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Milady65, Marte7 e le 2 zanzare

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Una donna si strucca davanti al mobile specchio della camera da letto. Milady65: Il suo nick name per un sito di incontri on line. Alla finestra un tramonto romano afoso e umido di fine luglio.

Una donna si strucca davanti al mobile specchio della camera da letto. Milady65: Il suo nick name per un sito di incontri on line. Alla finestra un tramonto romano afoso e umido di fine luglio. La sveglia elettronica lampeggia le 20 in blu. Tra poco ci sarà un appuntamento per una conversazione in chat col poco più che quarantenne: Marte7.
Eva pensa di essere sola nella stanza, ma tra gli altri ci sono: il zanzaro Aldo e la zanzara Frida. I due non sono una vera coppia ma si conoscono da quando erano larve nate in una pozzanghera vicino all’aereoporto.
Frida quella sera voleva mangiare leggero. Era stata il giorno prima per una cena sostanziosa dall’ingegnere che però si era sfondato di birre e penne all’arrabbiata lasciate dalle madre. Il giorno dopo la zanzara aveva fatto fatica a volare e giurò:
“Da quello mai più”.
Frida sentiva la fine della sua stagione e tra poco avrebbe dovuto deporre. Doveva essere tonica. Prima di lasciare però desiderava accoppiarsi un’altra volta. Voleva Aldo. Era stata con Tonino detto il pantera ma… per una cosa così… solo animale, un tango fra i copertoni dell’officina del meccanico.
Voleva farlo con Aldo anche per vedere che pesce fosse e per mettere un po’ di poesia nella nidiata. Aldo appassionato di acrobazie in volo, forse perchè nato vicino allo scalo aereo non si posava quasi mai, volava… meglio dire… faceva come dei rimbalzi ostinati lunghi e larghi sul muro. Gran patito di ballo attendeva che si facesse più buio per una serata davanti al faretto vicino la fontana del condominio. Una serata organizzata dalle falene.
Frida aveva puntato Milady65 sia per la leggerezza della cena, servita da una vegana seppur improvvista, sia perchè contro gli insetti la donna usa una citronella presa in erboristeria… illusa.
Un pasto quindi frugale e veloce… come in un agriturismo biologico anche se… umano. L’avrebbe punta senza però estrarre molto, magari in una parte ininfluente del suo corpo Sì perchè le notti precedenti, appollaiata sulla folta chioma della donna al pc, Frida leggeva per succhiare un po’ di romanticismo di Milady65 e di Marte7, delle loro frasi di chat, di effusioni ecc. Come in una soap opera. Marte7 del resto non era il solito: “astronauta” della rete con espressioni di corteggiamento tipo: sei il mio sole, i tuoi occhi sono come stelle. La zanzara infatti era rimasta molto colpita dalle parole dell’uomo, da come con frasi eleganti e sinuose descriveva i lineamenti della donna anche solo da una foto.
In particolare Frida era stata ammaliata dai i pensieri di Marte7 riferiti alla bocca della donna. Un lineamento questo difficile da tratteggiare senza scadere nella facile e banale sensualità. Il primo contatto dal vivo fra i due iscritti al sito di incontri on line romano: “Trovame” era imminente e Frida non voleva essere invasiva.
Milady65 ora è di fronte al portatile con l’ansia del: questo è lui non me lo lascio scappare. È la volta buona che mi… non riusciva nemmeno a pensarlo quel concetto… così come certi tifosi di calcio non pronunciano mai la parola scudetto se la loro squadra sta per vincere il campionato. Comunque sì: è la volta buona che mi sistemo. Questa era l’idea. Frida avverte la trepidazione di lei.
La donna accende frenetica il pc per l’appuntamento virtuale e spegne il cellulare con un’unghia conficcata nel tasto apposito. Nessuna telefonata ora. Milady65 con crocchia da combattimento assume la postura: schiena introflessa-mento in su plasmandosi in quella particolare aereodinamicità femminile che hanno le donne quando accelerano in motorino. Pronta.
Digita: “Buonasera…… Martino7 mio…… :-)……..”
Dalla finestra ecco però entra una falena. Una di quelle minute. Indossa un grigetto spento delle ali, un colore che quest’anno va tanto, è elegante e non impegna. La nuova entrata si avvicina verso la luce del portatile di Milady65 con quel solito modo che hanno le falene di girare rimbambite… anche se in questo caso date le piccole dimensioni… il piccolo esemplare risultava sbarazzino e civettuolo. Aldo dopo l’ennesimo rimbalzo-capocciata nota “miss alucce-grigie” e fa per avvicinarsi… forse avrà qualche ragguaglio per la serata. Frida nota il tutto e da dentro la coppa di una lampada grida:
“Zzzzzzzzzzzz noooooooooo fermati Aldo! stasera è nervosa! Zzzzzzzzzz non ti avvicinare!”.
Aldo imperterrito. Milady65 li nota e pensa:
