi giorni delle sovrane “Les derniers jours des reines” (Éditions Perrin), realizzata da Jean Sévillia e Jean- Christophe Buisson, i corpi di Maria Antonietta, Caterina II di Russia, Cleopatra e molte altre, conoscono una fine diversa e tormentata, intima ed esposta allo stesso tempo, violenta e dolce come solo la morte sa essere. Gli ultimi momenti della femminilità regale appartengono al popolo più delle loro vite, più delle loro decisioni: la fine gloriosa conserva intatto il suo fascino anche quando a stroncare una sovrana è un prosaico avvelenamento, una malattia invalidante o una decapitazione pubblica. Comprendere la morte di una regina significa comprenderne gli inizi talvolta incerti e inaspettati, altre volte costruiti con dedizione e abilità: il cuore di una sovrana smette di battere insieme al suo ruolo. Mentre il potere monarchico sopravvive agli uomini, l’aura mitologica di cui è impregnato il ruolo femminile finisce di esistere con il suo corpo: la tangibilità dell’esistenza di una regina è necessaria al suo stesso potere.

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