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Lettera sulla Serenità – (Seconda Parte)

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Seconda parte della Lettera sulla Serenità di Eparmione a Eudobulo.

Lettera Sulla Serenità, Di Eparmione A Eudobulo (Seconda parte)

Sii sereno, Eudobulo, sii sereno!
Intorno a te c’è tanta gente serena. Facci caso. Ci sono molte persone che sorridono.
Certo ci sono anche quelli che non lo fanno. Ma non è poi detto che uno sereno se ne debba andare in giro con un espressione beota dipinta in faccia.
Non ripetermi: se mi guardo intorno vedo solo gente triste e arrabbiata!
Non è vero! Guarda meglio. Tutto scorre. E tutto finirà di scorrere, certo, ma preoccuparsene ora mi sembra fuori luogo. Finirà ogni cosa, finiranno gli uccelli, la luce del sole, il moto dei pianeti, ogni cosa sarà fredda e buia. Forse. Ma noi non ci saremo! Nessun essere umano ci sarà.
Nel frattempo sii sereno.
Cerca di frequentare solo persone costantemente serene. Uno i parenti non se li sceglie ma gli amici sì! E’ vero che a volte si vuol bene ad un amico anche se non solo non è perfetto, ma per di più ha dei difetti grossi, come ad esempio il non essere sereno. Non dico di abbandonarli, ti dico, trovatene anche di più sereni, frequentali, condividi la tua raggiunta serenità, così che se dovessi perdere un poco l’equilibrio sarà più facile recuperarlo. Stare in compagnia di gente serena aiuta te e loro a restare sereni.
Cerca di non avere troppo informazioni su ciò che ti accade intorno. Troppe notizie non fanno bene alla serenità. Non ti preoccupare, ché i veri pericoli si annunciano con grande strepito e comunque non ti dico di non cercare di avere nessuna notizia. Dico di non cercarne troppe. Difenditi dalla mancanza di serenità altrui.
La serenità è come il mare calmo la mattina presto. La felicità è come il mare mosso di mezzogiorno, sempre sotto il sole.
E’ lo stesso mare, ci succedono le stesse cose, sotto la superficie nessuno potrebbe dire se sopra c’è calma piatta o gran movimento.
Ma pensa a quel mare della mattina, piatto, leggermente mosso da piccole onde, che arrivano regolari e lente sulla battigia. Non è uno stagno o un lago, immobili, fermi, perfino sgradevoli a volte in questa loro immobilità. E’ mare, si muove. E’ vita, si muove. Ma è calmo, sereno.
Eudobulo, dimmi, secondo te esiste l’amore sereno? Tu lo sai che io e te sappiamo perfettamente la verità! Solo che tu pensi che non esista ed io che esiste!
Tu dici: come è possibile che ci sia una “serena passione”? Com’è possibile che lo sconvolgimento dei sensi, il desiderio della carne, il cuore che batte, la follia dell’amore possano essere o portare o anche avere solo lontanamente a che vedere con la serenità?
Ma tu stai parlando dell’innamoramento, non dell’amore! E sono due cose diverse e lo dovresti sapere. Ti dirò di più, l’amore o è sereno o non è, l’innamoramento o non è sereno o non è.
Ma io non ti ho mai detto che devi essere sereno sempre e comunque!
Ci sono momenti nella vita in cui non ha senso essere sereni! Ma non ha senso perché non ha senso logico elementare. Se stai per affogare, lotti per sopravvivere, non ti limiti ad affogare serenamente!
Se sei innamorato ti getti nell’innamoramento con tutta la intensità di cui sei capace, se no, che vivi a fare?
Ma l’innamoramento è destinato a finire, non fosse altro perché nella migliore delle ipotesi diventa amore. L’innamoramento è per definizione effimero. E se anche vuoi passare da un innamoramento all’altro, proprio per non rassegnarti mai alla sua trasformazione in un amore sereno, ti accorgerai che ti mancheranno le forze per farlo fino in fondo, ma che oltretutto se ci dovessi riuscire questa sarebbe la sconfitta più grossa della tua vita amorosa. Trasformare un innamoramento folle in un sereno amore è invece una delle più belle conquiste che non a tutti è data!
Non è la normalizzazione. Non è la resa, non è la fine della gioventù.
Ho conosciuto un uomo e una donna che hanno cominciato ad amarsi a dodici anni e si sono amati per tutta la vita, costantemente, continuamente, serenamente. Si sono anche dimenticati, forse ma forse no, di quando erano innamorati, ma che importa?
Sono stati, fino adesso, felici. Sereni e felici.
