“Star Wars” è Mito

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“Star Wars” è Mito. Non “un mito”, o “mitica”, no, è proprio Mito. Lo stanno dicendo tutti, la parola mito ricorre in quasi tutti i commenti sui media

“Star Wars” è Mito.

Non “un mito”, o “mitica”, no, è proprio Mito.
Lo stanno dicendo tutti, la parola mito ricorre in quasi tutti i commenti sui media, la cosa è ormai pienamente percepita. È un Mito creato non a caso da quella fabbrica di miti che è l’America, che per cento motivi contiene in sé le cause, le molle, le spiegazioni, la creazione di tutti i miti della modernità: lì nascono oppure lì devono arrivare per imporsi al mondo. E li esprime attraverso la letteratura di genere. Non nella letteratura maistream, quella seria, quella che è arte per davvero, ma proprio nella subletteratura, paraletteratura, il neo-pop-trash-della-cultura-di-massa. Nella sempiterna contrapposizione fra genere e maistream, il genere segna punti ad ogni generazione, creando costantemente personaggi che rispondono a bisogni profondi di tutti, perfino di quelli che non “leggono” il genere, non leggono la fantascienza, il fantasy, i gialli, il romance, l’horror, e tutte le possibile
“Star Wars” è un mito che va avanti da 38 anni ed è qui per restare. Non solo e non tanto perché già si parla di altre 3 puntate messe in cantiere dalla Disney, attuale proprietaria del marchio, ma perché ormai si è imposto nell’immaginario collettivo dove resterà per decenni, se non per secoli.

 

Chi era il titolare della cattedra di Storia della Letteratura inglese all’Università di Londra alla fine del 1800? Scommetto che non lo sanno nemmeno gli addetti ai lavori del mondo accademico. Ma tutti, loro e noi, conosciamo Sherlock Holmes, Jekill e Hyde, Gulliver, Dorian Grey, Robin Hood. E potrei continuare.
E non è uno strapotere della cultura in lingua inglese che impone la propria lingua ed i propri prodotti/miti al mondo perché il potere fisico, reale ce l’ha. Anche Russia e Cina ce l’hanno quel potere, di poco inferiore in termini economici e militari, però non hanno prodotto Mito contemporaneo, non ancora. Però sanno di cosa si parla: in Cina agli scrittori di Fantascienza è esplicitamente proibito dal Partito di scrivere romanzi sui viaggi nel tempo, perché si potrebbe “andare nel passato e cambiare la storia” e dare questa informazione/illusione alle masse non è bene, è antirivoluzionario…
Mi verrebbe quasi da dire che è il contrario: l’America il potere ce l’ha perché è capace di creare, esprimere Mito che coinvolge tutti.
Prima della Rivoluzione Industriale il Mito si creava in altri misteriosi modi. Da due secoli si crea nella narrazione di genere, declinata anche in quei mass-media che sono cinema, fumetti, televisione ed ormai, medium a sé, Internet, “non-luogo” che li contiene tutti. Ma nasce nei cuori, nei cervelli, nelle anime della massa e si esprime nella letteratura di genere prima e da lì tracima negli altri media. Così è.
Questo non nobilita necessariamente il genere, semmai depotenzia il resto. Sturgeon noto scrittore di fantascienza ha coniato la famosa legge di Sturgeom: “Il 90% della Fs è spazzatura, perché il 90% di tutto è spazzatura”.
Alla fin fine, comunque, un bel film…

https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Sturgeon

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