“Eh no eh stasera no”.
Si alza dalla sua postazione. Con leggeri colpetti della mano, la gambetta alzata e saltellando con l’altra:
“Sciò, sciò” dice la donna. Riesce nel suo intento. Aldo avrà un trattamento diverso. Frida lo sa e non c’è tempo ne voglia di capire perché nell’immaginario umano un qualcosa che assomiglia anche pur vagamente a una farfalla fa simpatia e tenerezza mentre invece una zanzara va sempre e comunque schiacciata.
La donna prende due riviste dal comodino. Frida esce dalla lampada. Sa che non può intromettersi perché tra un po’ deve depositare e certa di non essere udita, sibila comunque fortissimo:
“Zzzzzz fermati Milady! Ma non lo vedi? Non ce la fa nemmeno e stare in piedi! Zzzzzzzzz ma non lo sai che i maschi non pungono?Non lo hai mai letto zzzzzzzzzzz National Geographic?”.
È un attimo. Applauso sordo di un battito solo. Aldo è schiacciato fra “Oggi cucino io” e “Eva Express”.
Il zanzaro rimane impresso sulla copertina della rivista di gossip proprio in coincidenza col volto del divo di turno. Frida vorrebbe chiudere gli occhi ma non può. Vuoto d’aria. Dalle tendine parte un altro applauso. Quello viscido e strisciato di alcune mosche. C’era stata una giocata di scommesse tra loro: Aldo scampato, Aldo al primo colpo, Aldo al secondo, Aldo al terzo. Chi aveva pronosticato bene aveva vinto tanto: lo zucchero sparso vicino al lavello. Sì perchè la donna in passato non si era mai dimostrata una cacciatrice precisa ma quella sera… quella sera… era diversa.
Milady65 tirando un sospiro di sollievo strappa la copertina della rivista e la getta nel secchio della spazzatura mentre sulla sua testa, non sentita, c’è Frida. La donna si siede di nuovo e riprende la conversazione virtuale fino alla sua chiusura:
“……. allora ci vediamo domani alle 11 al bar del laghetto?”.
Marte7 risponde:
“sì”.
I due umani digitano in contemporanea “Baci” seguito da un “arresto del sistema” cliccato quasi all’unisono da entrambi.
Saltelli isterici della donna nella stanza.
“Via… a letto presto, domani devo essere riposata” pensa Milady65 prima di scaraventarsi festosa sul letto.
Frida è volata intanto sul bordo del secchio della spazzattura. Veglierà le ali e le zampe di quello che avrebbe dovuto essere il suo uomo fino alle 3 del mattino circa. Di solito quello è un orario ottimo per colpire dato il sonno, di regola, profondo e non disturbato. Un momento propizio per iniziare una cena anche se in questo caso dal sapore comunque amaro.
La sveglia lampeggia le 3 sempre in blu elettrico. Frida si posa su Milady65 e la punge. Al contrario delle indicazioni corrette per assaporare al meglio la pietanza “vendetta di Aldo” la zanzara inizia a consumare subito a caldo confidando però in un retrogusto freddo… molto freddo.
Frida appena immerso solennemente il suo arto nutrizionale nella pelle di Milady65, avverte accanto a se una presenza: è la zanzara tigre cinese Ui Ui.
“Zzzzzzzz fermati cinese, stasera la donna qui, e proprio qui sulla bocca, ora è solo mia” disse Frida.
L’asiatica era una dura, se l’era vista anche con certi pappataci della Jakuza per il controllo dello scalo di Hong Kong (lì i maschi sono diversi) ma aveva un suo codice d’onore ed era la prima volta che si trovava a trattare con un’altra donna, una femmina come lei che in quel momento le stava spiegando le sue ragioni per il marcamento del territorio.
La straniera era anche però frastornata e al tempo stesso inebriata. Era arrivata a Roma con un volo da Singapore nascosta in mezzo a campioncini di profumo vecchio stile, dentro al beauty-case di un’anziana in viaggio premio. L’esalazione di quelle essenze come compagna di viaggio per un tragitto così lungo, forse, aveva comportato nella tigre anche una qualche… mutazione genetica.
Frida mentre sibilava a Ui Ui il suo intento vendicativo notò che veniva fissata dalla sua interlocutrice con occhi colmi di desiderio sessuale non riproduttivo. La zanzara nostrana allora colse al volo l’opportunità di offrirsi alla cinese per un incontro piccante a luci rosse… hard si direbbe oggi. Questa la contropartita offerta da Frida per assicurarsi l’uso esclusivo della bocca di Milady65 dove entrambe erano posate. Frida promise una prestazione da settimo cielo, ma non convinta che la tigre avesse afferrato appieno il senso di quella espressione rimarcò una soddisfazione garantita anche in inglese: “Ui Ui satisfaction guaranteed!
Ui Ui accettò la proposta. Chiusero la trattativa. La zanzara nostrana voleva essere certa che un veleno assolutamente efficace dovesse essere solo il suo. Pur di raggiungere il suo scopo avrebbe affrontato anche quella nuova esperienza sebbene riluttante ma anche un po’curiosa.