Vuoi arricchire? Vuoi potere? Hai un demone che ti trascina da qualche parte?
Fallo. Seguilo. Questo non vuol dire che non potrai essere sereno.
Non devi dimenticare mai che nella vita le cose più preziose e che contano veramente sono tutte gratis; ma se nel frattempo vuoi diventare ricco e ci riesci, perché no?
Quel mare sereno della mattina è lo stesso della tempesta. Ha la stessa forza, la stessa possanza, la stessa massa. Solo che non pare.
Ci sono stati sempre uomini di potere che hanno gestito per il meglio il potere che avevano. Che oltretutto non lo hanno fatto per bontà d’animo, ma per calcolo: gestire al meglio il potere, nell’interesse del maggior numero di persone possibile, significa averne di più e più a lungo. E se ti capita di pensare che questo non è vero, che in fondo chi vuole il potere lo ottiene perché è forte o abile ai danni degli avversari, sappi che questi signori possono certo vincere, ma non perché sono i più abili. Al contrario. Di tutte le forme politiche quelle dittatoriali sono le meno efficienti, destinate sempre a finire e quasi sempre molto male per i dittatori.
Può accadere che la morte di un altro sia per te la tua vita. Ma ciò non è bello e se si può evitare è meglio farlo. Con calma, serenamente. Ma se non è possibile, uccidilo, con altrettanta calma e serenità. O fatti uccidere, se ti va.
Devi solo essere sicuro di non avere alternative. Di tutti gli dei, dicevano i nostri padri, la più stringente è la Necessità, ad essa tutti gli dei si sottomettono, giacché anche loro sono costretti a fare ciò che è necessario.
Non illuderti però di prendermi in giro, Eudobulo, amico mio.
Io ti conosco meglio di quanto tu non conosca te stesso, anzi, io ti conosco meglio di quanto tu non riuscirai mai a conoscere te stesso. E questo perché tu sei trasparente.
Ed io vedo nel tuo animo, o Eudobulo.
Eudobulo, tu non cerchi la verità, tu cerchi scuse.
Come molti, sia chiaro. Sei in ottima e numerosissima compagnia! Siete in tanti a cercare ciò che avete già deciso di trovare. Tu vuoi arricchire con mezzi non leciti, tu vuoi il potere con mezzi violenti o truffaldini, ma non perché questo sia inevitabile, lo fai perché pensi che sia inevitabile per te, perché tu di te pensi di non essere adatto a tanto.
Tu pensi anche che senza sacrificare felicità e serenità non diventerai mai ricco e potente. Quindi preferisci pensare che non esistano. Tu pensi che solo abusando della gente, raccontando loro bugie e minacciandole riuscirai ad avere il potere cui aspiri e che questo lo fanno tutti. E non è vero, Eudobulo, c’è chi conquista il potere dicendo o almeno cercando di dire la verità.
Tu bari perché pensi che tutti barino, ma soprattutto tu pensi che tutti barano perché tu “vuoi” barare. E tu vuoi barare perché non hai fiducia né nei tuoi mezzi né nella fortuna.
Sai che ti dico, Eudobulo? Fallo pure, se proprio vuoi, ma fallo serenamente!
Ti meravigli? Ma perché, o Eudobulo? Pensi che si debba essere per forza buoni per essere sereni?
E’ vero, in linea di massima è così. Per esserlo a lungo poi è necessario. E poi, buoni, che grossa parola! Basta non essere cattivi. Basta non essere violenti ed aggressivi, basta che nessuno possa realmente (le calunnie non contano) dire di te che tu gli hai sottratto qualcosa o comunque fatto del male.
Ma questo alla lunga. Nel breve periodo io credo che si possa essere sereni anche facendo il criminale. O, come te, il politico truffaldino, o Eudobulo.
Ma alla lunga il tappeto mostra la trama. Alla lunga è inevitabile crollare sotto il peso del male fatto, se non altro “crollare dentro”. Non ci si diverte più, Eudobulo, credimi, si continua a lottare per rimanere vivi e a galla.
Però i più bravi fra i cattivi riescono perfino ad essere sereni, almeno per un po’.
E’ una tecnica in fondo. Si può imparare.
Ma a barare, alla lunga…ti viene il cancro, Eudobulo.
Lo so, a questo punto tu vorrai che io ti dica quali sono le “tecniche”. Dimostrando così che non hai capito. Ma io te le dirò ugualmente, nella speranza che tu capisca.
Prima di tutto (regola numero uno) devi sapere che è possibile essere sereni. E devi dirtelo spesso: sii sereno, ripetitelo, spesso e volentieri, sii sereno. Funziona sempre d è una specie di panacea, quasi non c’è altro da dire.
