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Occhi verdi

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Occhi verdi come il mare. Occhi verdi che accolgono pagliuzze dorate quando i vetri delle finestre riverberano i raggi del sole sui suoi occhi. Occhi verdi di Rachele che si riflettono sullo specchio, con cornice di argento, della toletta della sua camera da letto. Occhi impietriti, quasi nostalgici, che si soffermano sulla loro immagine riflessa.

Occhi verdi come il mare. Occhi verdi che accolgono pagliuzze dorate quando i vetri delle finestre riverberano i raggi del sole sui suoi occhi. Occhi verdi di Rachele che si riflettono sullo specchio, con cornice di argento, della toletta della sua camera da letto. Occhi impietriti, quasi nostalgici, che si soffermano sulla loro immagine riflessa.

Lei è Rachele Welth, titolare della fascia di Miss America e Miss Sorriso1953, vincitrice del premio Oscar 1957 come migliore attrice non protagonista di “Caino contro Abele, vincitrice del Golden Globe 1959 come attrice protagonista in “La più bella del reame”, autrice del Best Seller 1970 in “Tutti pazzi di Rachele”, Presentatrice TV dal 1980 al 1986 del programma lo Chef Stellato e Ambasciatrice Unicef.

Tanto ombretto viola intorno agli occhi verdi, molto pasticciato, che maschera, per quel poco che si può fare, le palpebre cadenti. Il viola che tanto adora e che è un po’ ovunque. Le tende viola drappeggiate che adempiono appieno alla loro funzione oscurante e che lasciano intravedere, quando il sole riesce a penetrarvi, tutta la polvere accumulata da anni.

Viola è la sua vestaglia, ormai logora in più parti, e che l’avvolge solo parzialmente dal momento che non riesce a contenere l’adipe che fuoriesce dai suoi fianchi tanto da creare delle enormi forme che ricordano le ciambelle di salvataggio che partono da sotto il seno sino al pube.

Un seno rigoglioso era quello di Rachele tanto invidiato dalle sue colleghe diHollywood quando all’epoca non si ricorreva, di certo, alla chirurgia estetica per rimodellarselo a proprio piacimento. Grandi scollature per valorizzarlo e tante mani di uomini più o meno famosi che hanno indugiato su quel seno e tante mani che sono riuscite, invece, ad accarezzarlo. Ora il suo seno le serve solo a bilanciare la sua enorme stazza e arriva quasi a toccare il marmo nero con sfumature bianche che fa da base alla toletta dove Rachele è appoggiata quasi immobile di fronte allo specchio.

Gli occhi verdi sono come paralizzati dinanzi all’immagine di lei riflessa allo specchio mentre la sua mano meccanicamente, senza mai fermarsi, pulisce la sua protesi dentaria con un vecchio spazzolino consunto. Rachele, senza denti, assomiglia a un ippopotamo con il suo enorme faccione in perfetta armonia con il suo corpo opulento.

Le mani che sorreggono la protesi e si muovono in maniera meccanica non si fermano mai in completa antitesi al resto del corpo che rimane pressoché immobile. Rachele non riesce a spostare la testa dallo specchio e guardare ai suoi lati e poi è riuscita a trovare un equilibrio sul puff giallo, posto dinanzi alla toletta, che improvvisi movimenti laterali rischierebbero di compromettere per sempre la sua stabilità.

Le gambe sono divaricate perché ormai questa è la sua postura dal momento che il continuo rossore che le si forma tra le cosce le provoca talmente dolore che si è adattata a questo nuova andatura. Tanti gli uomini che le hanno allargato, talvolta con impeto quasi violento,  quello stacco di gambe lunghe che ricordavano una scultura di Degas e che ora di scultoreo hanno solo le protuberanze delle enormi vene che la obbligano a usare, per pudore quando è all’esterno, delle lunghe gonne che arrivano sino alle caviglie.

Marlon, Frank, Gregory sono tra gli amanti più famosi di Rachele e a quell’epoca lei sì che riusciva a muoversi, instancabilmente, per soddisfare sia il suo piacere che quello dei suoi compagni di letto. Guardandola da dietro, in quella posizione, sembra che non si muova nulla fuorché le mani che, impercettibilmente tra la massa grassa delle sue braccia e le spalle da lottatrice di sumo, tengono all’unisono sia lo spazzolino che la protesi.

A interrompere questo momento ipnotico vi è, all’improvviso, uno sputacchio furioso di Rachele sullo specchio. Gli occhi verdi come il mare, con pagliuzze dorate, impietriti e quasi nostalgici sono completamente scomparsi.

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