È il giorno dopo. Milady65 si alza. Primo pensiero: lo specchio. La vista è ancora appannata. Stropiccia gli occhi. Urla ma il suono invece di essere emesso all’infuori è inspirato all’indentro che quasi la soffoca.
La superficie riflettente le mostra due labbra talmente gonfie che nemmeno il peggior chirurgo plastico pagato in natura in una favela ambulatorio sperduta in chissà quale foresta avrebbe potuto ridurle così. Panico è dire poco.
Anche mettendo una buona pomata in quel punto ci vorrebbe comunque parecchio per fare effetto. La donna prende il cellulare. Trema perché era d’accordo con l’uomo che avrebbero avuto prima dell’incontro una telefonata vera e propria solo in caso di emergenza. Milady65 sente per la prima volta la voce di lui.
“È pure bella cavolo!” pensò.
Con tono emozionato la donna disse:
“Perdonami Marte, ho un imprevisto oggi non posso”
e lui stizzito:
“Ma è la seconda volta che mi dai buca… allora comincio a pensare che…”
“Ok, va bene, confermo” lo interruppe lei.

Appuntamento. Milady è seduta fissa inchiodata e tremante al tavolino del bar prescelto. Ha già ordinato e consumato un succo di frutta. Marte7 arriva, si piega leggermente, fa per sedersi ma sgrana gli occhi e dice fra il seccato e lo stupito:
“Scusa eh, mica immaginavo che ti eri rifatta. Non mi dà fastidio la cosa in se, ma il fatto che non me lo hai detto prima proprio non lo sopporto”.
Eh sì, la donna aveva inviato tante foto via mail all’indirizzo dell’uomo, ma per certe regole non scritte che ognuno si dà in certe situazioni non si sarebbe mai fatta vedere in video-chat… nemmeno col burka.
“Ma no, è stata una zanzara! Te lo giuro!” singhiozzò lei.
“Sì e io ci devo credere” rispose l’uomo e da posizionato ad angolo acuto in sospensione come qualcuno che si deve mettere seduto ma non si siederà mai. Marte7 si gira e volta le spalle. La donna pensa una cattiveria consolatoria nei confronti del suo “pianeta” perduto:
“Ma sì, guarda come cammina, sembra un grillo”.
Milady65 dopo aver fissato per qualche secondo la propria anima sul fondo del bicchiere vuoto, sospira e chiude gli occhi. In quel momento dalla spilla della donna si alzano due zanzare. Una fa all’altra:
“Zzzzzzzz ho avuto soddisfazione. Bello il laghetto per le larve qui eh… dai divertiamoci un po’ prima… satisfaction guaranteed anche per te ora”.
Compie una virata e continua:
“Come promesso, come da accordi zzzzzzzz. Vieni cinese ti porto in paradiso”.

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