Bada, il trucco sta nella parola: “sapere”. Non ti ho detto: “credere”. Non devi crederci perché te lo dico io, e nemmeno perché ti converrebbe. Occorre sapere che è la verità. Te ne devi convincere, ripeto, casomai solo perché ti conviene, ma questa convenienza è la motivazione, non la sostanza, la sostanza resta: sapere che è vero. E’ come imparare una lingua straniera perché ti conviene. Puoi essere convinto quanto ti pare, perfino “credere” che quella è la lingua migliore del mondo, ma o la impari o non la impari. Devi riflettere su quanto ti ho detto e trovare il modo di scoprire che è vero. Sapere che è vero.
Poi, stai in salute. E’ possibile essere sereni quando si è malati e come ti ho già detto è perfino possibile essere sereni in punto di morte. Ma non è mica facile. Se si è in buona salute si è molto più facilmente sereni. Anzi, guarda, se si è in buona salute pieni di vita e di energia è quasi inevitabile essere sereni. Tant’è vero che i giovani non sono sereni perché non ne hanno bisogno. Tant’è vero che se non sei sereno forse vuol dire che sei malato. Da qu\alche parte. E per essere in buona salute devi tenere il tuo corpo con molta cura. E’ meglio evitare gli stravizi, non ti stare sempre ad ubriacare, Eudobulo, non usare quelle strane droghe che nel tuo giro usate un po’ tutti perché va di moda!
Intendiamoci, anche l’eccesso di castità e di morigeratezza è uno stravizio. Chi si nega tutti i piaceri della vita, forse riuscirà anche a farlo serenamente, ma lo devo ancora vedere. Di uomini casti da sempre e per sempre e dediti solo all’amore per gli altri in nome di un qualche dio ne ho sempre visti, ma temo, o Eudobulo, che essi dicano di amare tutti gli uomini soprattutto perchè non amano nessuna donna.
Sai cosa ne penso: la castità in presenza di desiderio è una malattia mentale; la castità senza desiderio è una truffa.
Terza regola: puoi essere sereno anche se hai perso il lavoro, ma non lo potrai essere se non lo cerchi. In altre parole o prima o poi e per un tempo sufficiente, devi lavorare. Non si può essere liberi e sereni a spese di qualcun altro. Quale sia il tuo lavoro ideale io non lo so, credo consista nel far perdere tempo a me, è la cosa migliore che fai da quando ti conosco. Forse sarà la politica, non lo nego. Ma allora fallo, lavora, e sii sereno.
Ce ne sono molte altre di regole per essere sereni. Nessuna è importante quanto queste tre. O forse non è vero, ed altre potrebbero essere altrettanto se non più valide per un altro individuo.
Ad esempio fra accettare tutti i compromessi e non accettarne nessuno, trova una via di mezzo: trova il compromesso per cui certi compromessi si accettano e certi no, in fondo è solo una questione di stile.
Evita di fare debiti, ma pensa quanto è sciocco morire pieni di creditori che non pagheranno niente a nessuno ed avere un tesoro nascosto da qualche parte che nessuno userà mai.
Altro esempio: senza dubbio per essere sereni bisogna pensare un po’ al futuro, risparmiare, crearsi una famiglia, cercare l’affetto e l’appoggio dei figli, degli amici, insomma le solite eterne banalità che tutti sappiamo. Ma sai perché le cose banali sono ripetute da tutti tanto frequentemente? Perché spesso sono vere. E per quanto banale sembri questa cosa che ti ho appena detto, credimi: è vera.
Sii sereno, o Eudobulo, che ti vedo messo male.
Lo so, tu sei soddisfatto di te stesso, nonostante quello che dici. I tuoi protettori sono contenti di te, tu stai facendo carriera, ti si stanno aprendo molte porte e vedo per te un futuro radioso, lungo almeno quanto lo sarà quello dei tuoi sunnominati protettori. Ma non ti illudere. Ciò che tu credi di te sia il meglio, in realtà è il tuo punto debole.
Eudobulo, tu sei una banderuola, corri in soccorso del vincitore. Sei più realista del re. E si può fare, sia chiaro, non è bello ma non è contro la legge. E al limite nemmeno contro la possibilità di essere sereni.
Ma tu Eudobulo commetti un errore grave. Tu credi di esserne capace e non lo sei.
Tu credi di essere disposto a fare certe cose, e credi anche che le farai senza stare troppo a pesarci su. Invece non ci riuscirai. Non a farle, intendiamoci: io ti reputo capace di molte cose.
Non riuscirai a farle senza danno per te stesso. Non riuscirai a farle serenamente, o Eudobulo.
E non perché non si possa, ma perché non puoi tu.
Fai qualcos’altro, ti prego.
Una volta, non molto tempo fa, ti ho sentito dire che comandare è meglio che fare l’amore. Hai detto una frase del tipo: “comandare la carne è meglio che fotterla”. E da come lo hai detto ho capito che riferivi un parere altrui, di qualcuno dei tuoi attuali protettori.
Non è una novità. Lo si dice da sempre. Io sospetto però che questo sia vero solo per coloro per cui non può che essere vero. Cioè, non che sia vero in assoluto ma che sia vero per coloro che non sanno la differenza, perché fanno solo una delle due cose. Indovina un po’ quale?
Sì, o Eudobulo. Gli impotenti. Non avendo altro da fare, non sapendo fare altro, si danno al potere. Non tutti è chiaro, anzi, una minoranza fra coloro che comandano pensano che quella frase sia vera. Tant’è che io in vita mia ho conosciuto molte persone potenti che fottevano molto. Però chi sa perché quella frase gira spesso i bocca ai giovani e a quelli come te…Capisci?
Se appartieni a questa categoria è meglio che tu te ne renda conto immediatamente ed accetti serenamente il tuo stato. Ma non credo sia il tuo caso, ti so voglioso e gagliardo. Ma allora, dammi retta, mimetizzati. I tuoi futuri padroni, potrebbero appartenere alla categoria sunnominata. E si sa, gli impotenti sono anche invidiosi, per questo insegnano false verità.
Sii, sereno, Eudobulo, sii sereno. Scherza, prenditi un po’ in giro, prendi anche “me” in giro. Sforzati di capire che quello che ti dico è vero: intorno a te ce n’è tanta di serenità. Nelle case, dietro le porte e le finestre, dalle quali escono suoni di vita, a volte simili fra loro, a volte diversissimi, in quelle case spesso si nasconde il male, la sofferenza, l’equivoco. Ma molto, molto più spesso ci vive, acquattata e guardinga, la serenità. Quella comune e banale di tutti i giorni, fatta di buoni pasti, di carezze ai figli, di amore scambiato, di piccoli sani progetti per il futuro. Ma perfino di grandi ed eroici progetti per il futuro!
C’è e c’è sempre stata e sempre ci sarà, finché ci saranno esseri umani degni di questo nome che cercheranno di difenderla.
Non ti dimenticare che un orribile omicidio fa scalpore, tutti ne vogliono sapere e tutti ne parlano. Una carezza o una fiaba ai figli prima di dormire, non fa notizia ma è molto più comune.
L’emozione di un bacio rubato, scambiato, sussurrato è molto meno eclatante della disperazione dell’abbandono di un amante, ma alla fin fine è anche molto ma molto più comune. E che comunque la fine di un amore lascia se non altro sempre tutte e due le parti libere di iniziarne un altro nuovo. Serenamente, o Eudobulo, serenamente!
Si nasce e si muore. Ma si può nascere e rinascere più di una volta. Mentre si può morire veramente una sola.
Ci sono esseri umani schiantati da un dolore insopportabile. Ma facci caso: quasi mai, loro, le vittime, i reduci, i sopravvissuti a questi orribili eventi, quasi mai loro si suicidano. Si suicidano molto di più i giovani ed i sani, che non i vecchi ed i malati; i ricchi, che non i poveri, coloro che sono stati favoriti dalla vita piuttosto che coloro che sono stati trascurati o vilipesi da una vita ignobile.
Sii sereno, Eudobulo. Trionfare o meno nel tuo lavoro dipende solo in parte da te, la tua fortuna o la malizia altrui giocheranno comunque un ruolo importante. Quindi lotta ma sii sereno.
Respira, Eudobulo. A fondo, riempiti i polmoni, lascia che l’aria ti distenda il diaframma.

Respira.

Suda, Eudobulo, ché sudare fa bene, espelle gli umori maligni dal corpo.

Respira e suda, o Eudobulo.

Ma per cortesia, nel tuo interesse ed in quello di tutti, non cercare di convincere gli altri che sono infelici e che se sono felici hanno torto. Non solo non è così, soprattutto potresti indurre qualche giovane e sciocco a pensare che tu hai ragione e che se è felice è peccatore. E questo gli Dei non te lo perdoneranno.
Respira e suda, Eudobulo. Rilassati e cerca di vivere al meglio delle tue possibilità.
Ma soprattutto, o Eudobulo, per aiutare me ad essere sereno, ti prego, non rompermi più i coglioni.

Fine.

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